QUEI PAZZI DEL LIBERO AMORE

Nell'idea di "paradiso" presente in tante religioni c'è il sottofondo di "giardino delle delizie" in cui si amerà e si sarà amati liberamente e senza limiti. In barba a quelli che sottolineano continuamente il carattere "spirituale" delle delizie del paradiso gli artisti che lo hanno rappresentato visivamente hanno "visto" rigogliosi giardini, frutti ed acqua, e corpi nudi in libero moto. Nel paradiso terrestre Adamo ed Eva si amavano liberamente, non avendo la minima inibizione o il minimo senso del pudore. Che sia il "Genesi", che sia "Maometto" chi ha immaginato il paradiso lo ha visto come scenario di delizia "carnale", di delizie del corpo. Gli elementi costitutivi del "paradiso" sono in ogni caso e in chiunque lo abbia concepito, solo due: la nudità e l'eternità.
Da suggestioni religiose è nata la "fede" nella possibilità del "libero amore", dimostratasi ahimé irrealizzabile nelle società avanzate. Gli utopisti di varia estrazione si sono esercitati ad immaginare comunità affettive e sessuali, che al dunque non si potevano attagliare alla vera natura dell'essere umano. Si è sempre vagheggiato "l'età dell'oro", quella primitiva e libera società in cui la nudità avrebbe favorito la condivisione sessuale senza barriere di appartenenza; ma probabilmente tutto questo è solo frutto della fantasia.
Comunque molti tentativi di realizzare il libero amore furono fatti da parte di ristretti gruppi di "intellettuali". Prima della rivoluzione socialista in Russia, gruppi di giovani distaccatesi dal "nichilismo" si diedero alla pratica dello "shanismo" cioé il libero amore senza alcuna restrizione; fu un esempio contagioso che si diffuse in tanti gruppi di pensatori rivoluzionari, ivi compresi i bolscevichi della prima ora. Invariabilmente però la "deregulation" scatenava i bassi istinti dell'ingordigia, delle invidie, delle orge, del piacere fine a se stesso: così si determinavano livelli di tensione insostenibili.
Situazioni meno intellettuali e più radicate nel modo di vivere tradizionale hanno consentito esperienze di libero amore più significative. Una tribù dell'India, i maurya, pratica una sorta di amore collettivo: un dormitorio misto è riservato ai giovani dei due sessi che convivendo fin dalla tenera età, hanno tra loro libero contatto sessuale con il solo divieto di stabilire coppie fisse. Al raggiungimento dell'età adulta questo collettivismo sessuale cessa e si fanno le scelte per le coppie regolari (a quel punto certamente più stabili).
Ogni qual volta viene abolita la tirannia del rigido controllo sociale e religioso c'è la possibilità di praticare il libero amore, ma in materia sessuale le variabili sono tante e tali che quella "libertà" nei fatti è sempre limitata. Prima di incontrarsi davvero sessualmente e sentimentalmente bisogna scalare la montagna della conoscenza reciproca e non è cosa normale per l'essere umano nuotare con disinvoltura in situazioni promiscue. Guardando al mondo attuale degli "scambisti" bisogna considerare che solo una buona dose di stupidità consente di mettere tra parentesi il fatto che copulare tra sconosciuti è invariabilmente foriero di "guai". Voler ricavarsi di straforo fette di libero amore da situazioni indifferenziate è come avere la pretesa, novelli alchimisti, di ricavare l'oro dal vil metallo.
Il libero amore non potrà mai essere realizzato, ma aspirarvi è nondimeno positivo perché serve ad allentare una troppo rigida concezione "regolatoria". Bisogna in particolare "allentare" la pretesa delle religioni di continuare a controllare le coscienze in fatti che hanno solo una valenza intima.
Invariabilmente il concetto di libero amore si è dovuto misurare con le strutture sociali e la mentalità e ideologia religiose. Il risultato è stato quello di fughe parziali dall'istituzione "legale" prendendo perciò sempre una valenza di illegalità.
