Andrea de Nerciat

Andrea de Nerciat, l’autore di “Félicia”, nacque a Digione nel 1739 da una famiglia di origine napoletana, che si era dispersa poi tra la Sicilia, la Linguadoca e la Bretagna. Cominciò a viaggiare giovanissimo imparando diverse lingue. Si arruolò poi in Danimarca, arrivando al grado di capitano di fanteria. Tornato in Francia fece parte del corpo della Guardia Reale. Quando, nel 1775, una riforma ridusse tale servizio, fu licenziato con una pensione e il grado di tenente colonnello.
Appassionato della vita militare, Nerciat soffrì molto per quella estromissione e per consolarsi prese a viaggiare per l’Europa. Fu ben accolto in Belgio dal principe di Ligne. Nel 1780 lo ritroviamo alla corte del langravio di Hessen-Kassel, dove era stato introdotto dal marchese di Luchet. In quell’occasione i due francesi furono accusati dalla stampa locale di aver seminato il disordine nella biblioteca di Kassel.
Rientrato in Francia si unì agli ufficiali inviati dal re a sostegno degli insorti olandesi, per il quale servizio ricevette nel 1788 la croce di San Luigi.
Durante la Rivoluzione francese, Nerciat esercitò diversi ruoli, tra cui quello di agente segreto. Nel 1798 fu incaricato dalla regina di Napoli di compiere una missione segreta presso il papa, ma fu arrestato dalle truppe francesi che entravano a Roma e imprigionato a Castel Sant’Angelo. Liberato ai primi dell’Ottocento, morì negli ultimi giorni del mese di gennaio.
Andrea de Nerciat è un grande scrittore sotto tutti gli aspetti, che deve la sua fama a un solo libro (pur avendone scritti altri di rilievo): “Félicia ou mes fredaines” (Felicia o le mie scappatelle). Più che “il catechismo del libertinaggio”, come fu definito da Grimm, si tratta dello specchio fedele di un mondo nel quale il pensiero del libertino coincide con il più autentico sforzo di affermare la libertà umana e dunque il valore dell’esistenza.
La vera rivoluzione è stata fatta dagli spiriti liberi da pregiudizi e da quelli che hanno affermato con forza la legittimità della sessualità e dell’erotismo.
Il personaggio di Félicia è grande perché grande è la consapevolezza umana e culturale del suo autore. Nella seguente frase di Félicia vi è tutta l’attualità non del messaggio libertino, ma libertario: “Quando sono riuscita a rendermi felice cogliendo un’occasione dopo l’altra, ho tratto tutti i frutti dal mio sistema”.

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