L’ANSIA: QUESTA SCOMODA COMPAGNA DELLA NOSTRA VITA.

Fin da piccolissimi abbiamo imparato che il mondo è pieno di insidie. Soprattutto l’atteggiamento materno le situazioni quotidiane che hanno scandito le nostre prime esperienze, ci hanno suggerito un atteggiamento del tutto naturale per il nostro organismo: l’allarme. E' cosi che l'ansia si è radicata nella nostra mente e abbiamo appreso l'arte di riconoscere le situazioni per noi rischiose ed evitarle se possibile, o affrontarle nei migliori dei modi con prontezza e grinta. Quindi l'ansia è indispensabile per affrontare il mondo e i rischi e le insidie che esso comporta. Ma quando parliamo d'ansia ci riferiamo a una situazione purtroppo frequentissima: l'allarme scatta quando non ce n’è bisogno, quando dovremmo essere tranquilli e rilassati. Allora, senza che nemmeno ce ne accorgiamo, cominciamo a sentirci costantemente sotto il tiro di un avversario implacabile e sconosciuto.
Le nostre giornate allora cominciano ad essere accompagnate da uno spiacevole sentimento: la paura. La paura di quello che ci potrà accadere, la paura di non essere adeguati ad affrontare i compiti e le situazioni della nostra vita, la paura di perdere la stima di chi ci conosce e l’amore delle persone care. Certamente facciamo di tutto per dire a noi stessi: io non ho paura, io valgo, io sono in grado di affrontare le situazioni e vivere positivamente la mia vita. Ma spesso la subdola presenza dell’ansia ha la meglio sulle nostre migliori intenzioni. E allora può succedere di tutto. Possiamo aver paura dei ragni pur di non ammettere a noi stessi che la paura riguarda qualcosa di più importante. Possiamo aver paura degli spazi chiusi o degli spazi aperti; delle gallerie o dei luoghi alti; della folla o dell’intimità con una persona sola. Possiamo avere paura delle malattie e addirittura convincerci di averne una, nonostante che i medici con tutta la loro buona volontà non ne trovino nessuna. Possiamo sentirci inadeguati e scontenti in mille modi, in mille circostanze. Possiamo avvertire aridità e anestesia affettiva con l’incapacità di amare e di essere amati, di provare desideri e il gusto delle sensazioni, di saper partecipare alla vita insieme ad una, cento, mille persone. L’ansia ci nega il possesso del nostro corpo fino a farcelo sentire estraneo, quasi nemico: e allora la sessualità potrebbe divenire difficile, faticosa, deludente, angosciosa come un oscuro ineliminabile rimorso.
Perdersi nel labirinto intricato dell’ansia per fortuna è un' eventualità evitabile. Basta trovare la strada di un apprendimento a ritroso rispetto a un allarme vissuto come regola assoluta del mondo.

Domenico Iannetti

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