Anais Nin

Anais Nin (1903-1977) fu una scrittrice statunitense vissuta a lungo in Francia. Era nata a Parigi da padre spagnolo e da madre danese. Approdò a New York all’età di undici anni dopo che il padre aveva abbandonato la famiglia.
Ritornò a Parigi alla fine degli anni Venti e partecipò alla vita culturale della capitale francese divenendo la ninfa egeria del surrealismo.
L’opera più importante è certamente il suo celebre “Diario”, in cui ha raccontato la sua vita e i suoi intrecci amorosi. L’opera più nota al pubblico è la raccolta di racconti erotici “Il delta di Venere”, che è nata da una sorta di scommessa con il suo amante Henry Miller.
Curiosa la commistione a Parigi negli anni 1931-32 tra due coppie di coniugi: Henry Miller e June Mansfield da una parte, e Anais Nin e Hugh Parker Guiler dall’altra. La cosa curiosa era che Anais intratteneva relazioni intime con tutti e tre gli altri componenti il quartetto. Vi fu un profondo coinvolgimento erotico sentimentale tra Anais e June. Un film del 1990, “Henry e June”, racconta dettagliatamente questa storia banale e eccezionale nel contempo.
Nella prefazione a “Il delta di Venere” la Nin racconta come sono nati quei racconti erotici. Un collezionista di libri offrì a Henry Miller cento dollari al mese per scrivere racconti erotici. Lo scrittore non se la sentì di sottoporsi a lungo a quella costrizione, ma non volendo rinunciare al denaro convinse Anais, a quel tempo (siamo intorno al 1940) sua amante, a cimentarsi in quel genere di letteratura.
Dopo le prime prove il committente la incoraggiò: “Va bene. Ma lasci perdere la poesia e le descrizioni di tutto quello che non è sesso. Si concentri sul sesso”.
Così, con ironia e un certo spirito caricaturale, la scrittrice ogni mattina si applicava alle sue narrazioni pornografiche. La mania ossessiva del sesso, solo sesso, del collezionista committente faceva rabbia a Anais e agli altri “negri” costretti per denaro a scrivere pornografia. Così un giorno decise di scrivergli la seguente lettera:
“Caro collezionista, noi la odiamo. Il sesso perde ogni potere quando diventa esplicito, meccanico, ripetuto, quando diventa un’ossessione meccanicistica. Diventa una noia. Lei ci ha insegnato più di qualunque altro quanto sia sbagliato non mescolarlo all’emozione, all’appetito, al desiderio, alla lussuria, al caso, ai capricci, ai legami personali, a relazioni più profonde che ne cambiano il colore, il sapore, i ritmi, l’intensità.
“Lei non sa cosa si perde con il suo esame al microscopio dell’attività sessuale, con l’esclusione degli aspetti che sono il carburante che la infiamma. Componenti intellettuali, fantasiose, romantiche, emotive. Questo è quello che conferisce al sesso la sua struttura sorprendente, le sue trasformazioni sottili, i suoi elementi afrodisiaci. Lei sta rimpicciolendo il mondo delle sue sensazioni. Lo sta facendo appassire, morir di fame, ne sta prosciugando il sangue.
“Se lei nutrisse la sua vita sessuale con tutte le emozioni e le avventure che l’amore inietta nella sessualità, sarebbe l’uomo più potente del mondo. La fonte del potere sessuale è la curiosità, la passione. Lei sta lì a guardare questa fiammella morire d’asfissia. Il sesso non prospera nella monotonia. Senza sentimento, invenzioni, stati d’animo, non ci sono sorprese a letto. Il sesso deve essere innaffiato di lacrime, di risate, di parole, di promesse, di scenate, di gelosia, di tutte le spezie della paura, di viaggi all’estero, di facce nuove, di romanzi, di racconti, di sogni, di fantasia, di musica, di danza, di oppio, di vino.
“Quando perde con questo periscopio sulla punta del pisello, quando invece potrebbe godersi un harem di meraviglie tutte diverse e mai ripetute! Non due peli uguali. Ma lei non ci permetterà di sprecar parole sui peli; neanche due odori, ma se ci dilunghiamo su questo argomento, lei si mette a gridare: Lasciate perdere la poesia. Neanche due pelli con lo stesso incarnato, e mai la stessa luce, la stessa temperatura, le stesse ombre, mai gli stessi gesti; perché un amante, quando è infiammato d’amore vero, può esprimere i toni più sottili di secoli di arte amatoria. Quante sfumature, quanti cambiamenti d’età, variazioni di maturità e innocenza, perversità e arte…
“Siamo rimasti seduti per ore a chiederci che aspetto lei abbia. Se ha i sensi indifferenti alla seta, alla luce, al colore, all’odore, al carattere, al temperamento, a questo punto dev’essere completamente avvizzito. Ci sono tanti sensi minori, che si buttano come tanti affluenti nel fiume del sesso, arricchendolo. Solo il battito unito del sesso e del cuore può creare l’estasi.”

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