"Venere in pelliccia".

 Da "Venere in pelliccia" di Leoporld Sacher-Masoch: "E' ormai sera quando la principessa fa ritorno e mi raggiunge ridendo allegra, fresca e splendida nella sua grande pelliccia calda, con le guance arrossate, come una rosa toccata dal gelo. Mi bacia con le sue labbra fredde e conversa vivacemente, poi mi conduce nel suo piccolo salotto piacevolmente riscaldato dal grande fuoco che arde nel camino, si toglie la pelliccia e il cappuccio con la veletta, gorgheggia una canzone francese e poi scompare per cambiarsi d'abito.
Mi lascio cadere su una sedia e fisso il fuoco.
Sono sbalordito. Ma ecco che torna, con lo strascico di raso bianco frusciante, e diamanti tra i capelli. Si stringe rabbrividendo nella morbida giacca di pelliccia, poi si siede e dalla veste spuntano i piedini nelle piccole pantofole di ermellino e di velluto rosso.
Dimentico quel che ho sofferto, mi getto a terra e le bacio i piedi.
'Mi sei stata fedele?' le chiedo con voce tremante.
Mi guarda ferma, quasi severa. 'Non una parola di più, Severin' dice duramente. 'Non intendo renderne conto a te, ti proibisco di farmi simili domande. Dimentichi la tua posizione. Sei forse mio marito?'".

RICHESTA INFORMAZIONI: "Venere in pelliccia".


security code
Privacy* Art. 13, D.Lgs. 196/2003.
Iscriviti alla Newsletter.