L'OLFATTO E IL SESSO

L'Abate di Condillac (1715-1780) fu autore di un "Traité des
sensations" in cui, riprendendo il mito di Pigmalione, si pone il
compito di animare una bella ragazza insensibile, per il fatto di
essere una statua. Comincia con l'offrirle dei fiori per farle
scoprire il senso dell'olfatto, poi si mostra a lei alla luce del
giorno e la spinge ad ascoltarlo nel buio, ma la statua rimane una
statua.
La bella insensibile non riesce a percepire il mondo poiché non si è
ancora percepita come centro di elaborazione delle percezioni.
A questo punto l'Abate la convince a toccarsi e solo così, con la
doppia sensazione di toccare e di sentirsi toccata, può iniziare la
percezione del mondo.
Da quel momento la statua finisce di essere un oggetto e diviene un
soggetto cosciente di se stesso ed acquista una personalità.
Il sensismo dell'Abate di Condillac andava nella direzione giusta
verso le acquisizioni future della fisiologia medica e psicologica.
Il mito di Pigmalione racconta di un celebre scultore dell'isola di
Cipro che dopo aver scolpito nel marmo un'immagine di Galatea, se ne
innamora.
Nonostante la forza di quella passione la statua rimane tale, finché
Venere mossa a pietà, non le infuse la vita.
Galatea, facendosi donna, perdeva la sua perfezione divina, e la
questione rimane aperta, se era meglio prima o dopo l'intervento della
Dea.
I cinque sensi forse ci fanno perdere di vista il mito dell'assoluto,
ma ci calano nel mezzo della realtà della vita.

L'odorato è indubbiamente il senso più arcaico che possediamo e quello
che ci restituisce tutt'intera la nostra "animalità".
I messaggi della percezione olfattiva, come anche del gusto, si
prestano poco all'elaborazione mentale e all'analisi. Ma, al
contrario, hanno una grande risonanza nella sfera emotiva ed affettiva.
Un qualunque odore per avere un significato, non può prescindere da
tutta una serie di associazioni e di riminiscenze, per cui il ruolo
della memoria risulta assolutamente centrale. In questo senso si
colloca l'enorme portata dell'opera di Marcel Proust.
L'attrazione sessuale ha nell'odorato le sue fondamenta e si dispiega
con due potenti leve: l'odore naturale dei corpi (natura) e i profumi
artificiali (cultura).
Esiste un odore globale del corpo, variamente caratterizzato da
individuo a individuo. Poi esiste un odore caratteristico dei due sessi.
Il film "Profumo di donna" ne può essere un esempio.
Ogni distretto del corpo ha un suo odore tipico. Escludendo i casi di
scarsa pulizia o di condizioni patologiche, la pelle umana ha un odore
discreto ma tenace e indelebile. Lasciando da parte le caratteristiche
razziali, che possono avere scivolamenti verso il pregiudizio se non
verso il razzismo, diciamo che ogni zona corporea, essendo
caratterizzata da tipiche dislocazioni delle ghiandole sebacee e delle
ghiandole sudoripare, ha un suo odore proprio e facilmente
distinguibile.
Le ascelle e la zona genitale hanno un odore tipico determinato dalle
secrezioni locali; i piedi hanno un loro effluvio particolare per
nulla spiacevole, quando sono del tutto asciutti (l'iperidrosi e la
macerazione possono dare problemi); la zona circostante all'ano è
provvista di ghiandole apocrine che conferiscono un odore pepato, meno
pronunciato rispetto ad altri mammiferi.
L'odore del sudore non è uguale per tutto il corpo. La fronte e la
schiena producono un sudore senza odore essendo queste zone sprovviste
di ghiandole apocrine. L'ascella produce l'odore corporeo più
spiccato, nettamente superiore a tutte le altre zone.
L'odore del sudore è più attenuato nelle persone bionde e più
accentuato in quelle rosse di capelli.
Per quanto riguarda le razze, i neri hanno un odore più pronunciato dei
bianchi, e i gialli sono più discreti, anche in questo campo.
Come aveva notato già Baudelaire in una sua poesia, la capigliatura ha
un suo effluvio, anche in relazione alla lunghezza, per cui da questo
punto di vista le donne hanno un particolare odore caratteristico
rispetto ai maschi (che non siano dotati di lunghe chiome).
L'odore dell'alito e della bocca dipende da diversi fattori e non è
certo solo questione di marca di dentifricio. L'elemento fondamentale
da tener presente è che la bocca è la porta d'accesso alle vie
digestive.
In questo senso le abitudini alimentari e di vita sono decisive nella
determinazione dell'odore del cavo orale. In esso molto difficilmente
si può ravvisare un odore naturale di riferimento. Un alito gradevole
è segno di buona salute ed è indubbiamente una caratteristica di cui
essere contenti.
La regione genitale è molto caratterizzata in senso olfattivo, essendo
tale zona generalmente deputata nei mammiferi ad innescare il
desiderio della copula e a catalizzarlo nei comportamenti consumatori.
Negli animali l'accertamento olfattivo delle parti genitali è la
manovra indispensabile per verificare la "recettività" e lo stato "in
calore" del partner.
Per ciò che riguarda l'uomo maschio possiamo distinguere tre odori
differenti e stereotipati relativi al prepuzio, allo scroto e allo
sperma.
Il prepuzio e, in particolare, il solco balano-prepuziale sono ricchi
di ghiandole sebacee odorifere per cui il glande, specialmente in
erezione, emana un sentore di pesce.
Lo scroto è dotato di un odore più tenue che ricorda quello dello sperma.
Lo sperma appena emesso ha un forte odore che può ricordare il fiore
di assenzio o di castagno, con note tipo varichina.
La donna, nella regione genitale, è dotata di un vero cocktail di
profumi, che i francesi indicano con il termine "cassolette" che vuol
indicare il cofanetto dei profumi.
Al momento dell'intumescenza gli odori sono più pronunciati, e costituiscono
gran parte dell'atmosfera olfattiva che accompagna i partner durante
il rapporto.
Il monte di Venere e le grandi labbra devono il loro profumo alle
ghiandole apocrine da una parte, e dall'altra alla peluria.
La fessura vulvare è dotata di una fragranza vivace che ricorda il
profumo del mare, in gran parte determinata dalle numerose ghiandole
sebacee della superficie interna delle grandi labbra, delle ninfe, del
vestibolo e delle ghiandole di Skene.
Il profumo è più acuto sotto il cappuccio clitorideo, tra il prepuzio
e il glande del clitoride.
L'emozione dell'impatto olfattivo della donna desiderata la troviamo
espressa in modo folgorante nel "Tropico del Cancro" di Henry Miller.
La vagina ha un odore meno intenso e meno personale, salvo una
accentuazione nella zona dell'ostio.
L'intensità degli odori genitali femminili è più pronunciata nel corso
della seconda metà del ciclo, al momento dell'ovulazione e prima delle
mestruazioni. Ciò è dovuto alla modulazione dell'attivazione ormonale.
E' osservazione comune che la donna mestruata cambia temporaneamente
l'odore generale del corpo.