Vari utopisti, in diverse epoche, hanno favoleggiato di un uomo primitivo libero e felice, e dunque della necessità di tornare al "buon selvaggio" che vive a contatto con la natura. Le cose non stanno affatto così: nelle società primitive c'è un carico di regole e determinazione sul comportamento sessuale che per "pesantezza" è equiparabile al nostro di uomini civilizzati. Sulla scorta dei fondamentali studi degli etnologi Kardiner, Malinowski e Mead sono state fatte analisi comparate tra le società "primitive" e quelle via via più evolute, e si è così visto che in materia di comportamento sessuale c'è un "continuum" tra le società "pro" e quelle "anti" sessuali. Le società pro-sessuali erano quelle che davano libertà all'individuo nelle sue scelte sessuali, tra una gamma di possibilità considerate valide; le società anti-sessuali erano quelle nelle quali l'individuo viene annullato nelle scelte sotto la tirannia delle strutture normative. Quando le maglie sono più larghe l'individuo si può muovere in forme più o meno clandestine per affermare sempre meglio la sua libertà sessuale; quando la società è più tirannica la sfida riguarda solo piccoli gruppi, più illuminati intellettualmente, disposti a sfidare le prassi costituite anche a costo della propria vita.


Non c'è società più tiranneggiata dal punto di vista delle libertà sessuali di quella derivata dalla tradizione giudaico-cristiana, che avendo una vera ossessione sessuofobica ha fatto letteralmente terra buciata alla possibilità della più piccola "trasgressione". La pratica del libero amore o solo la sua rivendicazione teorica, ha avuto vita solo in sette segrete, prontamente bollate di eresia e perseguitate. Fin dagli inizi dell'era cristiana vi sono state sette che con vari argomenti desunte dalle Scritture, hanno cercato di unire pratiche sessuali audaci con la speculazione religiosa.
Dagli "adamiti" agli "illuminati" vi furono numerose comunità eretiche che sfidarono gli interdetti della chiesa cattolica (dico cattolica perché generalmente le chiese protestanti diedero prova di un certo liberalismo). Alcuni tentativi "dotti" per allargare le maglie, come quello della letteratura dei trovatori e dei minnesanger del dodicesimo e tredicesimo secolo, con la pratica dell'"amor cortese" e del culto della "donna angelicata", non furono perseguitati perché non furono immediatamente percepiti come "destabilizzanti". Il mondo arabo, portatore di una maggiore duttilità in materia di comportamenti sessuali, non cessò mai di avere una grande influenza sui costumi, soprattutto quelli delle classi dominanti. Il ceto dominante riusciva a ricavarsi, o di riffe o di raffe, parecchie deroghe alle norme restrittive.
A tal proposito pensiamo allo "jus primae noctis", una ben strana deroga alla ideologia sessuofobica da parte di signorotti, parroci o vescovi. Costoro avevano il diritto di deflorare la giovane sposa e quindi di deporre il proprio seme nel suo grembo. Sembra una barbarica usanza anticristiana, ma no, tutto legittimato dalla benedizione ecclesiastica! C'è infatti una solida spiegazione teologica: per infondere l'essenza immortale all'anima del nascituro il padre legittimo avrebbe dovuto aspettare la propria morte (un bel rischio se il figlio gli premoriva), così un "unto" a vario titolo del Signore risolveva il problema e in tal modo il nascituro non correva rischi. Solo Boccaccio in alcune delle sue novelle ha saputo mettere in rilievo la dabbenaggine del popolo illetterato di Dio e l'ingordigia dei potenti.
