Nicolas Restif de la Bretonne

Nicolas Restif de la Bretonne (1734-1806) fu un prolifico scrittore che stampava e vendeva egli stesso. Fu il primo autore della letteratura popolare francese.
Diede con i suoi libri una lucida testimonianza della sua epoca, tra le più inquiete ed esasperate della storia non solo francese.
Per delle considerazioni generali sull’opera di Restif rinvio al mio “Vi racconto il sesso” n. 9.
Restif de la Bretonne ebbe grande curiosità per le cose del sesso. Nella sua opera “Pornographe” elaborò un progetto della gestione della prostituzione che aveva pretese perfino terapeutiche. Il “dikterion” dei greci con Restif diventa un “parthenious”, in cui tutte le ragazze di vita di una città sono alloggiate e sottoposte al controllo di dodici cittadini “di accertata probità”.
Tali case devono essere costruite in quartieri poco abitati, in modo da poter disporre di molto spazio attorno. In un primo grande cortile l’accesso è consentito a tutti, mentre dei guardiani impediscono l’accesso al primo giardino a donne e bambini. Dal primo giardino i clienti eccedono ai botteghini per l’acquisto dei biglietti, come a teatro.
Come a teatro, le tariffe sono proporzionate al confort, ossia alla bellezza e all’età delle pensionanti.
La casa era suddivisa in gallerie. La prima era riservata alle donne più anziane (dai trenta ai trentasei anni) e le tariffe avevano una forbice dai diciotto soldi per le meno carine, fino a un massimo di una libbra e quattro soldi per le altre.
Nella seconda galleria, riservata alle donne dai venticinque ai trent’anni, bisognava sborsare, secondo i casi, da una libbra e sedici soldi a due libbre e otto soldi.
Nella terza galleria, quella delle donne dai venti ai venticinque anni, ci voleva da tre libbre a tre libbre e dodici soldi.
Nella quarta galleria, quella delle ragazze dai diciotto ai vent’anni, vi erano due tariffe: quattro libbre e sedici soldi oppure sei libbre.
Nella quinta galleria, quella delle ragazze dai sedici ai diciotto anni, si variava da dodici a ventiquattro libbre.
Nella sesta galleria, che ospitava le ragazze dai quattordici ai sedici anni, si praticava una tariffa unica ma assai più salata delle precedenti: novantasei libbre (in pratica uno stipendio di oggi!).
Per i frequentatori abituali c’erano possibilità di agevolazioni. Chi pagava ogni giorno il prezzo convenuto aveva la possibilità di riservarsi in esclusiva una pensionante per la quale aveva un debole. In tali casi la pensionante poteva soggiornare in un appartamento particolare. Questo per il cliente comportava un categorico impegno. Infatti se egli “omettesse di pagare o di farsi vivo per un periodo di otto giorni perderebbe ogni diritto alla sua amante abituale”.
Il regolamento, in due diversi articoli, esclude la possibilità che una pensionante sia visitata da uomini diversi nello stesso giorno, ma le consente di rivedere lo stesso uomo per una seconda volta nelle ventiquattro ore, se costui la richiede.
Prima delle 9 del mattino si ammettono solo clienti già conosciuti dalle ragazze e in grado di richiederle con il loro nome. Le donne più attempate e con maggiore esperienza possono essere affrancate da qualche regola il cui scopo è l’evitare gravidanze, proprio perché si suppone che esse hanno capacità anticoncezionali e sanno dominare di più le passioni.
Le pensionanti che usufruiscono di appartamenti particolari, godono di qualche privilegio in più. Possono prendere lezioni di musica e di danza.
Si ravvisa la necessità di un corpo di guardia col compito “di mantenere l’ordine all’esterno della casa, di disporre un servizio di vigilanza ai vari ingressi e di dare una mano alla servitù in caso di bisogno. Per il collegamento con il corpo di guardia, sarà predisposto un campanello in tutte le stanze”.
Il servizio di guardaroba è così regolato: “Si darà alla domestica il bastone, la spada e la maschera. Negli uffici sarà predisposto un numero sufficiente di armadietti, con scompartimenti numerati: i clienti riceveranno una marchetta di avorio con il numero corrispondente a quello dello scompartimento che custodisce i loro effetti personali, per poterli riprendere al momento di andarsene”.
Il progetto di Restif è curato in tutti i particolari e per ogni problema vi è la soluzione: per i bambini che nascessero in tali case, per l’abbigliamento delle pensionanti, per i bagni, per il trucco e per ogni aspetto della toletta.
Restif ha pensato proprio a tutto: “Sarà proibito a tutte le ragazze di profumarsi in qualunque modo, di tingersi di bianco o di rosso, di servirsi di creme per ammorbidire la pelle dato che, come si sa, il bell’aspetto che ne risulta è del tutto fittizio e ha per di più il demerito di distruggere la bellezza naturale”.
L’autore non trascura i problemi relativi all’assistenza medica e a quelli dell’amministrazione ragionieristica e finanziaria.
Non c’è dubbio che Restif sia un personaggio divertente e a volte buffo. In materia di case “chiuse” si sentiva un vero Solone!

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