Lucrezia Borgia

Lucrezia Borgia (1480-1519) era la figlia del papa Alessandro VI che l’ebbe da un’unione con Vannozza Cattanei, al tempo in cui era cardinale.
Lucrezia nacque a Roma e fu celebre per la sua bellezza, per il lusso e lo spirito mondano. Gli storici l’hanno da una parte incensata, ma dall’altra sicuramente denigrata.
Lucrezia è stata, né più né meno, l’espressione del suo non esemplare periodo storico.
I suoi detrattori mettono l’accento sugli avvenimenti della sua epoca romana, fino ai ventidue anni; gli elogiatori insistono di preferenza sul successivo periodo ferrarese che terminò con la sua morte a soli trentanove anni.
La carriera di Lucrezia ebbe inizio nel 1491 quando fu fidanzata, per volere del padre e a sua insaputa, con due nobili aragonesi. Quando, l’anno seguente, Rodrigo divenne papa, trovò poco convenienti entrambi i partiti ai quali aveva legato da promessa la figlia, e dopo aver tacitato con mille ducati la famiglia di uno dei due fidanzati che minacciava di fare uno scandalo, diede in sposa Lucrezia a Giovanni Sforza nel 1493.
Il matrimonio comportò sontuosi festeggiamenti. Vi furono iniziative lubriche a iosa. A sera, durante il banchetto offerto dal papa, a imitazione di quest’ultimo gli invitati di sesso maschile infilarono nei corpetti scollati delle dame cinquecento coppe d’argento colme di dolciumi. Ma con tanto erotismo profuso, sembra che gli sposi la prima notte non consumarono.
Il periodo tumultuoso dell’invasione francese in Italia fu decisivo per il destino di Lucrezia. Viaggiava spesso tra il feudo del marito, le sue proprietà terriere e la corte romana. Così ebbe modo di divenire amica di Sancia d’Aragona, che era anche sua cognata avendo sposato il fratello Jofré. Costei l’indusse a compiere uno dei più clamorosi scandali dell’epoca. Seguite da un gruppo di ragazze andarono a sedersi nei seggi di San Pietro riservati ai cardinali, durante una funzione alla quale presenziava anche il papa.
Successivamente ebbe inizio una catena di omicidi che avevano per movente conflitti politici e sentimentali. La voce popolare li attribuì a Lucrezia e a suo fratello Cesare.
Nel 1497 fu ucciso Giovanni Borgia duca di Gandia, che al pari del fratello Cesare era stato l’amante di Sancia d’Aragona, e la voce malevola degli avversari insinuava che i due rivali preferissero Lucrezia a Sancia.
Dopo tali fatti il papa volle il divorzio della figlia. A tal fine fece sancire da apposite commissioni che Lucrezia era ancora illibata e che Sforza era fisicamente inabile ad avere un’erezione. Il marito si vendicò di tale affronto accusando Lucrezia di incesto.
In quel periodo Perrotto, favorito del papa e primo cameriere di Sua Santità, finì pugnalato e nelle acque del Tevere per aver messo incinta Lucrezia.
Nel 1498 quest’ultima fu data in sposa a don Alfonso d’Aragona duca di Bisceglie, appena diciassettenne e noto per essere “il più bel ragazzo che si fosse mai visto a Roma”.
La felicità dei due sposi durò molto poco: la gelosia di Cesare non venne tenuta a freno dallo stesso e quel marito troppo bello passò a miglior vita tramite strangolamento.
Successivamente, con il benestare dell’assassino, si pensò a un terzo matrimonio per Lucrezia. Il designato fu un altro Alfonso, questa volta d’Este, figlio primogenito del duca di Ferrara.
In occasione del nuovo matrimonio Cesare organizzò in onore della sorella una festa alla quale furono invitate le cinquanta cortigiane più belle di Roma. Nel corso dei festeggiamenti si immaginò un gioco nel quale queste fanciulle nude dovevano cercare carponi delle castagne sparse sul pavimento illuminato dalle candele poste sull’impiantito. Cinquanta giovani camerieri, nudi anch’essi, avevano il compito di raggiungere quelle ninfe e di possederle da tergo senza sfiorare le candele. Nel papa, in Lucrezia, in tutti gli astanti il divertimento fu massimo.
Non molto dopo tale ricordevole festa nacque Giovanni Borgia, figlio incestuoso di Lucrezia e Cesare.
Nel 1502 la sposa partì per Ferrara dove diede i primi segni di salute cagionevole. Lì strinse un legame con i poeti Ercole Strozzi e Pietro Bembo.
Intanto cominciava inesorabile il declino dei Borgia. Alessandro VI morì il 18 agosto 1503, mentre Cesare veniva fatto prigioniero dagli spagnoli.
Alla corte d’Este Lucrezia si circondava di poeti, attori e musicisti, che cantavano la sua bellezza, la sua cultura, le sue virtù e perfino la sua castità. Il cardinale Ippolito si innamorò di lei al pari di Giulio d’Este, che aveva dei begli occhi che impressionarono Lucrezia. Ippolito, di carattere vendicativo, cercò di accecare suo fratello rivale in amore: Giulio sfuggì alla morte ma rimase sfigurato per sempre.
Anche di questo attentato si diede la colpa a Lucrezia.
Costei era sempre incinta e abortiva in continuazione. Soltanto dopo la morte del fratello Cesare, nell’aprile del 1507, diede un erede al marito. Era la sua ottava gravidanza.
Naturalmente ebbe anche altri figli, dal cardinale Ippolito e dal poeta Ercole Strozzi, che poveretto nel 1508 fu trovato cadavere con ventidue pugnalate sparse sul corpo.
Anche questa volta si pensò a Lucrezia quale ispiratrice dell’assassinio. Più probabilmente fu Alfonso, suo marito, il mandante del delitto. Costui prese la prima scomunica (ne collezionerà altre due) per aver appoggiato l’invasione francese del 1509.
Tali guai spinsero ancor di più Lucrezia a dedicarsi alle opere pie. Si confessava tutti i giorni, si comunicava due volte a settimana e periodicamente faceva dei ritiri in convento.
Nonostante ciò non seppe rinunciare ai giochi amorosi e coltivò corrispondenze galanti.
Morì tre mesi dopo la morte per sifilide del suo amante Francesco Gonzaga, il 24 giugno 1519.

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