Eloisa

Eloisa (1101-1164) fu allieva e poi amante di Abelardo (1079-1142). Se ricordiamo ancora questo filosofo è a causa esclusivamente della romantica e tragica storia con Eloisa.
Costei era nipote del canonico parigino Fulberto. Quando conobbe Abelardo aveva diciotto anni, era bellissima e malgrado la giovane età già molto dotta.
Abelardo aveva quarant’anni quando conobbe Eloisa. Godeva di grande reputazione come teologo e lo si reputava casto ed onesto. Invece, di fronte all’avvenenza della sua allieva non seppe resistere. La sedusse e non appena venne a sapere che lei era incinta, la rapì e la sposò segretamente.
Fulberto non la prese certo bene. Giurò atroce vendetta e atroce vendetta fu. Fece castrare Abelardo e rinchiuse Eloisa in un convento. Così ella divenne suora senza alcuna vocazione. Suo figlio Astrolabio crebbe in Bretagna, allevato dalla famiglia di Abelardo.
I moti dell’animo di Eloisa, il suo amore violento e passionale sono giunti attraverso i secoli fino a noi grazie alle “Lettere di Abelardo ed Eloisa”.
Eloisa si proclama “schiava del suo padrone”. Arriva a scrivere frasi che ci possono stupire in una donna di quell’epoca: “Benché il titolo di moglie sia più sacro e forte, quello di amante mi è sempre parso più dolce, e meglio ancora, se tu non ti arrabbi, quello di tua puttana”.
Alla morte di Abelardo Eloisa ne ottenne le spoglie e le seppellì nel monastero del Parecleto dove si era ritirata e dove anche lei fu sepolta accanto al suo amato ventidue anni dopo.
Il dramma di Abelardo è il dramma di una società assurda, vittima delle proprie ossessioni. Tale mentalità malata voleva portare castità e sterilità fino alle estreme conseguenze, non vedendo l’aspetto masochistico e morboso di tale atteggiamento.
Mi piace sottolineare, oltreché la bellezza del personaggio di Eloisa, la sua straordinaria modernità. Senza alcun dubbio questa donna era fuori dal medioevo. Basti considerare le seguenti parole: “Non posso aspettarmi nulla da Dio per la vita che ho seguito e le sofferenze patite perché non ho compiuto nulla per Suo amore ma soltanto per obbedire a te, Abelardo, che me lo ordinavi”.

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