Niccolò Paganini

Niccolò Paganini (1782-1840) fu un grande violinista e compositore italiano. Studiò musica sotto la spinta di un padre severo e dispotico, che lo accompagnò quindicenne nel suo primo giro di concerti nelle principali città lombarde. Preso coscienza delle sue grandi possibilità musicali, si rese indipendente dall’autorità paterna e per reazione si diede a una vita sregolata e sfrenata. Contrasse debiti di gioco, il cui demone lo condusse perfino a vendersi il violino.
Nel 1801 si ritirò temporaneamente dal concertismo e visse in Toscana con una signora dell’aristocrazia dall’identità rimasta sconosciuta. In questo periodo si dedicò allo studio della chitarra nella quale eccelse come nel violino e per la quale scrisse alcune composizioni solistiche e d’insieme.
Nel 1804 riprese a dare concerti. A Lucca la principessa Elisa Baciocchi, con cui aveva intrapreso una relazione, lo nominò primo violino e direttore dell’orchestra di corte.
Nel 1804 lasciò ogni incarico e si dedicò interamente al concertismo. Fu assiduo anche in Europa. Nel 1828 suonò per la prima volta a Vienna con enorme successo. Fu a Parigi nel 1831 e a Londra l’anno successivo.
Si ammalò di tisi e nel 1834 ritornò in Italia, tenne ancora qualche concerto, e poi si ritirò definitivamente nei pressi di Parma, per curare la pubblicazione delle sue opere.
Già in gravi condizioni di salute si recò a Marsiglia, poi a Genova e infine a Nizza, dove si spense.
Paganini fu il creatore della moderna scuola violinistica introducendo innovazioni tecniche di grande rilievo, ma si distinse anche per la sua originalità di compositore. Tra le composizioni più significative della sua produzione per violino, i suoi “24 capricci” (1818-1820) furono oggetto di trascrizioni e di variazioni su temi da parte di diversi musicisti tra cui Schumann, Liszt, Brams, Rachmaninov.
Il rapporto con un padre eccessivamente severo e tirannico e con una madre dolce e comprensiva, contribuì certamente a determinare una grande propensione per le donne. Ebbe innumerevoli relazioni con nobili e popolane. Per aver sedotto una minorenne subì un processo penale e il carcere. Da un’altra relazione ebbe Achille, il figlio che amò teneramente e che gli fu a fianco fino al momento della morte.
Un recente film di Bernard Rose ci descrive la vita di Paganini, non solo toccata dal sacro fuoco dell’arte, ma anche gravata da molteplici dipendenze. Niccolò cercò l’amore senza sosta con incredibili equilibrismi nella sua difficile esistenza.
Il film di Rose ci sottolinea un aspetto della vita del grande musicista, che ha anticipato i tempi attuali. Ai suoi concerti c’erano fiumi di donne adoranti ad attenderlo, ed egli inondava il pubblico con i suoi ritmi forsennati e con arpeggi mai uditi prima. Le donne vibravano e svenivano come nei concerti rock moderni.
Vi è stato un altro precedente cinematografico su Paganini, quello di Klaus Kinski. Nel 1989, pochi mesi prima di morire, dedicò al diabolico virtuoso del violino, ma soprattutto a se stesso, l’interpretazione e la regia di uno sgangherato film, però non privo della suggestione di un erotismo ossessivo e nevrotico. Questo film ci trasmette il disagio della dipendenza e di un erotismo febbrile e malato. Le donne sono delle fans adoranti che non possono sottrarsi a una passione masturbatoria al cospetto del prodigioso virtuosismo del violinista.

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