Se dalla Chiesa derivava in gran parte l'oppressione sessuale, segnali di orientamento diverso arrivavano dalle alte gerarchie del clero: spesso il loro comportamento presentava una palese viziosità e licenziosità. Mai come a proposito del clero è stato vero il detto "vizio privato e pubbliche virtù". Anche il detto popolare: "Fa' quello che prete dice e non quello che prete fa", illustra lo stesso concetto. Esisteva dunque una netta dissociazione tra dottrina e pratici comportamenti, che è rimasta fino alle soglie della modernità, per l'incapacità della Chiesa di attenuare la propria sessuofobia e la propria misoginia.
Il celibato imposto al clero cattolico non si è mai potuto sostanziare (ovviamente) con una vera astensione dall'esercizio sessuale. Fu nell'anno mille, a seguito della psicosi della fine del mondo, che si introdusse il divieto per i preti di sposarsi. I monaci (come indica il nome) invece erano sempre stati celibi. Ma come accennavo, la castità è un'altra cosa (stavo per dire: un altro paio di maniche). L'abolizione completa dei piaceri sessuali può essere considerata una virtù ma non può essere spacciata come cosa facile da attuarsi e alla portata di chiunque.
Diceva Zaratustra: "Forse che io vi consiglio di sopprimere i vostri sensi? Io vi consiglio l'innocenza dei sensi. Forse che io vi consiglio la castità? In alcuni la castità è una virtù, in altri è quasi un vizio. Se a qualcuno la castità pesa, è bene che se ne distolga, affinché essa non divenga la strada dell'inferno e cioé il fango e la fornace dell'anima".
Date le indiscutibili contradizioni presenti nella mentalità giudaico-cristiana in matetria di sessualità, la società occidentale se ne è sempre più allontanata. Scrittori come Lawrence, Joyce, Gide hanno promosso nei loro romanzi una nuova etica amorosa. Negli Stati Uniti diverse comunità hanno cercato di vincere il puritanesimo dominante, praticando una maggiore libertà sessuale.
La chiesa dei mormoni per esempio incoraggiava la poligamia e quando nel 1890 la pratica è stata ufficialmente interrotta, da essa sono emanate diverse organizzazioni che avevano nella poligamia il loro punto programmatico di forza. Un altro esempio illuminante è stato la "società perfetta" di Oneida, fondata da J.H. Noyes, autore di un libro intitolato "Male continence" che propugnava un vero comunismo sessuale e che aveva molta attenzione alle tecniche educative e alla prevenzione dei contrasti tra gli individui. Gli alti livelli di ansia e i meccanismi incontrollati delle gelosie portarono al fallimento di queste esperienze e alla loro prosecuzione sotto altre forme.

La comune di Oneida è stata istituita in un pacifico posto isolato, nel nord dello Stato di New York tra le città di Syracuse e di Utica in prossimità dell'omonimo lago. John Humphrey Noyes era un uomo dalla barba rossa, sicuro di sé, che fin dai primi studi in seminario aveva sviluppato un'interpretazione personale della Bibbia, base della sua predicazione eretica ma assai convincente per molti. Secondo Noyes la Bibbia era favorevole all'amore collettivo e all'unione fisica tra tutti i veri credenti in Dio.
I partecipanti alla comunità dovevano lavorare ed applicarsi all'educazione dei bambini. Al fine di limitare le nascite e per favorire un maggiore godimento delle donne, gli uomini dovevano cercare di non eiaculare, tranne nel caso di accertata volontà degli amanti di avere un figlio. I giovani venivano presto introdotti all'amore: le donne della comunità accoglievano nei loro letti gli adolescenti, mentre Noyes e altri "anziani" si occupavano della "catechizzazione" delle vergini. Così le quattordicenni da "iniziare" non solo gratificavano gli uomini maturi ma beneficiavano in compenso dell'esperienza di amanti esperti. La norma della "continenza maschile" garantiva tutti circa la sicurezza di evitare gravidanze indesiderate. Tra i giovani l'amore era permesso, ma la comunità vigilava che esso non prendesse una forma troppo egoistica ed esclusiva. Il corpo di ognuno appartenava a tutti e non a uno solo.