Non molti decenni fa praticare baci sui genitali poteva essere addotto
come una prova di perversione nelle cause di separazione. Chiedere
alla partner una cosa del genere poteva apparire un segno di crudeltà
mentale. Ed essendo il tabù veramente tale, nessuna donna poteva
accettare che il partner la baciasse sui genitali, senza sentirsi una
poco di buono.
Oggi le cose sono cambiate, tanto che perfino le riviste per famiglie
spiegano come praticare al meglio il connilinguo e la fellatio.
Naturalmente essendo molto progredito il concetto dell'effettiva
parità dei sessi, nessuno si sogna più di concepire il rapporto orale
a senso unico ed è del tutto naturale ragionare di reciprocità (ed
anche di simultaneità).
Sicuramente l'informazione sessuale reperibile in ogni dove, non
trascura di sottolineare che in materia di rapporto orale è bene
eliminare la sciatteria e l'improvvisazione.
L'odore naturale dei genitali ben presto assume una grande importanza
per i due partner. Ciò potrebbe suggerire che, pur assicurando una
scrupolosa igiene e pulizia del corpo, sia comunque da evitare saponi
e bagnoschiuma troppo energici.
Oltre ai saponi, anche l'uso di contraccettivi orali può cambiare
l'odore abituale della donna.
Comunque è buona cosa preservare il proprio "odore" da tutte le
sciagurate aggressioni organizzate dalla pubblicità.
La "cassolette" di una donna è la sua arma segreta e comunque una
delle sue "identità" più importanti.
E' risaputo che le donne sono più insensibili al profumo del partner,
nella prima fase del rapporto. Successivamente quando sono innamorate
esse vengono "travolte" dalla forza del profumo del partner, anche per
il fatto di aver stabilito contatti molto ravvicinati.
Chiunque, uomo o donna che sia, non deve facilmente cedere alla
propaganda della pubblicita (odiosa a volte come un'azione di
terrorismo) che spinge all'uso dei deodoranti.
Lavarsi poco o profumarsi troppo potrebbero essere entrambi
comportamenti antisociali, che fanno davvero male al trasporto amoroso.

