Lucas Cranach

Lucas Cranach, il Vecchio (1472-1553) fu un pittore tedesco, certamente tra i più importanti della sua epoca. Fu popolare quanto Durer, Holbein e Grunewald. Si stabilì a Wittenberg alla corte dell’Elettore di Sassonia, dove si legò di amicizia con Lutero, di cui fece molti ritratti che inondarono la Germania.
La fama di Cranach è legata in parte al contenuto erotico di alcuni dipinti che gli sono stati attribuiti. Si tratta di nudi femminili, che per la verità a noi moderni non destano soverchie emozioni erotiche trattandosi di corpi magri e un po’ esangui.
Nel 1504 fu nominato a Wittenberg pittore di corte. Ebbe una vita realizzata piena di cariche e onorificenze. Fu eletto senatore e borgomastro del suo comune e quando, dopo la battaglia di Muhlenberg, nel 1547, Gianfederico il Magnanimo venne fatto prigioniero da Carlo V, fu per due volte autorizzato a condividerne la residenza forzata. Alla liberazione di Gianfederico, lo seguì a Weimar e lì morì.
Aveva organizzato una bottega che produceva tele a pieno ritmo e in cui lavoravano, assieme a tanti allievi, anche i suoi due figli Hans e Lucas. A Wittenberg aveva gestito una libreria e una tipografia, e acquistato una farmacia installata in un sontuoso palazzo che comprendeva venti stanze e cinque cucine. I soffitti erano stati interamente decorati con sue pitture.
La domanda che sorge spontanea a proposito di Cranach verte sul senso delle sue pitture di nudi femminili. Tali nudi indubbiamente denotano una buona familiarità con il corpo femminile. Sicuramente quei nudi destarono scalpore nella sua epoca, essendo del tutto insoliti in quell’area geografica.
Le donne di Cranach mostrano forme ben diverse di quelle del ventesimo secolo. Esse hanno il petto esiguo, il ventre prominente, gli occhi a mandorla, il sorriso equivoco e un aria ingenua e perversa insieme. Nel loro pallore eburneo si coglie una fissità da statuina sorpresa in un atteggiamento vagamente impudico. A volte la nudità di quelle donne è come accentuata dalla presenza di accessori: veli diafani, collane, braccialetti d’oro, purpurei copricapi piumati.
Non vi è dubbio che l’opera di Cranach deve essere annoverata tra i segni certi della fine del medioevo e dei suoi tabù. Essa comporta una presa di coscienza della dimensione della sessualità, a quell’epoca molto rara nel mondo germanico.

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