Dalla riflessione che nella società normale spesso le donne erano schiave destinate ai lavori domestici e alle ripetute gravidanze forzate, Noyes propugnava la crescita spirituale delle donne che erano educate ad avvicinarsi alla lettura, in modo da poter attingere tra i quattromila libri posseduti dalla comunità. Come si vede, Noyes non è il santone-sporcaccione di cui abbiamo avuto mille esempi; egli aveva indubbiamente una statura positiva che giustifica il fascino che aveva agli occhi dei suoi seguaci. A un uomo che gli confidava di essersi innamorato di una donna, Noyes replicò irritato: "Non è lei che ami. Tu ami la felicità".
La comune di Oneida Noyes l'aveva preparata piano piano attraverso una graduale condivisione sessuale, prima con una coppia e poi con altre coppie a cui aveva convinto la moglie Harriet Holton. La prima coppia "associata" era costituita da Mary e George Cragin. Già da tempo Noyes si sentiva sessualmente attratto da Mary (come daltronte Harriet non celava una simpatia per George) e invece di dare vita a sotterfugi ingarbugliati, diede l'avvio a quella comunità che sfidava apertamente la morale tradizionale.
Se la consumazione del rapporto interconiugale tra i Noyes e i Cragin, fece così rapidamente tanti proseliti un motivo ci sarà. Ma i più tra noi devono onestamente ammettere che non sa qual è.
Naturalmente non appena la "felice" società civile venne a conoscenza di quegli strani comportamenti sessuali, il marchio di "maiali" dediti a orge e baccanali si diffuse con la rapidità d'un lampo e arrivò l'inevitabile mandato di cattura. Noyes, con il suo carattere aperto, affrontò il giudizio delle autorità e fu rimesso in libertà dietro il versamento di duemila dollari di cauzione.
Ma i problemi non erano finiti per lui poiché un gruppo di "custodi" della morale lo cercava per dargli una dura punizione fisica. Così Noyes, memore di quello che era successo a Joseph Smith, il fondatore dei mormoni, pensò bene di rendersi irreperibile. Siamo nel 1847 e dopo diverse settimane in cui si era tenuto nascosto, Noyes informò i suoi seguaci che aveva provveduto ad acquistare i centosessanta acri di buona terra che sarà il "paradiso terrestre" della comune di Oneida (anche oggi i curiosi possono visitare quel "santuario" e con cento dollari vi si può anche pernottare).
L'avere a disposizione un luogo così accogliente in cui si potevano costruire sempre nuovi edifici, favorì molto il reclutamento di nuovi seguaci. La regola di cedere i propri beni alla comunità e l'entusiasmo dei neofiti, accrebbe la ricchezza di Oneida e l'espansione delle sue attività. La comunità era venuta in possesso anche di un veliero che fu adibito al trasporto del calcare lungo il fiume Hudson; ma un giorno una tempesta improvvisa fece capovolgere l'imbarcazione e tra gli altri vi perse la vita Mary Cragin. La disgrazia gettò nello sconforto la comunità e come al solito non mancò lo sciacallaggio della stampa religiosa che attribuì la sciagura alla giusta punizione divina. Dai pulpiti i pastori imperversarono nelle loro omelie eccitando gli animi e furono molti a tornare ad accusare Noyes di "mormonismo, islamismo e paganesimo".
Noyes che con Oneida aveva creato una organizzazione economicamente forte e con molti autorevoli appoggi, si difese attraverso la stampa di fronte all'opinione pubblica.
Egli, tatticamente, dichiarò l'abolizione del matrimonio complesso, ma calmatesi le acque il libero amore riprese a pieno volume come prima. Parallelamente Noyes esortava i suoi a una maggiore adorazione del Signore. Dunque, più libero amore e più preghiere.
Ma egli sapeva quale era la vera via per sfuggire all'azione dei nemici: "Sfuggiremo alle verghe solo se cesseremo di averne bisogno, e accresceremo la nostra prosperità solo a patto di esserne degni senza menarne vanto". Decisamente Noyes aveva capito tutto.
