Georg Buchner

Georg Buchner (1813-1837) fu uno scrittore tedesco e uno dei fenomeni più incredibili di tutte le letterature.
Il padre voleva per lui un’educazione francese, così a diciotto anni fu mandato a studiare medicina a Strasburgo. Furono due anni felici in cui si innamorò dell’intelligente Minna Jaegle e prese contatto con circoli rivoluzionari antiborghesi. Rientrato a Giessen redasse un opuscolo clandestino che lo mise nei guai con la polizia.
Ritornò a Strasburgo dove riprese i contatti con Minna. Nel 1835 ricevette la laurea e successivamente la libera docenza presso l’università di Zurigo. A ventiquattro anni morì di tifo.
Gli scritti letterari di Buchner non superano le duecento pagine, ma pare che la sua fidanzata abbia distrutto diverse cose, per scrupoli morali. La sua opera complessiva comprende principalmente “La morte di Danton”, la novella “Lenz”, la commedia “Leonce e Lena” e la tragedia incompiuta “Woyzeck”.
Per comprendere perché Buchner è considerato uno dei più straordinari scrittori dell’Ottocento tedesco, va considerata tutt’intera la sua figura e soprattutto la sua passione politica espressa nell’importante opuscolo “Messaggero dell’Assia”, scritto con prosa tagliente e da cui scaturì una prospettiva di anarco-comunismo agrario. La violenza protestataria del Settecento rivive in Buchner e sarà digerita dalla società tedesca solo verso la fine dell’Ottocento, influenzando poi scrittori come Wedekind e Brecht, e l’espressionismo.
Di tutte le opere di Buchner, rientra più propriamente nel nostro campo d’interesse la tragedia incompiuta “Woyzeck”, di cui si propone nei manoscritti tre finali diversi.
Woyzeck incarna l’essenza stessa del personaggio Buchner e del suo linguaggio poetico. La trama è ispirata da un fatto di cronaca accaduto dieci anni prima. Il barbiere J. Ch. Woyzeck era stato decapitato a Lipsia per l’assassinio di una vedova.
La tragedia, a un primo livello di lettura, pare anticipare una vicenda naturalistica e patetica di gelosia e sensualità violenta e sanguinaria, ma un livello più profondo esprime la contrapposizione del mondo dei miseri alla borghesia, che scientificamente domina i sottoposti. L’emblematico rappresentante della borghesia è il crudele medico sperimentatore, che affama Woyzeck in nome della “scienza” e lo costringe al delitto.
La trama della tragedia è la seguente. Il soldato Franz Woyzeck, di carattere buono e ingenuo, convive da anni con una donna, Maria, da cui ha avuto un bambino. Tuttavia la donna non è fedele e lo tradisce con tutti, in particolare col caporal maggiore.
Woyzeck sa tutto. Ma ha scelto di tacere e di soffrire in silenzio. Ma la cattiveria altrui squilibra la situazione che egli si ostinava a tenere in equilibrio: è fatto oggetto di crudeli scherzi da parte del capitano, di soprusi da parte del medico che si serve di lui per i suoi esperimenti, di beffe da parte dei compagni. Alla fine trova la forza di reagire dapprima cercando l’isolamento e poi meditando l’uccisione di Maria.
Decide di attuare la seconda soluzione. Durante una passeggiata sulle rive di uno stagno uccide la donna con una coltellata. Compiuto l’atto si rifugia in un postribolo, dove però viene notato il suo braccio sporco di sangue. Fugge via in preda al panico. Il ricordo del delitto lo ossessiona. Torna presso lo stagno dove cerca di scrostarsi le macchie di sangue. Risucchiato dall’acqua annega.
Al figlio che gioca con altri bambini sulla piazza del paese, viene portata la notizia della morte della madre. Ma il bambino sembra non capire e continua a giocare tutto solo.

RICHESTA INFORMAZIONI: Georg Buchner


security code
Privacy* Art. 13, D.Lgs. 196/2003.
Iscriviti alla Newsletter.