AUTOEROTISMO: TRA NATURALITA' E DEMONIZZAZIONE

Il termine di "autoerotismo" fu introdotto da Havelock Ellis, che lo
riallacciava alla visione freudiana che dalla sessualità infantile,
attraverso i tre stadi corrispondenti ad altrettante zone erogene
(orale, anale, genitale), conduce alla sessualità adulta.
L'atto, tendente a sollecitare le sensazioni sessuali fino
all'orgasmo, può essere espletato in autonomia con varie modalità,
anche in un contesto di gruppo.
Il cristianesimo l'ha sempre considerato un peccato grave. Nei cinque
rituali penitenziari del medioevo, venticinque paragrafi erano
dedicati alla masturbazione dei laici e soltanto ventidue riguardavano
la sodomia e la bestialità.
La masturbazione degli ecclesiastici aveva una trattazione a parte.
San Tommaso d'Aquino gli attribuisce una maggiore gravità rispetto alla
fornicazione, un termine questo che deriva dal latino "fornix" (volta,
portico) e designava il "peccato carnale" commesso in qualunque modo
al di fuori dell'atto coniugale finalizzato alla procreazione.
Galeno giudicava la masturbazione realisticamente un atto che "non è
per piacere, ma per liberarsi da un fastidio".
Anche Diogene di Sinope (detto "il cinico") la pensava così, tanto che
sembra egli fosse solito masturbarsi in pubblico per dimostrare il
proprio disprezzo per le convenzioni sociali, e per affermare
l'autarchia del saggio che non deve essere schiavo di alcunché. Ciò
vuol dire che la sua impostazione non era di tipo epicureo, bensì di
tipo stoico.
Con il cristianesimo, portatore di una carica sessuofobica senza
precedenti, l'autoerotismo fu gravato di una pesante "infamia".
La Bibbia riporta uno dei tanti episodi poco edificanti, che (chissà
perché) il credente contempla con assoluta assenza di senso critico.
Da tale episodio deriva il termine di "onanismo", che a dispetto del
contesto etimologico, è divenuto un sinonimo di "masturbazione".
L'episodio riguarda Onan, un uomo agli occhi della mentalità odierna
del tutto normale, ma che (poveretto) fu ricoperto di tutte le
ignominie e di tutte le maledizioni di Dio e degli uomini.
Che aveva combinato Onan? Si era rifiutato di ottemperare a una legge
barbarica, quella del levirato, che obbligava il fratello di un morto
a sposarne la vedova, al fine di evitare che estranei profanassero la
depositaria del seme del defunto (logico, no?).
Il solerte Onan (ci ha provato), non sentendosela di dare un
primogenito alla vedova del fratello, praticava il "coitus
interruptus" ed eiaculava fuori della vagina.
Fu certamente la vedova delusa a denunciarlo alle autorità e Onan fu
condannato impietosamente a morte e giustiziato.
Gli emuli di Onan, che eiaculavano in varia maniera per loro conto, se
non messi a morte direttamente, certamente furono ricoperti di tutte
le infamie.

