Victor Margueritte.

Victor Margueritte (1866-1942) fu un romanziere e drammaturgo francese. Suo nonno era Victor Mallarmé, zio del grande poeta Stéphane. Suo fratello Paul fu anch’egli letterato, e i due collaborarono nella scrittura di molte opere.
Fu sensibile alle questioni sociali e all’emancipazione della donna.
Nel 1922 pubblicò il romanzo “La Garçonne”, esplosivo successo editoriale, che gli procurò la spiacevole sorpresa del ritiro della “Légion d’Honneur”, ma anche la notevole tiratura di 750000 copie vendute in pochi mesi, che gli permise la vita agiata fino alla fine dei suoi giorni.
Si tratta di un romanzo a tesi che a tutt’oggi conserva un suo valore sociologico, peraltro sottolineato dal grande scalpore che destò alla sua uscita. Il titolo, che in Italiano può essere reso come “La maschietta”, esprime già la tesi portata avanti dal libro: l’uguaglianza erotica tra maschi e femmine. In particolare si sostiene l’utilità che anche le ragazze possano avere esperienze prematrimoniali, acquisendo da questo punto di vista gli stessi diritti dei loro coetanei di sesso maschile.
L’assunto del romanzo era che, dal momento che l’uomo è naturalmente poligino, la donna dovesse essere poliandra per reazione all’egoismo maschile e per ragioni inerenti all’evoluzione sociale.
In un successivo libro, “Il tuo corpo ti appartiene”, Victor Margueritte portò avanti la sua riflessione in un senso che fu per alcuni versi l’anticipazione dei temi odierni del femminismo.
La storia de “La Garçonne” è quella di una ragazza, Monica, che, scoperto i tradimenti del suo fidanzato, decide di rendergli la pariglia con partner multipli, sia maschi che femmine. Come è comprensibile, l’argomento era molto scandaloso data l’epoca. La Francia usciva stremata dalla Grande Guerra ed aveva, tra le altre drammatiche situazioni, un pesante squilibrio demografico tra i due sessi, dovuto alla carneficina bellica. Tale squilibrio poteva costituire una forte tentazione a condotte trasgressive, sia per i mariti che godevano di una maggiore offerta, sia per le numerose donne sole.
Può darsi certamente che “La Garçonne” abbia perduto oggi parte della sua attrazione sul pubblico, ma è innegabile che tale libro abbia costituito una tappa importante per la presa di coscienza e per l’emancipazione sessuale femminile. Ciò fu preannunciato dall’esplosivo interesse che il romanzo suscitò al suo apparire e nei decenni successivi. L’editore Flammarion seppe gestire molto bene la forza di quello scandalo. Certamente grande pubblicità al romanzo la fece anche l’incredibile radiazione del suo autore dalla “Légion d’Honneur”, un’onorificenza che era stato una sorta di marchio distintivo della famiglia Margueritte.
La forza del romanzo coincide quasi totalmente con la forza dell’argomento: il rapporto conflittuale tra i sessi. Era tale rapporto che innescava quasi automaticamente la reazione di scandalo.
La delibera di radiazione dice testualmente: “Considerato che Monsieur Margueritte ha pubblicato un romanzo intitolato ‘La Garçonne’, nel quale si compiace a descrivere scene di devianze sessuali ripugnanti…”. Per la verità nessun lettore accuserebbe Margueritte di compiacimento nella descrizione di atti scabrosi. Prova ne sia il piccolo brano che riporto, relativo a una situazione molto “calda”: “Ella sta raccogliendo, sotto i pini, dei fiori di lavanda. All’improvviso, egli aveva approfittato della sua schiena curva e le aveva alzato la gonna, ed ella aveva sentito il dio bruciante possederla… Aveva emesso un gemito da bestia, poi attivamente si era concessa. In essi si scatenava liberamente, di fronte al cielo, tutta l’energia della natura, il cieco destarsi delle forze secolari che senza preoccuparsi della castità appresa, lavorano istintivamente alla perpetuazione della specie”.

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