LO STRESS: UN NEMICO MOLTO INSIDIOSO CHE SPESSO AGISCE INDISTURBATO.

La vita ti dà e la vita ti toglie. Siamo soggetti a continue variazioni e quando la barca pur oscillando prosegue lungo il suo itinerario il nostro organismo riesce a far fronte all'ordinaria amministrazione. Certo, le condizioni della barca sono importanti. Non dovremmo mai trascurare di chiederci fino a che punto la barca è affidabile e che cosa ragionevolmente potremmo fare per migliorarne l'affidabilità. Ma quando si è in mare bisogna scontare l'imprevedibilità. Può esplodere da un momento all'altro la tempesta capace di mettere a dura prova anche le imbarcazioni più robuste. Certo, anche la tempesta forse può essere prevista dando il debito credito agli "avvisi ai naviganti". Dunque tante volte con più informazioni e più accortezze si può scampare "l'evento". Ma tante volte succede che anche una formica riesce a metterti in crisi. Ma forse era una questione di distorsione percettiva poiché quello che abbiamo sempre considerato una formica si è poi rivelata una micidiale valanga. Certamente c'è chi solleva con nonchalance un quintale e chi si sgretola sotto pesi ben più modesti. Forse vale la pena di rispolverare il concetto di "medio". Nel valutare l'impatto stressante di un evento dobbiamo considerare la risposta di una "persona media". Di fronte a un evento gli elementi da considerare sono soprattutto due: quanti e quali aspetti della vita risultano mutati, e fino a che punto riteniamo che la nuova situazione sia da noi governabile. Il primo elemento dunque riguarda "l'entità" il secondo riguarda la "vulnerabilità individuale". Per esempio di fronte al tradimento del coniuge dobbiamo chiederci fino a che punto è predittivo di una rottura insanabile della coppia, e fino a che punto il tradito ne farà una tragedia in gran parte sceneggiata al proprio interno.
Vivendo siamo tutti esposti agli stressor. Chi si ritiene allergico del tutto all'idea di dover bene o male affrontare gli stressor dovrebbe subito mettersi in causa e chiedere aiuto a uno specialista. L'evento stressante ci può provenire esattamente da tutto ventiquattr'ore su ventiquattro. La vita coniugale e di convivenza è una fonte enorme per gli stressor. I litigi tra fidanzati costituisce spesso un ottovolante emotivo capace di sballottarti ben bene. Certi matrimoni sono più travagliati di una viacrucis e il disaccordo e la contesa non lasciano mai spazio a un briciolo di collaborazione. Poi ci sono le separazioni che all'inizio possono apparire come la via verso la salvezza ma che non infrequentemente risultano impossibili da digerire anche dopo molti anni tormentosi. Quando il coniuge sparisce per il colpo di magia della morte non sempre chi resta riesce a trovare uno straccio di fiducia per continuare. Insomma esistere vuole dire essere sottoposti alla minaccia continua dello stress. I grandi cambiamenti richiedono la mobilitazione per raggiungere l'adattamento, che può risultare difficoltoso anche quando l'evento è molto lieto. E' il caso della nascita di un figlio che rappresenta una grande promozione biologica ma anche un carico non indifferente di responsabilità. Un figlio può non corrispondere alle tue aspettative, può rappresentare un'intromissione nell'intimità quando non ti senti ancora pronto, può angosciarti oltre misura con le sue malattie più o meno banali. Ogni rapporto umano può nascondere l'insidia dello stress: una controversia col vicino di casa, una delusione da parte di un amico, le "vessazioni" del datore di lavoro nei nostri confronti. A proposito di lavoro, perderlo potrebbe costituire l'inizio di un terribile calvario. Anche il pensionamento, magari prima visto come la concretizzazione della libertà, può rivelarsi un tunnel depressivo in cui la fa da padrone un invincibile sentimento di inutilità. Lo stress del disoccupato, soprattutto in presenza di una famiglia che ha bisogno di sostentamento, può risultare davvero dirompente. Un padre di famiglia che teme di non essere "capace" di portare cibo alla sua nidiata pigolante, può essere condotto davvero ai limiti della sopportabilità dell'angoscia. I problemi scolastici dell'adolescente spesso minimizzati nella percezione sociale, possono costituire una cupa minaccia per la stessa esistenza del giovane. Ogni circostanza che porti a cospicui combiamenti può costituire un'insidia. Cambiare casa, cambiare residenza può essere tuttaltro che cosa di poco conto. Certe stupide telefonate "mute" possono costituire per certuni uno sconquasso alla pace domestica. Una perdita finanziaria dovuta a qualsiasi causa può alimentare angosciosi scenari di fallimento globale. Quei fiduciosi risparmiatori che sono stati convinti ad acquistare i bond argentini non avrebbero mai immaginato di andare incontro a uno stress così lungo e pesante. Uno si alza la mattina sereno e magari fischiettante e poi per strada in un attimo un incidente automobilistico ti cambia la vita, ti toglie la salute, ti getta in complicate questioni legali che sono nel contempo fastidiose e improduttive. In un incidente stradale si può perdere la vita o l'integrità fisica propria e degli altri, e potrebbe essere una delle porte d'ingresso del tunnel di quelle malattie che non ti perdono mai d'occhio e sono inapparentemente sempre presenti come la burocrazia persecutoria rappresentata da Kafka nel suo "Processo".
