SHOW-DOWN. CONTROLLORI ABILITATI E CONTROLLORI ABUSIVI. LA CONVINZIONE NEL SOSTENERE IL BLUFF SERVE DAVVERO AI FINI DEL SUCCESSO?

Nel gioco del poker c'è una fase in cui il sedicente ha il massimo di credibilità, e una fase in cui bisogna inchinarsi alle forche caudine della verifica. Dice il vangelo che molti sono i chiamati ma pochi gli eletti; resta da capire chi è chiamato ad eleggere e chi è chiamato a chiamare. E' evidente che la stima di sé è un elemento fondamentale per il successo nella vita. Di tutti i giudizi che vengono via via espressi su di noi quello che ha più incidenza è senza dubbio il nostro. La vita perlopiù non è prodiga di soddisfazioni a buon mercato e batti e ribatti potremmo perdere la capacità di far fronte agli insuccessi. Una persona sfiduciata è come se andasse alla ricerca di pezze di appoggio alla propria sfiducia. La persona che si stima poco tende invariabilmente a restringere i propri obiettivi e a perdere gradualmente la capacità di raggiungere anche quelli. Potrebbe puntare a dieci ma punta a sei; per via delle circostanze raggiunge quattro; ma poi cammin facendo si adatta a due. Il vero problema è che la stima di sé non dipende (e non deve dipendere) dalla stima degli altri. Ciò significa che non dovremmo mai costruire il nostro percorso sull'obiettivo di far crescere il credito che gli altri ci danno, bensì coltivare gli aspetti più intimi della nostra persona in modo tale da essere sempre più contenti della nostra autopercezione. Questo significa che il bluff può anche riuscire agli occhi degli altri ma non riuscirà mai ai nostri propri occhi. La nostra vita associata ci propone continuamente come vincente il modello del giocatore che bluffa schifosamente e raggiunge l'apice del successo e della considerazione altrui. Si ha l'assurda illusione che lo show-down possa essere una fittizia formalità e nessuno verrà mai realmente a controllarti le carte. Il vero bilancio non può che essere stilato sulla base della visione di sé. Dobbiamo onestamente riconoscere la nostra situazione interiore fatta di pregi e di difetti, di punti di forza e di punti di debolezza. L'antica saggezza espessa nel motto: conosci te stesso, è ovviamente sempre valida. Il vero problema è che quest'autoconoscenza non sempre riesce ad essere davvero libera; spesso è troppo asservita all'apparire. Cioé tendiamo a vederci come ci piacerebbe che gli altri ci vedessero, a costo di camuffare, nascondere, edulcorare. Il solerte psicologo lavora giustamente ad accrescere l'autostima della persona. Purtroppo tante volte succede che lo psicologo (in perfetta buona fede, per carità) non fa altro che tenere bordone al bluff di colui che fin da piccolo ha imparato l'arte di falsificare le carte. Questo potrebbe avere la sua validità: l'importante è raggiungere il vantaggio che ci si prefigge. Le cose, però, non stanno così. C'è lo show-down che invariabilmente quanto meno te lo aspetti la vita ti propone. E bada, non riesci ad eludere lo show-down.
La coppia umana è il terreno di eccellenza in cui il millantato credito è alla base di tutto. Soprattutto nella fase iniziale in cui la coppia si forma. Essendo gli esseri umani geneticamente predisposti ad innamorarsi sono candidati a minimizzare l'uso della ragione e delle capacità percettive per consentire che l'altro possa rivestire quell'importanza enorme che successivamente non si riesce normalmente a giustificare. E' qui che anche il più esperto giocatore di poker si perde nel mistero. Come si sia potuto dare credito al più grossolano dei bluff il disilluso partner non se lo saprà mai spiegare. Lo show-down invariabilmente è avvenuto e si è potuto constatare che chi aveva annunciato una scala reale ha in mano solo una misera coppia. A nostra volta nel controllare le carte dell'altro bariamo anche noi. Infatti siamo dei controllori abusivi avendo promesso mari e monti pur non avendo un copeco nella scarsella. Insomma in ogni incontro d'amore ci si firma reciprocamente dei "pagherò" che nessuno è in grado di garantire e che se vanno a buon fine è un puro miracolo. Allora nessuna meraviglia se non infrequentemente le coppie non durano per l'eternità. Si fa un gran parlare di tradimento senza rendersi conto che tante volte non c'è un bel nulla da tradire mancando del tutto l'ingaggio. Si tradisce quando si contraddice