La comunità pagava regolarmente le tasse ma nel 1863, per motivi misteriosi, nessun uomo di Oneida venne chiamato alle armi per la guerra di Secessione. Successivamente con la pace gli affari prosperarono più di prima, producendo beni e prodotti che avevano una grande richiesta. Nel 1869, essendo la comunità così prospera, Noyes pensò di allargarsi dal punto di vista demografico, allentando la rigida regola della "continenza maschile".
In vent'anni a Oneida erano nati solo trentacinque bambini, nonostante la cospicua attività sessuale di tutti gli adulti. Naturalmente altri bambini erano stati portati dai nuovi aderenti, per cui il ricambio generazionale poteva essere assicurato.
Interessante è la modalità con cui si formavano le coppie occasionali. L'uomo che desiderava una certa donna, ne faceva richiesta a una intermediaria all'uopo designata (in genere si trattava di donna anziana e fuori del "servizio" attivo). La donna, se era disponibile (rari erano i rifiuti), dava l'assenso all'intermediaria e l'approccio avveniva. Ogni donna della comunità aveva mediamente da due a quattro amanti la settimana, mentre alcune delle più giovani (e avvenenti) arrivavano ad uno standard di sette.
La propensione all'esclusivismo veniva notevolmente scoraggiata, in quanto avrebbe incrinato il fondamento principale della comune. Gli accoppiamenti tendenti all'incremento demografico erano pianificati e autorizzati da Noyes e tra i "donatori del seme" più frequentemente impiegati figurava di gran lunga Noyes stesso.
Fatalmente anche il seme della discordia non tardò ad arrivare. C'era un uomo, Theodore, nella lista dei "fecondatori" che era malvisto praticamente da tutti a causa della strafottenza e dell'egoismo nel comportamento. Solo Noyes lo sopportava (anzi lo favoriva) trattandosi del suo unico figlio sopravvissuto. Questo Theodore era uno squinternato che sembrava facesse apposta ad infrangere tutte le regole. Certamente Noyes non lo approvava, ma volendogli evidentemente bene non riusciva ad evitare che tutti si accorgessero dei favoritismi.
Fu questo il primum movens di uno scisma che alla lunga avrebbe determinato la decadenza di Oneida.
Il punto di rottura irrimediabile si palesò nel 1875 quando il sessantatreenne Noyes, che forse mentalmente non era più quello di una volta, annunciò all'incredula comunità la sua scelta del proprio successore nella persona, manco a dirlo, del trentaquattrenne Theodore. Tutto il resto... direbbe la canzone...

Nel novecento vi furono tantissimi "eredi" che cercarono di salvare il senso della mitica Oneida. L'ispirazione religiosa (evidentemente solo una foglia di fico) è stata abbandonata e tutto è stato più laico ma certamente non meno impossibile. La "beat generation" che ebbe in Jack Kerouac il proprio capofila, ha praticato il libero amore in tutte le sue forme, ivi compresa quella omosessuale. Purtroppo la liberazione sessuale è stata illusoria, anche perchè in tanti casi ha coinciso con la schiavitù della droga. Le mitologie, al pari di quelle delle religioni tradizionali, erano troppo gravate da confusione e da idealismo. Alcuni intellettuali "beat", impregnati di Wilhelm Reich e delle filosofie orientali, pensavano che fosse fondamentale la ricerca dell'orgasmo perfetto ispirandosi a tale scopo al coito rituale dei tibetani.
Negli anni sessanta un gruppo di californiani che avevano meditato sull'esperienza di Oneida, comprarono una proprietà sui monti vicino a Santa Monica e a una dozzina di chilometri dalla spiaggia di Malibu. Per arrivarci la strada era impervia ma i posti erano davvero molto belli. Quel luogo che divenne il simbolo del libero amore si chiamò Sandstone e constava di una casa grande e di quindici acri di terreno. La gestione della casa prevedeva la partecipazione democratica di tutti, senza rigidi divisioni di ruoli.
