Lolita

Lolita è la protagonista del romanzo omonimo di Vladimir Nabokov del 1955.
La trama è la seguente. Humbert, dal braccio della morte in cui è rinchiuso, racconta la sua vita. Egli è sempre stato attratto dalle adolescenti. A quarant’anni il destino gli mette sulla propria strada una “ninfetta”, Lolita. Per averla Humbert ne sposa la madre, che dopo poco muore travolta da un’auto mentre attraversa la strada. Lolita così diviene la sua amante. Humbert trascorre tutto il tempo con la capricciosa ragazzina, che fa passare come sua figlia. Insieme vagabondano per le strade e per i motel degli Stati Uniti. Ma un giorno Lolita lo lascia per seguire uno scrittore impotente e depravato. Humbert lo rintraccia e con fredda determinazione lo uccide. A quel punto Lolita partirà per il Canada con Dick, un bravo ragazzo dal quale aspetta un figlio. Humbert in prigione passa il tempo a rimettere in fila i tasselli della sua vita passata e “maledetta”, in attesa che il boia metta fine ai suoi giorni.
L’interesse erotico per la donna-bambina è stato forte in ogni latitudine e in ogni epoca. Infatti uno degli elementi costitutivi dell’erotismo è proprio l’ingenuità maliziosa.
All’epoca in cui i bianchi colonizzavano il mondo e, nonostante la non forte azione contrastiva dei missionari, l’essere umano indigeno era considerato alla stregua di un oggetto, le preferenze dei pionieri andavano alle ragazze molto giovani. Tale forma di erotismo ha prevalso nettamente nella prassi della conquista, celandosi altresì dietro la fascinazione dell’esotico.
La piccola amante di Humbert è stata preceduta e preparata dalle Lolite di colore di Tahiti, di Bali, del Madagascar, delle Hawaii, dell’Etiopia, del Sudan e si potrebbe continuare. Per altro verso l’immagine acerba della donna-bambina potrebbe adombrare una predilezione per l’androginia.
L’evoluzione dei tempi e la progressiva disinibizione dei costumi ha fatto affermare nella nostra società l’idea di uno status- symbol del maschio che si può permettere una compagna o moglie bambina.
Così l’attrazione per la ragazza giovanissima da parte di uomini attempati che se la possono permettere, è diventata prassi costante e, ponendosi al di là di ogni vaglio di tipo morale, è collocata nel novero delle cose normali anche dai più severi censori della società, cresciuti a pane e sessuofobia.

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