Dracula

Dracula è il protagonista dell’omonimo romanzo di Bram Stoker. Il conte Dracula è un vampiro che si nutre di sangue umano con lo scopo di prolungare la propria esistenza.
E’ divenuto il prototipo della letteratura vampiresca. Il personaggio è a giusto titolo annoverabile tra gli argomenti attinenti alla sessualità se non altro perché è assurto a simbolo dell’aggressività sull’oggetto sessuale. Inoltre egli ingloba nel gesto cannibalico il pulsionale atto libidico consumatorio.
Dracula, come il diavolo, riproduce l’immagine simbolica del padre, traguardato dall’ottica edipica della peggiore psicoanalisi.
Il conte Dracula è un aggressore notturno di belle addormentate. Egli non esita a succhiar sangue con lenta voluttà dal dito ferito del giovane che incontra nei primi capitoli del suo romanzo. Il carattere omosessuale di questa scena è stato sottolineato nelle varie trasposizioni cinematografiche del libro di Stoker.
Questo moderno personaggio letterario risuscita l’antica mitologia di cui anche la nostra religione è imbevuta, dell’atto cannibalico della carne e del sangue, come elisir di immortalità e di risurrezione. Così Dracula assume la ieraticità di un officiante quando aggredisce sadicamente le proprie vittime. Il “sacrificio della carne” ha nell’assorbimento del sangue della vittima il suo momento essenziale.
Il fatto che la bevanda ematica apporti vigore e giovinezza, sottolinea ancora una volta il carattere sessuale dell’atto vampiresco. Il cinema ha sempre sottolineato molto l’elemento sessuale delle vicende di vampiri, fino al punto di inventarsi talora un equivalente femminile di Dracula, interessato di preferenza a uomini giovani e soli, riproponendo così il tema classico della mantide religiosa.
La figura di “Carmilla”, racconto scritto nel 1872 da Sheridan Le Fanu, è in tal senso emblematica. Carmilla è ricca di fascino e sensualità e anticipa il personaggio creato da Stoker (infatti il suo romanzo è del 1897). Per circostanze fortuite Carmilla, splendida ragazza dai lunghissimi capelli, pernotta in una villa dove abita una sua coetanea, Laura. Le due ragazze stringono una forte amicizia. Senza ripercorrere l’intreccio, alla fine si scopre che la splendida Carmilla non è altro che la contessa Mircalla (notare il nome anagrammato) morta in giovane età duecento anni prima. Carmilla è lesbica, rivolgendo la sua aggressività verso altre donne più deboli. Nel 1960 Roger Vadim ha girato un film, “Il sangue e la rosa”, tratto dal racconto di Le Fanu. Ne viene fuori un prodotto di un erotismo raffinato ed ambiguo.
Il primo vampiro dello schermo cinematografico fu “Nosferatu” di Fredrick Murnau. Fu un capolavoro dell’espressionismo. Non avendo il regista citato minimamente il romanzo di Stoker, il film fu accusato di plagio e la controversia finì in tribunale.
Si calcola che in un secolo siano stati girati un migliaio di film sui vampiri, di cui una sessantina con Dracula protagonista.
Sul registro comico il film più intelligente è senza dubbio “Per favore… non mordetemi sul collo” (1967) di Roman Polanski.
Il fascino esercitato dal personaggio del conte-vampiro s’incentra su due elementi. Da una parte Dracula simboleggia le audacie di cui fantastica l’inconscio del lettore, e dall’altra incarna la figura del violentatore, dell’assassino, di colui che più di ogni altro fa orrore.
Dracula è parte della mitologia contemporanea ed ha un grande potere sulla fantasia dei malati e degli adolescenti, e non sono pochi i labili di mente che hanno creduto di reincarnarlo. Emblematico il caso di Bela Lugosi (1882-1956), attore che fu interprete abituale di Dracula in teatro e sullo schermo. Bela Lugosi spinse l’identificazione fino a chiedere nelle sue disposizioni testamentarie di essere seppellito con l’abito del re dei vampiri. Il giovane portoricano Salvador Agron, negli anni sessanta, compì cruente aggressioni notturne avvolto in un nero mantello, convinto di essere il conte Dracula in persona.
Poche creazioni fantastiche hanno influenzato talmente la vita reale, come Dracula. Esso fa parte della nuova mitologia sessuale che ha soppiantato gli archetipi classici. Il conte-vampiro è entrato nel vocabolario universale della sessualità e basta il nome di Dracula ad evocare un comportamento sessuale aggressivo e morboso, che ha aperto nuove prospettive al meccanismo della vita erotica.

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