L'aumento dell'inibizione alla naturalezza sessuale può essere
misurato dal numero di donne che rifiutano di essere baciate o di
baciare "intimamente". Cent'anni fa nessuna donna che si reputava
"onesta" avrebbe accettato un contatto oro-genitale. Oggi una donna
che oppone tale rifiuto comincia ad essere un'eccezione, se non
proprio una "mosca bianca".
Tante volte su questo tipo di disponibilità può essere inferito l'"a
che punto siamo" sulla via dell'innamoramento.
La timidezza e l'inibizione possono essere superate solo con la
delicatezza e la pazienza. Ma se si ravvisa il "calcolo" bisogna
drizzare le antenne. La categoria delle "demi-viège" è risultata in
ogni epoca molto antipatica.
Ci sono ancora troppe donne, che avendo deciso di ricavare il massimo
dalla "cessione" dei favori sessuali, stanno sempre lì a misurare i
centrimetri di territorio da cedere quella sera e a calcolare se è
giunto il momento di concedersi in quella cosa piuttosto che in
quell'altra.
Non l''ha detto solo Sade o qualche altro scrittore o pensatore, ma è
davvero probabile che la donna troppo poco "generosa" e troppo
"calcolatrice" finirà per vanificare da sola i propri obiettivi di
successo.

I primitivi, avendo un sacro orrore del sangue mestruale, evitavano il
rapporto e perfino il banale contatto durante le mestruazioni. Oggi
molti fanno la stessa cosa, sostanzialmente per le stesse ragioni,
anche se ci si racconta che è per l'igiene.
I residui dell'endometrio presenti nel sangue mestruale producono un
odore poco gradevole, ed è questa un'altra ligittima ragione
pro-evitamento.
La modesta emorragia che costituisce il flusso mestruale è stata a
lungo inavvertita presso l'uomo primitivo. Nelle epoche pre-stanziali,
in cui gli esseri umani peregrinavano tutto il tempo, la donna non
dava alcun peso a questa modesta perdita di sangue. Solo
successivamente le mitologie sono fiorite, spesso in funzione misogina.
Bisogna sottolineare il fatto che prima, durante e dopo le
mestruazioni gli istinti sessuali si manifestano con maggiore
intensità e forse riaffiorano nella donna anche desideri infantili
inappagati.
Per varie ragioni la donna può essere particolarmente irritabile, ma
la concomitanza dell'acuirsi del desiderio che cozza contro l'antico
interdetto di "impurità", può favorire sintomi di difesa nevrotica.
I miti che hanno appesantito di negatività la fuoruscita del sangue
mestruale, si sono basati tutti sulla sottolineatura
dell'"inferiorità" della donna, che in quei periodi veniva allontanata
dal gruppo umano e le venivano vietati i rapporti non solo sessuali.
Da questi atteggiamenti derivano anche le convinzioni sul potere
magico del sangue mestruale, con conseguenti pratiche abiette (ma
tutta la mentalità dei "maghi" è abietta).
La donna talvolta potrebbe vivere in relazione alle proprie
mestruazioni due sentimenti contrastanti: un sentimento di disagio che
porta alla dissimulazione e alla reticenza, e un sentimento di
sollievo quando si è temuta la possibilità di una gravidanza.