Nella casa tutti giravano completamente nudi e i momenti "conviviali" si svolgevano di preferenza in un grande salone elegante addobbato di specchi e di sofà.
Sandstone era, a differenza della comune di Oneida, una comunità esclusivamente finalizzata ai rapporti sessuali promiscui e all'erotismo. Agli aspiranti che volevano entrare nella comunità veniva consegnato un opuscolo che ne riassumeva la filosofia: "Tra i concetti che stanno a fondamento di Sandstone, è l'idea che il corpo umano è una buona cosa, e una buona cosa sono l'aperta espressione di affetto e sessualità. I membri di Sandstone possono fare tutto ciò che loro aggrada, a patto di non assumere atteggiamenti offensivi e di non obbligare altri a sottostare ai loro desideri. A Sandstone non si svolgono attività organizzate, non si seguono programmi comportamentistici, non si fa ricorso a stampelle psicologiche. I membri sono liberi di fare ciò che desiderano, quando lo desiderano, in uno spirito di mutua partecipazione...La forza e il duraturo significato dell'esperienza di Sandstone consistono nella possibilità di contatti umani, ben diverso dal tipico contesto del solito cocktail party con i suoi giochi elusivi, le sue scappatoie. Il contatto possibile a Sandstone implica il fondamentale livello della nudità nel senso letterale del termine, la nudità fisica, e della sessualità senza infingimenti. E si tratta di un'esperienza che, così intesa, trascende di gran lunga ogni tentativo di intellettualizzarla. E' una realtà che consiste di azione, che comporta l'accettare e l'essere accettati nel modo più sostanziale, senza riserve, senza coperture, ed è questo appunto il nucleo dell'esperienza di Sandstone, che non si limita alla fantasia ma istituisce una comunità di nuovo tipo, dove la mente, il corpo, l'essere di una persona non sono più tra loro estranei. In questa comunità, le differenze tra i singoli divengono fonte di diletto anziché motivo di conflitto".
Nel 1970 il dottor Comfort, il celebre autore di "Le gioie del sesso", essendosi trasferito a Santa Barbara in California, sentì parlare di Sandstone e vi si recò più volte. Egli era già un convinto nudista e frequentando il celebre salone, fu impressionato dall'atmosfera di aperta sessualità che caratterizzava Sandstone. Era un incredibile laboratorio dal vero per osservare il comportamento erotico di esseri umani.
Vi si poteva osservare una multiforme varietà anatomica, la diversità degli approcci, in improvvisazioni che avevano nell'estraneità degli individui un elemento di grande interesse. Comfort aveva conosciuto una donna timida (venuta con il marito) che poi osserva in compagnia d'un uomo appena conosciuto mentre si esibisce in una disinvolta movenza del bacino a imitare un domatore di cavalli selvaggi. Lì vicino sempre Comfort osserva un produttore di Hollywood, con le natiche bianche e la schiena abbronzata, mentre esegue gli ordini di un'imperiosa casalinga, inginocchiato tra le sue cosce divaricate. Si notano anche peni che non ne vogliano sapere di ergersi sotto la spinta dell'ansia che comporta la prima visita a Sandstone. In compenso ci sono gli esibizionisti, le macchine da coito, quelli impegnati in sfide di durata. Ci sono due uomini che paiono disinteressati allo scambio erotico, infatti continuano a parlare tra di loro mentre due donne sono impegnate sui membri in un volenteroso opus orale. Molte coppie non hanno il cuore di intervenire e si limitano a guardare.
Comfort pensava che una serata a Sandstone poteva insegnare a un visitatore molto di più di quanto egli potesse apprendere, circa il proprio erotismo, dalla lettura di tutti i più autorevoli manuali e di tutti i più avanzati seminari organizzati dai sessuologi.

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