"Justine" di Sade.

Il marchese di Sade in "Justine o le sventure della virtù" ha scritto: "Un giorno, mentre gettavo casualmente lo sguardo su una gazzetta straniera, quale non fu la mia sorpresa nel vedere ancora una volta il crimine premiato e, all'apice della gloria, uno dei principali autori delle mie sciagure, Rodin, quel chirurgo di Saint-Michel, quell'infame che mi aveva così crudelmente punita perché avevo voluto impedirgli di assassinare sua figlia, era stato appena nominato, così diceva quel giornale, Primo Chirurgo del'Imperatrice di Russia con un considerevole appannaggio. 'Sia pure furtunato, quello scellerato', mi dissi, 'lo sia, dal momento che vuole così la Provvidenza; quanto a te, soffri, sventurata creatura, soffri senza lamentarti, poiché è scritto che le tribolazioni e le pene devono essere il terribile retaggio della Virtù; ma non importa, non me ne stancherò mai'".

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