Henri de Toulouse-Lautrec

Henri de Toulouse-Lautrec (1864-1901) fu uno dei più grandi pittori del XIX secolo. Due cadute da cavallo in età adolescenziale lo lasciarono completamente deforme, con un gran torace su due fragili gambe cortissime.
Toulouse-Lautrec ha trasfuso nelle pittura tutta la sua grande voglia di vivere. Montmartre gli offre la sua incomparabile scenografia e la sua fauna umana, il mondo di Bruant, del Moulin Rouge, del Moulin de la Galette, della Goulue e di Yvette Guilbert, di Jane Avril e di May Milton, le case che avevano già ispirato Costantin Guys e Degas.
Sebbene ami profondamente quegli ambienti, Lautrec non cede mai al sentimentalismo dei bassifondi e della prostituzione. Nella case di tolleranza egli si trova in sintonia con quelle ragazze che hanno in comune con lui la decadenza fisica e l’ostinazione a sopravvivere. Inoltre esse sono le docili modelle della sua arte.
E’ felice di stabilirsi in pianta stabile tra quelle ragazze e ne fa una sua vera casa dove lavora tranquillo e riceve gli amici.
La parte della sua opera che ritrae le ragazze nella ordinaria intimità, egli la conserva segretamente, mostrandola solo a pochi iniziati.
Aveva fatto della Goulue e di Valentin le Désossé dei personaggi universali. Di quelle ragazze di vita farà delle dee decadute, delle liberatrici delle ossessioni dei sessuofobi.
La pittura di Toulouse-Lautrec , raffinata e sensuale, si esprime con una carica folgorante quando vuole significare una nudità morale e psicologica. Vigorosa nei dettagli, contribuisce a fare conoscere un’arte allora in germe che darà spazio e rilievo alla vita e all’erotismo della strada: il manifesto.
In pittura Toulouse-Lautrec ebbe tre sole passioni: i giapponesi, Cranach e El Greco. Amò il trionfo della carne di Renoir ed anche Monet, apparentemente lontano dalla carnalità della figura umana. Tra i contemporanei i suoi preferiti erano Manet e Degas.
Un giorno Gustave Moreau, che aveva degli orizzonti assai diversi da lui, invitò i suoi allievi a guardare una tela di Toulouse-Lautrec “dipinta tutta con l’assenzio”.
In effetti, piano piano, l’assenzio divenne il “dominus” assoluto della sua vita. Ma nel frattempo questo straordinario artista ci aveva lasciato un grande numero di tele piene di libertà, di insostituibili testimonianze e di colori nuovi che hanno costruito una delle dimensioni del nostro vivere attuale.

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