Wolfgang Amadeus Mozart

Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791) fu tra i massimi compositori della storia della musica. Ebbe vita breve ed amareggiata da un nevrotico dominio paterno. Comunque espresse un temperamento sensuale in cui traspariva una febbrile voglia di vivere e di libertà. Questa grande sensualità la ritroviamo in quasi tutta la sua musica e culmina nelle meravigliose “Arie di concerto per soprano e orchestra”: “Ch’io mi scordi di te?... Non temer, amato bene, per te sempre il cor sarà. Più non reggo a tante pene, l’alma mia mancando va”.
Nell’opera “Don Giovanni”, Mozart esprime per la prima volta, con tocco lieve e affettuoso, il desiderio sessuale femminile, segnatamente nelle romanze di Zerlina: “Vorrei e non vorrei; mi trema un poco il cor. Felice, è ver, sarei, ma può burlarmi ancor”.
Anche l’opera successiva “Così fan tutte”, è una vera e propria festa sensuale nella quale la fa da padrone l’”odor di femmina”. Il libretto di “Così fan tutte” ha indubbiamente un contenuto scabroso: il tema, oggetto di una scommessa, è su quanto valga la promessa di fedeltà delle donne, quando ci si trova in situazioni particolari. Così, dopo varie vicende, due ufficiali finiscono per scambiarsi le fidanzate. Quest’opera ebbe molte noie con la censura, poiché di fronte all’ottuso censore nemmeno la musica può costituire un’attenuante.
Dalle lettere di Mozart alla cugina scopriamo che egli non temeva di mostrarsi sfrontato, anticonformista, sguaiato, maleducato, volgare, edonista, irriverente. Ma anche in questo dimostrava la sua precocità e genialità.
La sua fu un’esistenza sregolata, condotta sempre al massimo. Era perennemente alla ricerca della musica più bella da poter offrire al pubblico e facendo questo a volte non si faceva scrupolo dal “prendere in prestito” interi brani di altri autori.
Non fu certo solo per questo motivo se ebbe dei forti attriti con qualche suo collega. Il conflitto con Antonio Salieri è divenuto proverbiale e di certo eccessivamente enfatizzato. Non vi è dubbio che l’ambizione di affermazione di Salieri ebbe in Mozart la sua bestia nera, tantoché il poveretto finirà i suoi giorni in manicomio vittima della paranoia. Dalle immagini dell’anziano e malridotto Salieri inizia il film “Amadeus” di Milos Forman del 1984, che è tutto giocato sul conflitto duale tra genio e mediocrità.
La vita sentimentale di Mozart ruotò attorno a due donne: la sofisticata e musicalmente dotata Aloysa Weber e la cugina, la Basle, spontanea e disinvolta.
Amadeus è stato sempre molto sensibile al fascino femminile e quando una donna gli piaceva le provava tutte per ricavarne “qualcosa”. La moglie Costanza, amata ma senza passione, consapevole di non avere quelle doti in grado di “catturare” il “genio”, era indulgente riguardo alle scappatelle del marito e si consolava dicendo a se stessa: “Finché si tratta di servette…”.
Mozart incontrò Aloysa Weber nell’ottobre del 1777. Era una cantante di talento destinata a una carriera di solista nei teatri d’opera. All’epoca aveva diciassette anni e Amadeus se ne innamorò subito. Avrebbe voluto sposarla ma non ottenne l’assenso del “dittatore assoluto”, suo padre Leopold, concentrato di mille difetti e impregnato di una mentalità bigotta e sessuofobica.
Il rapporto di Mozart con la cugina paterna Maria Anna Thekla, detta la Basle, fu nel segno di un forte erotismo e di una completa libertà verbale e reale. Le lettere che Amadeus ha inviato alla cugina esprimono una spontaneità (che può apparire anche eccessiva), che ci mostra quanto forte fosse il bisogno del ragazzo di affrancarsi dalla pesante tutela paterna. Da quelle espressioni epistolari si evince la struttura infantile della libido di Mozart, caratterizzata da un erotismo stercorario e defecatorio.
Il coinvolgimento tra i due cugini è molto forte. La Basle amò Amadeus per quello che egli era, fisicamente e mentalmente. Ne apprezzava lo spirito, la spontaneità, il tipo di erotismo. Con il suo amore e la sua sensibilità lo iniziò ai misteri della femminilità aiutandolo a superare timori e tabù. La disinibita spregiudicatezza del loro rapporto aprì a Mozart quello spazio di libertà che purtroppo, per varie ragioni, il geniale giovane non riuscì mai a far suo definitivamente.
Mozart abbandonò l’amata cugina nel tentativo di realizzare il grande amore con Aloysa. Poi anche Aloysa, per l’interferenza sabotatrice del padre, sparì dall’orizzonte.

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