Hieronymus Bosch

Hieronymus Bosch fu un pittore, scultore e incisore fiammingo nato nel 1450 e morto nel 1516. Della sua vita si hanno poche notizie.
Oltre alle opere che lo resero celebre si sa che dipinse le vetrate della chiesa della sua città natale, Bois-le-Duc. Apparteneva alla confraternita di Nostra Signora che aderiva a un movimento di riforma spirituale e morale di tipo puritano.
Il contesto in cui Bosch visse era caratterizzato da grandi sciagure: peste, guerre e carestie in un medioevo in agonia. Vi erano molte rivolte sociali dovute all’insostenibilità delle condizioni di vita dei ceti sociali bassi e non abbienti.
Van Eyck aveva dipinto l’ideale borghese della società borgognona al tramonto; Bosch ha dipinto l’epoca di passaggio tra la fine dei comuni e la nascita delle nazioni nel senso moderno del termine. La crudeltà di quel momento storico è espressa dagli strumenti di tortura, dai roghi, dai mostri e dalle stragi che la fanno da padroni nella sua opera. Anche i suoi quadri sacri rivelano un compiacimento masochistico.
Bosch fu amico di Alain de la Roche che ispirò il “Malleus Maleficarum”, catalogo di tutte le streghe medioevali. Sentì l’influenza dei misteri medioevali e si ispirò alla “Leggenda aurea”, ai bestiari e all’”Apocalisse”.
Bosch rappresenta in tutta la sua drammatica assurdità la condizione dell’uomo medioevale schiacciato tra l’ineluttabilità del piacere e l’inevitabile dannazione finale. In capo al piacere egli non vede altro che l’inferno. Nelle intenzioni edificanti di Bosch, spesso frammiste a un sentimento di vanità e di disperazione, traspare la realtà dell’inconscio collettivo del medioevo con il suo sadismo dominante e la sua propensione alla bestialità.
Nei suoi capolavori, il “Giardino delle delizie”, i “Sette peccati capitali”, la “Barca dei folli”, la “Tentazione di sant’Antonio” vi è costante un’asfittica rappresentazione della voluttà, con i nudi esangui e gli accoppiamenti sempre mostruosi e abnormi.
In materia sessuale l’ottica di Bosch è pervertita: l’uomo copula con l’animale, l’insetto con l’uccello, il vivo con l’inanimato. Così il mondo è ridotto a un immenso deposito di rifiuti.
L’opera geniale di Bosch ci dà una rappresentazione miseranda, oscena e ossessiva del desiderio dell’uomo. A ben guardare, però, il senso di quella genialità che ci racconta di delizie anali, di maniache ossessioni, di orge tetre, di pansessualismo nevrotico, è un atto d’accusa inesorabile contro il medioevo. Abbiamo così la percezione del cupo abisso determinato da secoli di ascetismo, di repressione sessuale e di nevrotica proiezione al di là della morte.
L’opera di Bosch, che era immensamente popolare nel suo tempo, rimane oggi una delle più grandi testimonianze dell’inferno, che l’uomo finisce col crearsi da solo quando cerca di combattere il proprio istinto.
Nel suo “Sant’Antonio”, Bosch ci rappresenta una creatura braccata che non sa dove trovare riparo e che inevitabilmente deve affrontare la propria natura.

RICHESTA INFORMAZIONI: Hieronymus Bosch


security code
Privacy* Art. 13, D.Lgs. 196/2003.
Iscriviti alla Newsletter.