GIOVANNI BOCCACCIO

“Decameron”Aveva frate Cipolla un suo fante, il quale alcuni chiamavano Guccio Balena, ed altri Guccio Imbratta, e chi gli diceva Guccio Porco; il quale era tanto cattivo, che egli non è vero che mai Lippo Topo ne facesse alcun cotanto: di cui spesse volte frate Cipolla era usato di motteggiare con la sua brigata e dire: Il mio fante ha in sé nove cose tali che se qualunque è l’una di quelle fosse in Salomone o in Aristotile o in Seneca, avrebbe forza di guastare ogni lor virtù, ogni lor senno, ogni lor santità. Pensate dunque che uom dee essere egli, nel quale né virtù né senno né santità alcuna è, avendone nove. Et, essendo alcuna volta domandato quali fossero queste nove cose, et egli avendole in rima messe, rispondeva: Diròlvi: Egli è tardo, sugliardo e bugiardo: negligente, disubidiente e maldicente: trascurato, smemorato e scostumato; senza che egli ha altre taccherelle con queste, che si taccion per lo migliore. E quello che sommamente è da ridere de’ fatti suoi e che egli in ogni luogo vuol pigliar moglie e tor casa a pigione, et avendo la barba grande nera et unta, gli par sì forte essere bello e piacevole, che egli s’avvisa che quante femmine il veggono tutte di lui s’innamorino; et essendo lasciato, a tutte andrebbe dietro perdendo la coreggia.

RICHESTA INFORMAZIONI: GIOVANNI BOCCACCIO


security code
Privacy* Art. 13, D.Lgs. 196/2003.
Iscriviti alla Newsletter.