Vi sono due tipi di odori artificiali: quelli che si propongono di
mascherare gli aromi naturali considerati sconvenienti, e quelli che
si pretende aumentino l'attrattiva erotica.
Le secrezioni cutanee vengono prodotte continuamente e di per sé non
hanno cattivo odore. Il problema insorge quando le secrezioni
ristagnano a lungo nelle pieghe cutanee, dando luogo a processi di
trasformazione chimica. Se intervengono normali lavaggi regolari molto
difficilmente si verificano emanazioni olfattive sgradevoli.
Per ciò che riguarda l'alito, a parte i problemi legati alle carie
dentali, la fermentazione di residui di cibo può determinare
un'espirazione sgradevole. Anche in questo caso, normali accorgimenti
igienici e profilattici possono risolvere qualunque problema.
Una democratica diffusione dell'igiene personale quotidiana è una prerogativa dei tempi moderni, avendo le epoche precedenti avuto degli ostacoli, a vario titolo, all'accesso ai lavacri.
La cultura romana delle terme, come momento di igiene e di rilassamento, fu completamente azzerata dal cristianesimo trionfante. Solo il cristianesimo ha stabilito come normale l'equazione: virtù=rifiuto assoluto di qualunque abluzione.
In altre epoche anche i ceti ricchi e nobiliari si lavavano molto raramente ed è questo uno dei motivi per il quale la qualità di vita di un condomino d'un casermone popolare di oggi è superiore a quella di un qualsiasi nobile della corte di Versailles.
In un'epoca come la nostra basata sulla pubblicità e sulla costruzione di bisogni artificiali, ci vogliono far credere che lavarsi non basta e senza l'uso assiduo (e ossessivo) di deodoranti non puoi avere la garanzia di non puzzare. E così passa un altro messaggio che spiega la contaminazione olfattiva dei luoghi chiusi ed affollati: purché usi frequentemente il deodorante puoi anche allungare gli intervalli tra una doccia e l'altra.
Se l'odore del corpo negletto e sudicio è insopportabile, altrettanto insopportabile è l'intenso odore dei deodoranti. La rozzezza dei dettami "anti-lavacri" di impostazione giudaico-cristiana si allea perfettamente con la rozzezza "terroristica" dei produttori di deodoranti, profumi dozzinali, cosmetici sotto forma di creme, balsami e chissà quali altri costosi impiastri.
La domanda è: se sei pulito perché circondarti di mille profumi, definiti discreti ma che discreti non sono affatto?
Per quale motivo al mondo l'odore naturale della pelle pulita deve essere mascherato da un prodotto artificiale, sulla bontà della cui composizione nessuna persona di buon senso scommetterebbe un centesimo?
Il mistero si spiega con la fame di guadagno di pochi e con la creduloneria di molti.
L'ossessione di usare continuamente detersivi, creme, lavande vaginali è responsabile di tante allergie e di tanti disturbi dermatologici.
Il rischio più grande che corrono le donne è che a furia di depilarsi e di usare profumi, riescano effettivamente a cancellare del tutto la propria "animalità" di cui hanno un'ossessiva paura.

Fin dall'antichità è esistito un uso erogeno di certi odori artificiali. Anche se è improprio attribuire ad essi poteri afrodisiaci, in certi casi vi può essere un positivo apporto alla creazione di un'atmosfera propizia per l'esercizio sessuale.
Soprattutto nelle culture orientali vi è da parte delle donne (dalla prostituta alla donna dai costumi ineccepibili) un uso sapiente di balsami ed essenze per favorire l'abbandono, che consente l'espressione piena dell'erotismo.
La donna crede, a torto o a ragione, di essere l'artefice dell'accensione del desiderio del maschio e in tal senso attribuisce un grande potere al tocco di profumo di cui si dota.
Si potrebbe credere, forse a torto, che la donna che non adotta alcun profumo sia una depressa o una che tende a svalutarsi.
La verità è che un profumo marcato in una donna denuncia agli occhi di chiunque sappia l'abc della psicologia una insicurezza tanto più profonda quanto più è pervasivo il profumo.
Bisognerebbe avere il coraggio di dire chiaro e tondo che in realtà i profumi artificiali in ogni loro forma, giovano esclusivamente ai profumieri.
Come non esistono gli afrodisiaci presi per bocca, così non esiste un effetto afrodisiaco dei profumi artificiali.
Detto questo bisogna precisare che qualunque odore ha il grande potere associativo proprio dei meccanismi della memoria. L'erotismo è fortemente mediato dalle associazioni olfattive. Così, se un coito soddisfacente è avvenuto in un ambiente pervaso da un certo profumo, è molto facile che quel profumo da solo abbia una certa efficacia eccitatoria.
Questo non vuole minimamente dire che vi sia un potere eccitatorio in sé di qualsivoglia profumo artificiale.
Diceva Marziale: "La donna profuma gradevolmente solo quando emana il suo profumo naturale".
Quando sono scomparsi gli odori di "santità", ossia il puzzo di chi non si lava mai, la pulizia è divenuto il vero afrodisiaco. Questo perché l'odorato nell'uomo è stato fortemente ridimensionato dall'evoluzione, e non c'è bisogno di alcun odore spiccato per mettere in moto l'eccitazione, come avviene per la maggior parte degli altri vertebrati.

