Junichiro Tanizaki

Junichiro Tanizaki (1886-1965) fu uno scrittore giapponese. Già dalle sue prime prove letterarie si delinea una figura femminile, spesso protagonista, che esprime un erotismo raffinato, intriso di masochismo e feticismo.
Tanizaki ebbe una grande curiosità per l’occidente e per i suoi modi di vivere. Era affascinato dall’esotismo di paesi lontani, che pure non conobbe mai direttamente.
Negli ultimi anni della sua vita scrisse quelli che la critica considera i suoi capolavori: “Neve sottile” del 1948, “La chiave” del 1956 e “Diario di un vecchio pazzo” del 1962.
Tanizaki è uno scrittore per il quale l’erotismo va al di là della cronaca, della curiosità, del fenomeno sociale. Sotto certi aspetti egli è unico e la sua unicità consiste nell’aver ridato all’erotismo, pur mantenendolo nel suo ambito meramente fisico, un senso metafisico profondo, un privilegiato rapporto con l’estasi. Tale atteggiamento trova degli analoghi nella credenza dell’inferno cristiano che sanzionando la “colpa” sessuale dà peso e drammaticità all’erotismo.
Nel panorama contemporaneo del Giappone, Tanizaki è probabilmente il solo scrittore che ha avuto il coraggio e anche la “passione”, nel senso doloroso del termine; essendo tali cose indispensabili per dominare l’amore attraverso la propria sensibilità e il proprio spirito.
Il primo titolo tradotto in Italiano è stato “Kagi”, “La chiave”. E’ forse il suo capolavoro. Nella forma di due diari tenuti uno dalla moglie e l’altro dal marito, e destinati a servire da legame segreto tra i due, è questa un’opera rara che mostra la complessità dei rapporti umani tra i giapponesi. I rapporti sessuali descritti in questi due diari giocano sui temi del voyeurismo e del feticismo del piede, ambedue cari a Tanizaki. Kon Schikawa ha tratto dal libro nel 1959 un pregevole film. L’adattamento cinematografico del romanzo, al di là dello scandalo che nella società giapponese aveva destato il libro, ci mostra uno spericolato gioco delle parti che sfiora il grottesco, ma che poi trova una sorta di compassione per i personaggi, che attenua l’ironia complessiva.
Anche un altro romanzo di Tanizaki, “Diario di un vecchio pazzo”, è giocato tutto sulla suggestione diaristica. L’opera, l’ultima, contiene numerosi riferimenti autobiografici. Vi è riportata la descrizione della vita del signor Tokusuke, un anziano e benestante giapponese. Al diario vengono poste come contrappunti le note redatte dalla figlia maggiore del protagonista, Itsuko Shiroyama, dal medico curante dottor Katsumi e dalla signora Sasaki, l’infermiera. Tali note si riferiscono a periodi successivi rispetto alla fine del diario. Il signor Tokusuke aveva smesso forzatamente di scrivere a causa di una serie di ictus.
L’erotismo di questo libro è costituito dalla passione che l’anziano protagonista prova per la propria giovane nuora. Questa donna, di nome Satsuko, ha colpito fortemente Tokusuke non solo per la bellezza, ma anche per i comportamenti spregiudicati. Essa ha un amante, le piace la boxe, guida l’automobile e veste all’occidentale, contrariamente agli altri componenti della famiglia. L’attrazione sessuale verso Satsuko è connotata fortemente dal feticismo del piede, tanto che i piedi delle donne sono l’oggetto prevalente del desiderio dell’anziano suocero ormai impotente.

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