Stéphane Mallarmé.

Stéphane Mallarmé (1842-1898) fu un poeta francese e maestro del simbolismo.
Perde la madre a tre anni e viene affidato ai nonni. Messo in collegio dal 1852 si rivela un allievo mediocre. Nel 1857 viene profondamente segnato dalla morte della sorella Maria.
La scoperta de “I fiori del male” di Baudelaire lo influenzerà profondamente e segnerà una svolta. Sempre nel 1860 entra nella vita lavorativa divenendo studente fuori corso a Sens. Successivamente alcuni suoi poemi appariranno su qualche rivista. In questo periodo conosce una giovane governante tedesca a Sens, e con lei, lasciato il lavoro, si trasferisce a Londra.
Nel 1866 torna in Francia e piano piano si inserisce nel novero dei letterati che contano. Nel 1883 Paul Verlaine dà alle stampe il terzo articolo sui “poeti maledetti” dedicato a Mallarmé e l’anno dopo nel libro “A rebours” di Huysmans il protagonista Des Esseintes dice di ammirare i poemi di Mallarmé. Queste due citazioni furono nel contempo contributo alla notorietà e consacrazione del poeta.
Mallarmé, pur essendo autore di un corpus ristretto di opere in versi, ha rivoluzionato il linguaggio poetico moderno.
Con la sua sensualità esasperata e con il suo erotismo morboso, Mallarmé ha raggiunto “il punto più estremo dove mai si sia avventurato lo spirito umano” (André Gide).
La poetica di Mallarmé si sostanzia di passione ed angoscia. Una passione violenta e sensuale perché insoddisfatta, e un’angoscia della morte che egli alimenta ogni giorno.
Mallarmé ebbe l’intuizione di una “opera d’arte totale” che andasse al di là della letteratura. Tutto ciò si configurava come una specie di culto, la cui liturgia era un’armonizzazione tra lo spirito e i sensi.
Ma anche dopo lo splendore carnale della sua “Erodiade”, egli capì che il fine che voleva raggiungere si rivelava fuori della portata di un uomo solo. Quello che la psicoanalisi chiama “la chiave della libido” rimane per sempre inaccessibile al poeta, audace e sfortunato Prometeo.
Mallarmé rimase, fino all’ultimo insoddisfatto della sua utopia inaccessibile, come una “Apparizione”:
La luna si rattristava. Serafini piangenti
Sognavano, con l’archetto tra le dita, nella calma dei fiori
Vaporosi, che traggono da morenti viole
Bianchi singhiozzi che scivolano sull’azzurro delle corolle.
Era il giorno benedetto del tuo primo bacio.

RICHESTA INFORMAZIONI: Stéphane Mallarmé.


security code
Privacy* Art. 13, D.Lgs. 196/2003.
Iscriviti alla Newsletter.