ROBERT MUSIL – “I turbamenti del giovane Torless”

“Ma in che modo vuoi punirlo?”.
Beineberg tardò un istante a rispondere, quasi riflettesse ancora sull’effetto che ci si poteva attendere. Poi disse con circospezione, esitando: “Sbagli se credi che per me conti tanto la punizione. Certo, alla fine si troverà anche una punizione… ma, a farla breve, ho qualcos’altro in mente, io lo voglio… e diciamolo, una buona volta: voglio tormentarlo…”.
Torless si guardò bene dal dire una parola. Ancora non vedeva per nulla chiaro, ma sentiva che tutto ciò avveniva proprio come – interiormente – doveva avvenire per lui. Beineberg, che non poteva immaginare l’effetto avuto dalle sue parole, continuò: “…Non c’è bisogno che ti spaventi, non è poi così terribile. Prima di tutto, infatti, come ti ho già detto, con Basini non c’è da aver riguardi. La decisione se tormentarlo o risparmiarlo va cercata unicamente nel nostro bisogno dell’una o dell’altra cosa. In motivazioni interiori. Tu ne hai? Le cose che hai nominato l’altra volta: morale, società e così via, naturalmente non contano, spero anzi, che tu non ci abbia creduto mai. Probabilmente, dunque, tu sei indifferente. Ma comunque, puoi ancora tirarti indietro in caso non te la senta di rischiare.
Quanto a me, il mio cammino né va indietro, né passa a lato, ma conduce dritto là. E così deve essere. Nemmeno Reiting mollerà la faccenda, perché anche per lui è una cosa importante avere una persona nelle sue mani e potersi esercitare a trattarla come un oggetto. Lui vuole dominare, e farebbe con te esattamente quello che fa con Basini, se solo, per un caso, gli si presentasse l’occasione. Ma per me si tratta di qualcosa di più. Di una specie di obbligo verso me stesso; come posso chiarirti questa differenza tra di noi? Tu conosci l’adorazione di Reiting per Napoleone; bene, e ora considera che il tipo d’uomo che piace a me sopra a tutti è più simile a un filosofo e santone indiano. Reiting sacrificherebbe Basini non provando nient’altro che interesse. Lo taglierebbe a pezzi mortalmente solo per sperimentare la propria capacità di mantenere il controllo in operazioni del genere. E, come ho detto, tu, io o Basini per lui non farebbe differenza, la cosa non lo sfiorerebbe in nessun caso. Io, invece, esattamente come te, ho questa sensazione precisa che, alla fine dei conti, Basini è pur sempre un essere umano. Anch’io in qualche modo mi sento ferito da un’azione crudele. Ma si tratta proprio di questo! Precisamente di un sacrificio! Vedi, anch’io son legato a due fili. A questo, indefinito, che, in contraddizione con il mio chiaro convincimento, mi costringe a una compassionevole inazione, ma anche a un altro, che va dritto alla mia anima, alle mie più intime conoscenze, e mi avvince al cosmo. Esseri come Basini, te l’ho già detto prima, non significano nulla; sono una forma vuota, un prodotto del caso. Esseri autentici sono soltanto quelli che sanno penetrare in se stessi, esseri cosmici in grado di immergersi fino al nesso profondo che li lega al grande processo dell’universo. Costoro compiono miracoli a occhi chiusi perché sanno utilizzare tutta l’energia dell’universo, la quale è in loro come fuori di loro. Ma tutti gli esseri che hanno seguito il secondo filo, lo hanno fatto solo dopo aver spezzato il primo. Ho letto di spaventosi sacrifici di espiazione compiuti da monaci illuminati, e i metodi dei santoni indiani non sono ignoti nemmeno a te. Tutte le crudeltà che in essi accadono hanno l’unico scopo di uccidere le miserabili brame rivolte all’esterno, le quali, siano esse vanità o fame, gioia o compassione, non fanno che distogliere il fuoco che ciascuno deve saper risvegliare in se stesso.
Reiting conosce solo l’esterno, io seguo il secondo filo. Ora lui agli occhi di tutti è in vantaggio, perché il mio cammino è più lento e più incerto. Ma in un colpo solo io posso schiacciarlo come un verme. Vedi, si dice che il mondo consista in leggi meccaniche, in nulla modificabili. Non è affatto vero, è roba che sta solo nei libri di scuola! Effettivamente il mondo esterno è ostinato, e, fino a un certo punto, le sue cosiddette leggi non si lasciano influenzare; eppure ci sono stati uomini a cui è riuscito. Sta scritto in libri santi e di provata verità, completamente ignorati dai più. Da essi ho appreso che ci sono stati uomini capaci di muovere le pietre, l’aria e le acque con un semplice moto della loro volontà, uomini dinanzi alla preghiera dei quali nessuna forza della terra era salda abbastanza. Ma anche questi non sono che trionfi esteriori dello spirito. Infatti, colui che riesca a contemplare ‘del tutto’ la propria anima ottiene che la sua vita corporale, che è solo casuale, si dissolva; è scritto nei libri che costui perviene direttamente a un più eccelso regno delle anime”.
Beineberg parlava con assoluta serietà, con contenuta agitazione. Torless continuava a tenere gli occhi quasi sempre chiusi; sentiva su di sé il fiato di Beineberg, e lo aspirava come un narcotico che lo paralizzasse. Intanto Beineberg terminava il suo discorso:
“Puoi dunque capire qual è il punto per me. La voce che mi suggerisce di far scappare Basini è di una specie più bassa, più esterna. Tu puoi seguirla, se vuoi. Ma per me essa costituisce un pregiudizio, e devo liberarmene come di tutto ciò che mi distoglie dal cammino verso la mia interiorità.
“Proprio il fatto che mi pesi tormentare Basini – voglio dire umiliarlo, abbassarlo, allontanarlo da me – è un bene. Richiede un sacrificio. Avrà dunque un effetto purificatorio. E’ una cosa che devo a me stesso l’imparare su di lui, giorno dopo giorno, che il semplice esser uomini non significa assolutamente nulla, non è che una scimmiottatura, una somiglianza esteriore”.
Torless non comprese tutto. Ebbe solo, di nuovo, la sensazione che all’improvviso un laccio invisibile si fosse stretto in un nodo concreto e mortale. Le ultime parole di Beineberg risuonavano in lui come un eco: “Non è che una scimmiottatura, una somiglianza esteriore”, ripeté a se stesso.

RICHESTA INFORMAZIONI: ROBERT MUSIL – “I turbamenti del giovane Torless”


security code
Privacy* Art. 13, D.Lgs. 196/2003.
Iscriviti alla Newsletter.