Arthur Rimbaud

Arthur Rimbaud, poeta francese, è nato nel 1854 a Charleville nelle Ardenne ed è morto a Marsiglia nel 1891. Suo padre era capitano di fanteria e sua madre proveniva da una famiglia di piccoli coltivatori.
Rimbaud rappresentò un vero miracolo di precocità, avendo composto tutta la sua produzione poetica nell’età dell’adolescenza.
E’ del 1869 la pubblicazione dei primi versi. Nella stessa epoca conobbe Verlaine e compì le prime fughe da casa.
In concomitanza con quelle prime esperienze turbolente componeva i poemi che hanno manifestato chiaramente il suo genio, tra cui “Le bateau ivre”.
Dal 1871 visse a Parigi con Verlaine: la loro fu una relazione travagliata ed esaltata che avrà una conclusione drammatica.
Nei caffè del Quartiere Latino i due amici si legano ad altri letterati tra cui André Gide, Charles Cros, Jean Richepin, Raoul Ponchon.
Nel 1872 Rimbaud e Verlaine vanno dapprima in Belgio, poi in Inghilterra. E’ l’epoca di composizioni come “O saisons, o chateau” e le “Illuminations”.
Tra i due amanti i litigi sono sempre più frequenti: essi non fanno altro che lasciarsi e rimettersi insieme. Dopo un ennesimo tentativo di riconciliazione scoppia il dramma: Verlaine spara a Rimbaud e lo ferisce al polso.
Viene condannato a un anno di prigione dalla giustizia belga, e lo sconterà nel carcere di Mons.
Intanto Rimbaud ritorna a Roche, vicino a Vouziers, nella casa paterna dove aveva iniziato la composizione di “Une saison en enfer”, e qui termina l’opera in preda a una profonda disperazione.
Ha diciannove anni. Improvvisamente decide di rinunciare alla poesia e da allora non scriverà più un verso.
Comincia a viaggiare: impara l’inglese a Londra e in Scozia, e il tedesco a Stoccarda.
Qui, nel 1875, è raggiunto da Verlaine che tenta di convertirlo avendo egli trovato la fede cattolica in prigione. Ma Rimbaud accoglie l’ex amico assai male e i due non si rivedranno più.
Solo e disorientato Rimbaud continua il suo peregrinare all’estero dove impara diverse lingue. Dal 1871 al 1880 vagabonda attraverso l’Europa e il Medio Oriente. Nell’agosto del 1880 è assunto ad Aden dalla società Bardey che successivamente gli affida la sua succursale di Harar.
Durante tale incarico esplora la Somalia, il paese dei galla e le regioni sconosciute dell’Agaden, facendo di tali itinerari una relazione che invierà alla Société de Géographie che la pubblicherà sul proprio bollettino.
Successivamente Rimbaud si mischia in traffici poco chiari: commercio di armi e forse anche di schiavi. Nel 1891 un tumore al ginocchio lo costringe al rimpatrio.
Morirà a Marsiglia presso l’ospedale della Concezione alla fine del 1891.
Rimbaud, soprattutto per la considerazione avuta dai surrealisti, è divenuto un vero e proprio mito, che ha convogliato sulla sua opera l’attenzione del pubblico e della critica a livello mondiale.
Le peculiarità della sua figura e della sua produzione poetica hanno riscosso la particolare attenzione dei cattolici, dei simbolisti, dei surrealisti, dei patrioti, dei reazionari, degli esistenzialisti, dei cabalisti, degli esoterici e chi più ne ha più ne metta.
Sulla biografia di Rimbaud si sono tentate operazioni di impostura e di falsificazione, soprattutto ad opera della sorella Isabelle e di qualche critico cattolico, che volevano validare una pretesa conversione ed accreditarlo come mistico cristiano.
La realtà era del tutto diversa essendo egli non altro che un geniale poeta mosso da uno spirito irriducibile di ribellione nei confronti della mentalità corrente e della società che la garantisce.
Tutta l’opera di Rimbaud e in particolare “Une saison en enfer”, sarebbe incomprensibile senza la chiave della sua omosessualità e della turbolenta relazione con Verlaine.
L’ottica più feconda con cui si può traguardare la produzione poetica di Rimbaud è senza dubbio la ribellione verso un’espressione letteraria sclerotica ed inefficace, traduzione diretta di una mentalità borghese ripetitiva e oziosa.

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