a un impegno liberamente accettato, ma quando l'impegno non può essere tale venendo da chi in quel momento non era in grado di intendere e di volere non si può parlare di tradimento. Si dirà: chiunque è in grado di intendere e di volere. Forse sì, purché sappia distinguere un elefante dal Partenone. Un giovane senza esperienze, inibito e insicuro, bisognoso d'amore e torturato dalla paura che non ci sia nessuno al mondo che lo voglia accogliere, forse riconoscerà l'elefante, forse in separata sede riconoscerà anche il Partenone, ma tenerli simultaneamente in mente per un confronto può essere che superi le sue possibilità. Quel che voglio dire è che la natura ci costringe a fare la scelta più importante della nostra vita quando l'esperienza è scarsa e le lenti deformanti sono alla massima potenza. Si dice che l'individuo conta poco; conta la specie. E' vero. Ma espletata la funzione biologica e messo al mondo un cucciolo della specie umana, ecco che l'individuo comincia a contare e anche molto. Infatti un genitore non vale l'altro. Se è più stupido, è certamente uno svantaggio cospicuo per la famiglia. Se sa amare poco è un disastro. Se è troppo ansioso i danni che produrrà non saranno di poco conto.
Invariabilmente nelle coppie c'è un riflusso come l'onda del mare che a poco a poco si ritira dalla riva e si rimescola. Diminuisce la capacità di comunicare. Diminuisce l'attrazione fisica. Dimunuisce il piacere di stare insieme da soli. Ci si ascolta meno volentieri poiché le cose che si dicono risultano più prevedibili se non francamente ripetitive. Una volta raggiunto l'obiettivo di legare il maschio e la femmina al comune compito di allevare il cucciolo, la natura si disinteressa del fatto che i due partner continuino a guardarsi con occhi sognanti. Ci sarà lo show-down in cui i due fenomeni romantici si mostreranno a vicenda carte miserevoli. La vita normalmente ha due grosse tappe l'una conseguente all'altra (e guai ai ripetenti). C'è la tappa dell'autocentrismo in cui il bambino, non vedendo inizialmente che se stesso, va progressivamente verso il mondo. E la tappa dell'allocentrismo in cui dall'incontro del tu si arriva alla scoperta del noi e alla creazione della coppia. La coppia si costituisce attraverso tre passaggi: dall'attrazione fisica si arriva all'intimità e dall'intimità si passa a prendere in considerazione le caratteristiche del partner e si ha "l'impressione" di sceglierlo tra una gamma infinita di possibilità. Bisogna dire, con una certa dose di cinismo che ovviamente va capito, che i componenti della coppia fanno buon viso a cattivo gioco inebriandosi dell'intimità e finendo necessariamente per credere che il loro è il migliore dei mondi possibili. Poi il gioco della memoria fa il resto e più c'è memoria positiva da condividere più la coppia si può ritenere indissolubile. Per restare insieme bisogna che cresca l'indulgenza verso l'altro a mano a mano che si rivela "l'inganno" delle promesse iniziali. La possessività deve essere necessariamente smobilitata. Non deprivarsi mai di carezze reciproche anche quando sembra che non ce ne sia la voglia. Bisogna coltivare anche le amicizie individuali oltre a quelle comuni. Bisogna cogliere ogni occasione per uscire dal trantran quotidiano. Bisogna essere tolleranti con i difetti del partner ma quando è possibile aiutarsi reciprocamente a crescere come persona. Sul piano sessuale bisogna essere intolleranti al grigiore e ricavare nuovi spazi all'erotismo. Bisogna capire che per andare avanti la partita a poker va chiusa per sempre. Ciò non significa che non bisogna giocare, anzi bisogna inventare continuamente giochi nuovi con la stessa creatività dei bambini. Siccome di psicoterapeuti ce ne sono abbastanza bisogna evitare di usare il partner come uno psicoterapeuta (si ha l'impressione di risparmiare ma alla lunga ci si rimette e non poco). Almeno una volta al giorno bisogna evitare di dire le solite cose prevedibili e stupire l'incredulo partner con un nuovo effetto speciale.

Domenico Iannetti

SONO POSSIBILI CONSULENZE TELEFONICHE CON IL DOTT. IANNETTI PER I PROBLEMI DI COPPIA. PER INFORMAZIONI: info@studioiannetti.it

Per informazioni sui week-end terapeutici presso il B&B "Villa Oasi" di Perugia, visitare il sito: www.villaoasiperugia.it

 

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