Tralaasciando le infinite tecniche autoerotiche nei due sessi,
sottolineamo che l'onanismo è l'appannaggio di tutte le età.
Nell'adolescenza costituisce il passaggio obbligato per i due sessi, e
accompagna il transito verso la maturità sia sessuale che relazionale.
Con la maturazione puberale, la spinta ormonale acuisce il desiderio
ed automaticamente porta alla scoperta delle sensazioni autoindotte.
Se non ci fosse l'opera nefasta del moralismo sessuofobico, tutto
fluirebbe con grande naturalità. Nell'ambiente contadino, tale
naturalezza è risultata sempre più facile rispetto all'ambiente
urbano. Con la rivoluzione industriale e con l'affermarsi della
mentalità puritana, le cose si complicarono e ci fu un martellamento
debilitante sulla serenità di generazioni e generazioni di individui.
Nella maggior parte di casi la fase autoerotica sfocia in una
relazione sessuale; in altri casi l'onanismo resta l'unica
soddisfazione per categorie quali i portatori di handicap, gli
appartenenti ad ordini religiosi, le vergini a vario titolo, le vedove
che restano tali.
Numericamente ampia è la categoria dei soggetti con problemi psicologici che ne ha impedito la costruzione stabile di una relazione sessuale. In questi casi l'autoerotismo è la modalità costante di espressione sessuale.
In soggetti normalmente relazionati, è fisiologico il ricorso più o meno sporadico alla masturbazione.
Considerata (forse a torto) appagamento di qualità inferiore, la masturbazione spesso è accompagnata da un correlato di frustrazione. La letteratura erotica e la ponografia, sotto varie forme, nonostante la feroce persecuzione da parte dei moralisti, hanno goduto sempre di grande fortuna soprattutto per il loro ruolo di supporto per l'autoerotismo.
Prima della piena affermazione della mentalità scientifica, i pericoli dell'onanismo sono stati follemente enfatizzati per l'azione congiunta delle religioni e della pseudo-scienza.
Dei veri maniaci, sotto la qualifica di dottori, come Tissot, Pilcher, Garnier, predicevano agli onanisti tutte le malattie e le sciagure del mondo, tra cui l'impotenza, l'epilessia, l'idiozia e la morte direttamente.
A sostegno di tali orribili prognosi essi portavano le pezze d'appoggio di osservazioni fatte nei manicomi, nei quali capitava di vedere degli squilibrati praticare un onanismo sfrenato.
Quindi, con grande dispiego di logica, confondevano la causa con l'effetto, e l'indignazione rinfocolava l'orrore e l'orrore rinfocolava l'indignazione. Ma in questi "luminari" non c'era buonafede, poiché erano dei moralisti e i moralisti sono sempre caratterizzati da disonestà e malafede.
Purtroppo, la cosa peggiore non erano le convinzioni bensì i rimedi sadici che tali figuri approntavano: castrazione, clitoridectomia, sezione dei nervi pudendi interni.
Le opere perniciose di tali criminali hanno avuto, grazie al clero, capillare diffusione, opprimendo e angosciando tante generazioni di adolescenti.
Ci furono dei benemeriti che si opposero all'ondata folle di terrorismo sulla masturbazione. Charles Brown-Séquart, nato nel 1817 e morto nel 1894, fu un importante neurologo e fisiologo britannico, di madre francese e di padre statunitense. I suoi studi furono decisivi per la comprensione della fisiologia del midollo spinale e per la definizione della patologia che porta il suo nome. Ugualmente importante fu il suo apporto per la comprensione del ruolo degli ormoni.
Ai miei occhi Brown-Séquart ha anche il grande merito di aver proclamato a chiare lettere l'innoquità della masturbazione. Anzi egli la consigliava come pratica benefica, e non esitò a raccomandarla anche ai suoi colleghi dalla tribuna dell'Académie Française.
Anche Sigmund Freud segnò con la sua opera un decisivo impulso al superamento della mentalità oscurantista e antiscientifica propugnata dagli apostoli della "purezza".

