Satiro

Satiro è un nome che fa parte della terminologia religiosa greco-romana. Si tratta di un semidio che abitava nei boschi, aveva zampe e corna di caprone e un aspetto decisamente villoso.
La maggior parte delle volte era rappresentato in stato itifallico (ossia in palese erezione) accanto a menadi o ninfe.
Nel linguaggio corrente la parola satiro designa un uomo cinico, abbondantemente dedito alle donne. Nonostante il suo vigore presumibile e leggendario, il satiro è sostanzialmente schivato dalle donne normali sul piano sessuale poiché egli, come del resto molti uomini digiuni dell’”ars amandi”, ha la non commendevole abitudine di confondere l’atto sessuale con una masturbazione intravaginale.
Dal punto di vista mitologico, il satiro appartiene allo stesso ciclo dei centauri (uomini-cavallo), dei luperchi romani (uomini-lupo o lupi mannari), dei minotauri (uomini-toro): insomma uomini travestiti da animali corrispondenti, ai quali si assimilano fisicamente e mentalmente.
Si è pensato che la categoria dei satiri corrisponda a quella dei defloratori sacri, incaricati di intervenire sulle fanciulle prima di affidarle al loro sposo.
L’origine etimologica del termine satiro risale alla radice indoeuropea “sat”, che evoca l’idea di pienezza e di ebbrezza, nonché quella di seme, sia in latino che in greco antico. Nella “Lisistrata” di Aristofane, il membro virile viene indicato come “saté”. In latino “Saturnus” è la divinità della semina e l’avverbio “satis” significa “a sufficienza”.
La proverbiale brutalità del satiro si addice al suo aspetto animalesco e anche allo stato di ebbrezza in cui egli si trova normalmente nell’esercizio delle sue funzioni.
In greco antico si dice indifferentemente “satiro” o “titiro” per designare un pastore, a dimostrazione dell’evidente affinità di significato originario. Dunque alle origini i satiri erano personificazioni della vita della natura, che popolavano i boschi e i rupi ed erano dediti alla caccia e alla musica.
Personaggio di spicco nell’ambito dei satiri è Sileno, abituale accompagnatore di Dioniso, da alcuni indicato come il padre dei Satiri.
Sileno inizialmente era un genio dei boschi, profondamente saggio e alieno da connotazioni burlesche e maliziose. Poi, pian piano, certamente a causa dell’abuso del vino, questa divinità ha assunto tratti caricaturali, ridicoli e buffoneschi.
Anche noi ce lo figuriamo appesantito nella persona, incedere in groppa a un somaro e abbandonarsi a lazzi e scherzi osceni. Dunque nel corteggio di Dioniso, Sileno si distingue nella pur sgangherata corte di suoi consimili. Se non altro per la sua evidente, perpetua, imbarazzante erezione.

RICHESTA INFORMAZIONI: Satiro


security code
Privacy* Art. 13, D.Lgs. 196/2003.
Iscriviti alla Newsletter.