Carlomagno

Carlomagno nacque nel 742 da Pipino il Breve. Fu re dei Franchi dal 768 col fratello Carlomanno. Alla morte di questo nel 772 divenne unico sovrano. Nell’800 fu incoronato imperatore d’occidente. Morì nell’814 e fu sepolto ad Aquisgrana. Nel 1164 un antipapa lo santificò.
Fu uno dei più grandi sovrani di ogni tempo. Fu un grande conquistatore. Dal 772 all’804 sottomise e convertì al cristianesimo i sassoni, come successivamente i bavaresi e gli àvari, portando così una vasta zona della Germania nell’ambito della civiltà franco-romana. Nel 773 calò in Italia su invito di Adriano I e soppresse il regno dei longobardi. Nel 778 fermò a Roncisvalle l’avanzata degli arabi in Spagna. Nel natale dell’800 era a Roma e vi si fa incoronare dal papa “imperatore romano”, ricostituendo così l’impero romano d’Occidente.
Sul piano legislativo fu un grande innovatore. Emanò un gran numero di leggi, cercando di essere presente in ogni parte del suo vasto impero affinché venissero applicate. Al fine della sorveglianza istituì i “missi dominici”.
Ebbe a cuore la cultura. Creò numerose scuole e suscitò un profondo rinnovamento nelle arti e nelle lettere, di cui fu l’anima Alcuino.
Abbiamo detto che Carlomagno fu canonizzato da un antipapa, ma la sua condotta in materia sessuale fu tutt’altro che irreprensibile. Egli era dotato di un temperamento sanguigno e focoso. Con le donne era molto intraprendente e se qualcuna gli piaceva non era il tipo che si facesse fermare da qualsivoglia ostacolo.
Tale vivacità di comportamento sessuale non vi è persona sensata che non sarebbe disposta a perdonare, dati i suoi eccelsi meriti. Ma c’è molto di più e di molto più pesante.
Carlo amava molto Rolando, il figlio di sua sorella, morto eroicamente a Roncisvalle: era il più caro dei suoi familiari. Ma c’è l’eventualità che Rolando fosse suo figlio, anche perché abbiamo altri indizi che egli non si fermasse davanti all’incesto. Carlo ha certamente amato sua sorella Gisella e da quell’amore potrebbe essere nato l’Eroe di Roncisvalle.
Naturalmente il sospetto dell’incesto fu coperto da ogni strategia possibile messa in atto dal potere sia durante l’impero di Carlo che successivamente dopo la sua morte. Gli storici oggi, sulla base del calcolo sulle date, discutono sui pro e sui contro circa la possibilità della paternità di Rolando, e questo esula dal nostro interesse in questa sede.
Carlomagno non fu monogamo come lo era stato suo padre. Sua madre negoziò per lui un primo matrimonio con la figlia di Desiderio re dei Longobardi, Ermengarda. Ma Carlo la ripudiò nel 771, solo pochi mesi dopo il matrimonio. Nel 768 aveva avuto da una concubina, Iuriltrude, un figlio che non aveva diritto al trono, Pipino il Gobbo. In seguito prese come sposa di primo rango Ildegarda, una Sveva di grande nobiltà che gli diede tre figli, Carlo, Pipino e Ludovico, e tre figlie, Rotrude, Berta e Gisella. Morta la moglie nel 783, Carlo si sposò una terza volta con Fastrada, da cui ebbe due figlie, Teoderata e Iltrude. Nello stesso periodo una concubina gli diede Rodaide.
Fastrada, morta nel 794, fu immediatamente sostituita con Liutgarda, una Alamanna che rimase sterile. Alla morte di questa, nell’800, l’imperatore prese quattro concubine, che gli diedero due figlie e tre figli.
Il grande imperatore fu come si vede anche un grande amatore di donne. E’ comprensibile che questa smania desse un certo fastidio alle gerarchie religiose, in gran parte motivato da preoccupazioni politiche. Preoccupazioni peraltro ben fondate sui fatti, data la rissosità delle donne e dei loro rispettivi rampolli. Ne sia l’esempio il caso di Pipino il Gobbo, bastardo dell’imperatore, che nel 792 organizzò un complotto per uccidere il padre e impadronirsi della corona. Il complotto fallì e Pipino fu rinchiuso in un monastero per il resto dei suoi giorni.
Riguardo alle abitudini incestuose di Carlomagno, bisogna dire che ciò aveva le radici nella personalità possessiva del sovrano. Un testimone attendibile come Eginaldo ci fa capire fino a che punto Carlo amasse la numerosa schiera di figlie: “Non voleva che si maritassero con alcuno, né con un uomo della famiglia né con un estraneo; egli le trattenne tutte presso di sé, nella sua casa, sostenendo di non potersi privare della loro compagnia. E, per altri versi felice, dovette a questa condotta la sua sventurata sorte, che riuscì a dissimulare completamente, senza nemmeno essere sfiorato dal benché minimo sospetto di disonore”.
Oltre alla straripante affettività dell’imperatore, tale atteggiamento si spiega anche con il fatto che Carlo non aveva interesse politico a far sposare qualcuna delle figlie, nel timore di dover rinunciare a una fetta della dignità imperiale e regia.
Come si vede le questioni sono complesse e solo un approfondito esame storico può delinearne nitidamente i contorni.
Per ciò che mi riguarda, a Carlomagno non può essere riferita una banale condanna moralistica, essendo noi di fronte a una straordinaria figura la cui visione del potere politico e del governo dei popoli ha positivamente segnato la storia, che ha portato alla costituzione dello Stato moderno.

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