Samuel-Auguste Tissot, medico di Losanna, ha scritto nel 1760 un opera, che si è rivelata un'autentica cuccagna per i moralisti di ogni risma, "L'onanismo, dissertazione sulle malattie prodotte dalla masturbazione".
Tissot, riprendendo idee dell'antichità, sostenne che lo sperma era un liquido essenziale per il funzionamento del corpo e che quindi disperderlo voleva dire andare incontro alle più terribili malattie.
I predicatori celebri della chiesa cattolica, come Bossuet, Bourdalou o Lacordaire avevano ispirato il quadro di degradazione in cui l'onanista volontariamente si pone e una congerie di medici, sull'esempio di Tissot, aveva fornito le pezze d'appoggio "scientifiche".
Forniamo un esempio tra i tanti possibili, da uno scritto del dottor Rozier del 1825: "Le persone dedite a perniciose abitudini segrete presentano più o meno rapidamente i sintomi della consunzione dorsale. Non hanno affatto febbre, all'inizio; tuttavia, sebbene conservino l'appetito, il loro corpo dimagrisce e si consuma; hanno l'impressione di un formicolio che passa dalla testa lungo la spina dorsale. Camminare, anche solo semplici passeggiate, soprattutto su strade difficili, le fa ansimare, le debilita, le fa sudare, procura loro pesantezza alla testa e disturbi alle orecchie; sopraggiungono poi malattie del cervello e dei nervi, stupidità e imbecillità. Hanno disturbi di stomaco, diventano pallidi, impacciati, pigri. Se sono giovani assumono l'aspetto e i malori della vecchiaia, i loro occhi si incavano, il corpo si incurva e le gambe non riescono più a sostenerlo; provano nausea per tutto, sono inabili a tutto; spesso giungono alla paralisi".
Nel 1879 il dottor John H. Kellogg diede alle stampe un suo libro: "Plain Facts for Old and Young".
Il dottor Kellogg è l'inventore dei corn-flakes e del burro di arachide e l'iniziatore di un'azienda che è diventata un colosso internazionale.
Era un membro della "Chiesa cristiana avventista del settimo giorno" e fu avvelenato di religione e di oscurantismo.
Se il civile paese degli Stati Uniti ha avuto, a livello legislativo, sconcertanti leggi antisessuali, lo si deve anche al dottor Kellogg.
Sotto il manto della "scientificità" egli diffuse nella società americana un cumulo di aberranti informazioni, che rovinò la vita a più di una generazione.
Certo, quando si prende per saggio un autentico squilibrato, i danni potrebbero essere incalcolabili.
Ossessionato dal peccato sessuale, egli faceva discendere ogni male (malattie, degenerazioni, morte precoce) non solo dalla masturbazione, ma anche dalla normale attività sessuale coniugale.
Il desiderio sessuale, in tutte le sue forme, risultava ai suoi occhi una perversione. Consigliava alle coppie di coniugi di concepire evitando di provare qualsivoglia piacere, affinché il figlio non nasca lussurioso "come un negro".
Come si vede qesto illustre scienziato non si priva di nulla, ivi compreso il più bieco razzismo.
Tra le cause che conducono alla "depravazione sessuale" metteva il tabacco, che in pochi anni è in grado di trasformare un casto adolescente in "un vulcano di lussuria, che vomita torrenti di oscenità e i fumi sulfurei della lascivia. L'uso del tabacco conduce all'evirazione".
Il dottor Kellogg fece scoperte incredibili. Secondo lui le malattie veneree nascono spontaneamente a causa degli abusi sessuali, e la gonorrea fa spesso una "apparizione spontanea negli sposi novelli".
Ognuno vede il potere rassicurante di queste informazioni scientifiche ed asettiche!
Kellogg ci svela tutto sulla donna. Secondo lui la donna normale prova il desiderio solo al quattordicesimo giorno del ciclo mestruale; se lo prova in altri momenti è segno indubitabile di una sua depravazione.
Il dottore, poi, ha un debole particolare per l'argomento "masturbazione", che secondo lui è la "devastazione" dei giovani, che va evitato a ogni costo.
Circa i rimedi per evitare questa nefasta abitudine, credo che non proponga la soppressione fisica immediata, tutto il resto (possibile ed immaginabile) lo propone. Tra gli interventi raccomandati: rapide e ripetute incursioni nel cuore della notte togliendo all'improvviso le lenzuola e le coperte del letto del giovane addormentato.
Se questo non basta si può passare all'applicazione di bendaggi bagnati e di corsetti di contenzione all'uopo da lui ideati; indi (proseguendo) si può passare alla castrazione vera e propria.
Egli cita a tal proposito un esempio edificante: una notte un padre che aveva "sorpreso" il figlio per l'ennesima volta provvide ad eseguire la castrazione con le sue stesse mani.
Sarebbe bello che oggi, chiunque si accinga a versare i kellogg's nella tazza del latte, potesse leggere (per aprire lo spirito a una nuova giornata) un brano di questo delizioso libro.

RICHESTA INFORMAZIONI: AUTOEROTISMO: TRA NATURALITA' E DEMONIZZAZIONE


security code
Privacy* Art. 13, D.Lgs. 196/2003.
Iscriviti alla Newsletter.