Il posto di preminenza dell'odorato, nell'essere umano è stato occupato dal senso della vista e dell'udito.
La voce con le caratterizzazioni timbriche è molto più importante di un odore, per determinare l'eccitazione. Comunque le persone affette da anosmia hanno indubbiamente molte frecce in meno nella loro faretra.
Si potrebbe affermare che l'olfatto è la porta d'ingresso obbligata per il passaggio dall'amore mentale all'amore fisico.
Gli odori costituiscono una grande barriera naturale, fondante del discrimine: mi piace - non mi piace, gradimento - disgusto.
Nella via appetitiva verso l'oggetto nulla può costituire un ostacolo maggiore di un odore per noi sgradevole.
La stessa forza del meccanismo respingente, gli odori l'hanno nel meccanismo associativo. Quando a una bella donna che ci ha attratto associamo un odore (che prima per noi non aveva attrattive), quell'odore incomincerà a piacerci molto ed avrà un fascino per noi in ogni circostanza.
Quindi succede che lo stesso profumo di una donna, può essere attrattivo per alcuni e repulsivo per altri, in relazione alle associazioni precedenti di ogni singolo individuo.
Questo è uno dei motivi per cui non è bene applicarsi profumi artificiali marcati. E' come dichiarare in pubblico le proprie opinioni politiche: se conquisti qualche simpatia, nello stesso tempo ti procuri altrettante antipatie.
Il potere del rinencefalo è davvero grande, e questo lo sa qualunque essere umano (che non sia del tutto cretino) che abbia riflettuto.
Il motivo di questo grande potere è che le vie che vi decorrono sono scarsamente controllabili dal vaglio della ragione.
Anche l'erezione e la lubrificazione vaginale dipendono poco dalla ragione. I cinque sensi sono come membri di un direttorio: quando c'è l'unanimità su una certa proposizione, quella proposizione diviene immediatamente legge.
Se nel direttorio c'è dissenso non si addiviene ad alcuna deliberazione, e dunque non scattano i comportamenti appetitivi e consumatori.
Quando nelle prime fasi c'è un assenso di massima, vi sarà un via libera per un percorso che porterà ad acquisire con l'altra persona una progressiva intimità.
Più ci si inoltra nell'intimità, più il potere degli odori aumenta.
Solo andando a fondo con l'intimità si prende coscienza e ci si famigliarizza con gli odori peculiari di quel corpo.
E' a questo livello che il meccanismo di fascinazione diviene davvero potente, e quello che era semplice attrazione può divenire innamoramento.
Lo sconvolgimento profondo della parte animale ed istintiva (e dunque autentica) dell'essere, si ha con la presa di contatto dell'odore intimo (rispettivamente) del sesso femminile e del sesso maschile.
La fragranza genitale femminile ha un acme nell'odore marino della vulva, colto per primo dalla madre e che rinvia alla primordiale origine del mare.
La fragranza maschile ha anch'essa il suo centro nel pene (in particolare nel glande) e per la donna il massimo dell'attrattiva è costituita dall'accentuazione olfattiva dell'odore che non possiede in se stessa.
Per le signore convinte che la profumazione intima sia indispensabile, è bene riflettere che qualunque odore che non faccia parte del retroterra mentale di un uomo può risultare letale per il meccanismo attrattivo.
Solo il sessuologo con una lunga esperienza clinica sa che molte impotenze e frigidità si spiegano con il disgusto istintivo di certi odori provenienti dal corpo del contiguo.
Allargando l'attenzione al più ampio raggio dei rapporti interpersonali, quante antipatie si spiegano unicamente con caratteristiche olfattive percepite a distanza di prossimità?
Lo stretto legame esistente tra odorato ed erotismo viene confermato anche da certe credenze popolari, come quella che un grosso naso corrisponde a un grosso pene o a un'ampia vagina.
Più d'uno in passato (parlo di studiosi) ha creduto di ravvisare grandi attinenze tra apparato nasale e sessualità. A tal proposito si può consultare la corrispondenza tra Fliess e Freud.
La verità è che il naso è la sede di uno strumento importante per calarsi nella vita vera e anche nelle sue gioie.
Gli anosmici, ossia quelli che non posseggono il senso dell'olfatto, sono a rischio per molte cose. Non so se sia giusto attribuire loro sempre e comunque, una debolezza mentale. Ma non vi è dubbio che nel caso di perversioni estreme come la necrofilia e la coprofagia, l'anosmia è la precondizione logicamente evidente.

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