Anton Francesco Grazzini

Anton Francesco Grazzini detto il Lasca (1504-1584) è stato un poeta e scrittore italiano. Fu autodidatta e si guadagnò da vivere facendo lo speziale.
Dedicò tutta la sua vita alla letteratura. Il suo stile si situa nel solco della tradizione boccaccesca e bernesca. Ebbe una particolare predilezione per la poesia giocosa. “La raccolta dei canti carnascialeschi” e “Trionfi” non passarono indenni le maglie della censura a causa della scabrosità del testo.
La sua fama è soprattutto legata alle “Commedie” e alle “Cene”, raccolte di novelle sul modello del “Decameron”.
Le situazioni sono quelle dinamiche di una grande libertà di movimenti: mariti che tradiscono le mogli, mogli che rendono loro la pariglia, frati ipocriti e sensuali sempre pronti ad approfittare della dabbenaggine altrui.
Nelle “Commedie” “La Gelosia” rappresenta l’inganno con cui si fa credere a un vecchio innamorato che la fanciulla che egli vorrebbe sposare se l’intenda col giovane il quale infine l’otterrà davvero.
Riportiamo, del Lasca, il componimento “Canto d’uomini impoveriti per le meretrici”.
Pover’uomini siamo oggi condotti
in vile e basso stato,
ché le puttane ci hanno rovinato.
Già ricchi fummo e nella giovinezza
da voi molto onorati,
ma dalla finta e non vera bellezza
di quelle innamorati, fummo ognora sforzati,
per contentar lor voglie disoneste,
anella comperar, catene e veste.
Ancor ci bisognava alla giornata
la casa provvedere
e saziar la lor gola sfondolata
di ben mangiare e bere;
ché le malvagie fiere
han padre, madre, sorelle e parenti,
che menan tutti ben le mani e’ denti.
Così per mantenere e nutricare
loro e la lor brigata,
fummo costretti a vendere e impegnare,
non bastando l’entrata;
tantoché consumata
la roba abbiamo, e noi siam diventati
sudici, scussi, brulli ed affamati.
Questi non escon fuor se non di notte
o ne’ giorni feriati.
Quest’altri ad abitar tra balze e grotte
in villa sono andati.
Questi fur già prelati,
ricchi e di conto, or son lordi e ‘nfelici,
colpa delle ribalde meretrici.
Di questi che vedete vecchi e grigi,
chi s’è condotto a far loro i servigi,
chi l’ha tolte per moglie,
e con fatiche e doglie
menan la vita lor miseramente,
fuggiti e dispregiati dalla gente.
Quest’altri sono in grado assai peggiore,
perché dopo alle spese,
alla roba perduta ed all’onore,
han tanto mal franzese,
e coperto e palese,
anzi di doglie e gomme e piaghe infetti,
non trovan spedal che gli raccetti.
Guardate or dunque voi, giovani amanti,
quel che si trae da loro!
Esilio, povertà, tormenti e pianti,
ed angoscia e martoro.
Oh felici coloro,
anzi beati, che le fuggiranno,
e sarà loro esempio il nostro danno.

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