Nicolas Venette

Nicolas Venette fu un medico francese nato nel 1632 e morto nel 1698. Si fece dapprima conoscere con un trattato sullo scorbuto. Nel 1675 pubblicò il famoso “Tableau de l’amour conjugal”, che firmò con lo pseudonimo di “Salocini, veneziano”.
Nella lunga prefazione illustra le sue intenzioni: “Scopriremo senza farci alcuno scrupolo i segreti della natura e porteremo alla luce tutto quel che c’è di più vero e di più nascosto nel campo della generazione. So bene che non tutti hanno la forza d’animo necessaria per esaminarne le ammirevoli produzioni, so perfettamente che tra gli uomini ce ne son molti deboli e timorati, che si scandalizzano di tutto quel che non gli garba e che sempre si lamentano quando non la si pensi come loro. La verità tutta nuda non ha per essi alcun fascino; gli fa orrore, se non è travestita. Vogliono che si mascheri per farsi bella e, come se loro stessi non fossero uomini, al minimo accenno all’amore si stupiscono, si offendono, strillano, si allarmano e fuggono. (…) Il giovane potrà dedurne qual è il suo temperamento, quale la sua disposizione: verso la continenza o verso il matrimonio? Imparerà a che età ci si debba sposare per non provare delusioni all’inizio della vita e per vivere a lungo con piacere: in quale stagione o a quale ora del giorno si possano fare senza danno dei bambini sani e spiritosi, tali da divenire un giorno l’onore e la gloria dei padri e il sostegno dello Stato. Ma poiché i giovani pensano soltanto alla voluttà quando si sposano, vedranno qui dipinti anche i danni incurabili, causati dagli eccessivi piaceri del matrimonio, affinché prima di provare questi mali possano evitarli e garantirsi nello stesso tempo. (…) Un vecchio troverà in questo libro il limite di età oltre il quale non gli conviene sposarsi e, se mira a procurarsi eredi con il matrimonio, vedrà come deve comportarsi con la moglie per avere figli ed anche come, nella sua età più gelida, possa eccitarsi accanto a lei senza correre il rischio di alterare la sua salute, né commettere alcun delitto contro le massime della religione. (…) Un teologo, un casista, un confessore potranno qui individuare le vere cause della validità e della dissoluzione del matrimonio, i vizi che vi si incontrano e anche i peccati che vi si commettono, nonostante che molte siano le voluttà consentite, poiché qui si esaminano con molta cura quel che si oppone alla generazione e di conseguenza tutto quel che è contrario ai decreti di Dio, alle leggi del matrimonio e alla volontà della Chiesa. (…) Una ragazza verrà istruita in anticipo rispetto a tutti i disordini che può causare l’amore, senza doverli esperimentare previamente sulla sua persona; e infatti, poiché i legami del matrimonio sono indissolubili, sarebbe auspicabile che tutte le ragazze prima di sposarsi conoscessero le pene e i dispiaceri che avranno da soffrire. (…) So che vi sono delle persone così suscettibili in materia amorosa da non poter vedere alcun oggetto amoroso né leggere alcun libro che ne tratti senza sentirsi sconvolte fino al peccato da questa passione. Consiglio a tali persone di sfuggire la conversazione degli uomini o di andare ad abitare in un deserto nella più estrema solitudine onde nulla vedere che possa urtarle e nulla sentire di quel che può capitar di dire rispetto alla generazione degli uomini. (…) Che se, con i nostri sforzi o per la nostra abilità, noi potessimo privarci dei movimenti d’amore o esentarne gli altri, confesso che avrei torto di esporre questo libro agli occhi di tutti. Ma poiché l’amore è una passione che noi tutti subiamo fortemente senza potercene difendere mi sembra che si debba lodare anziché biasimare un libro che insegna a moderarla e a conservarsi la salute, garantendoci contro le mollezze di cui sempre si serve per malmenarci. (…) Non sempre sono i libri che ci insegnano quel che non dobbiamo sapere. Un cattivo carattere, gli esempi, le conversazioni disoneste fanno spesso molti danni.”
Venette ha una mentalità molto avanzata per il suo tempo, ma ovviamente evita argomenti che potevano facilmente metterlo nei guai: il piacere sessuale, l’autoerotismo, l’omosessualità, le anomalie sessuali.
Nonostante tutte le precauzioni dell’autore l’opera suscitò grande scandalo e l’accusa da più parti di essere oscena. La cosa impossibile da digerire da parte dei moralisti erano le illustrazioni che corredavano l’opera e la descrizione completa degli organi sessuali maschili e femminili. In quei tempi le leggi proibivano di parlare di genitali e ancor di più di illustrarli con disegni.
I titoli dei vari capitoli sembravano fatti apposta per far imbufalire i bigotti: “Qual è il temperamento dell’uomo che si comporta in modo estremamente lascivo e quale quello che conviene abbia una donna per poter essere una straordinaria amante? Quante volte in una notte è lecito carezzare la propria donna? In quale stagione si accarezza con più calore e frenesia? Si devono prendere medicine atte a moderare il proprio ardore amoroso o a eccitarsi con una donna? Chi gode di più nell’amplesso, l’uomo o la donna? La donna bella piace di più forse della donna compiacente? La donna è forse più costante in amore dell’uomo? Si può amare senza essere gelosi? Gli eunuchi possono avere figli?”
Venette dimostra di non dare alcun credito alle credenze fantasiose che in quel tempo erano veramente tante. Ironizza su una “rispettabile sentenza della Corte del Parlamento di Grenoble a proposito di una ragazza che aveva partorito un figlio senza aver mai conosciuto un uomo”.
Evoca il noto caso di Vincenzo Gonzaga a proposito delle ridicole procedure per accertare i casi di impotenza (Cfr. “Curiosità sessuologiche” n. 78).
Per un lunghissimo periodo il “Tableau” fu il più noto dei libri proibiti ed ebbe ovviamente molte edizioni con il nome del vero autore. Fu tradotto in tedesco, inglese e italiano e non mancava in nessuna biblioteca degli eruditi europei.
Il grande merito di Venette fu quello di aver laicizzato l’argomento della sessualità, almeno per quel tanto che la mentalità dell’epoca permetteva. Con tre secoli di anticipo Venette scopre l’idea direttrice che sarà di Havelock Ellis, di Stekel, di Allendy, di Kinsey, di Hesnard, di Valencin.
Anche i suoi avversari riconoscono a Venette grande autorevolezza e competenza nel campo della medicina. Il suo merito di avvicinare la sessualità umana alla concretezza del corpo togliendola alle astrazioni teologiche e moralistiche, è grande. Tale merito lo condivide con altri meritori pionieri della medicina del suo tempo, come Martin Schuring.

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