La famiglia è il crogiolo più ricco in cui può nascere ed alimentarsi lo stress. Una gravidanza non voluta può costituire un non breve travaglio. Le ragazze madri di una volta venivano bollate in modo indelebile e legate per tutta la vita alla dura fatica di Sisifo. La vita sessuale potrebbe proporre molte insidie come quelle connesse con le perversioni, con le violenze carnali variamente perpetrate, con le inibizioni che potrebbero creare cortocircuiti mentali essendo impossibili le risposte del corpo ridotto alla condizione di statua di sale. Nell'infanzia e nell'adolescenza potrebbe costituire duro fardello il disaccordo tra i genitori o il gelo di relazioni solo formali e distanti. Un grave handicap fisico o mentale di un componente della famiglia può segnare con un solco profondo il destino degli altri. Qualunque incapacità affettiva del genitore verso il figlio potrebbe aprire un bilancio in rosso che nemmeno tutta l'esistenza è in grado di ripianare. La perdita è l'insidia più rischiosa per chi si sta affacciando alla vita. La morte dei genitori prima che abbiano concluso la loro missione parentale è un vulnus paragonabile all'impatto distruttivo di un fulmine, ma come il fulmine è relativamente raro. Molto più frequente ed insidiosa è la perdita del clima familiare dovuta a separazioni perlopiù frutto di privatissime questioni di confort sessuale e relazionale. Situazioni familiari anomale, affidamenti più o meno cervellotici da parte dei giudici, fritti misti e menage rappezzati sono tutti stillicidi corrosivi come un acido sulla viva carne. Dunque non solo i grandi disastri naturali come i terremoti o le inondazioni, e i grandi disastri provocati dall'uomo come le guerre e l'inquinamento, sono formidabili fonti di stress. Lo sono in maniera meno spettacolare ma forse più incisiva, l'inadeguatezza del singolo rispetto ai propri compiti. Ogni qual volta deludiamo le aspettative di coloro che la vita ci ha affidato, si crea una lunghissima catena di deprivazione e di stress.
La reazione dell'organismo allo stress acuto si concretizza soprattutto con un aumento dell'ansia. Nel nostro cervello c'è un sistema (cosidetto GABAergico) che ha la funzione di inibire le risposte emotive dell'organismo. Lo stress in prima battuta riduce il GABA e quindi si ha una reazione di eccitamento. Quando lo stress tende a divenire cronico si giunge a una depressione dell'umore, conseguenza dell'alterazione dell'equilibrio dei neurotrasmettitori. Al livello neuroendocrino si ha un'alterazione delle catecolamine, dell'ACTH e del cortisolo, ciò significa che l'organismo si è mobilitato per affrontare il pericolo. Parallelamente aumentano i livelli di prolattina e diminuiscono i livelli di LH e di testosterone. Ciò significa che la risposta sessuale viene messa tra parentesi e resa praticamente impossibile. Questo ha una grossa influenza sulla capacità riproduttiva ed è la causa di tante sterilità che vengono risolte dallo psicologo dopo che il ginecologo e l'andrologo hanno ceduto le armi. Bisogna dire che la risposta periferica allo stress è sempre la stessa indipendentemente dallo stressor, e tende a privilegiare la reazione di fuga e di aggressione funzionale all'istinto di conservazione e più idonea ai processi adattativi.
L'età costituisce un elemento molto importante nella determinazione e nello svolgimento dello stress. Un bambino è solitamente meno attrezzato di un adulto a far fronte a un evento di perdita. L'abbandono da parte di un genitore rende quasi automatico l'insorgere di un disturbo dell'adattamento con il dilagare dell'ansia e della depressione. Nell'adolescenza, che già di per sé è un periodo delicato a causa di fondamentali trasformazioni psicologiche, gli eventi stressanti assumono un peso maggiore che per altre età. Clamorosi gesti autolesivi, ivi compreso il tentativo di suicidio, possono costituire la reazione più probabile in un adolescente già fiaccato da ambienti familiari problematici. Varie alterazioni della condotta, il ritiro sociale, difficoltà nello studio e nell'inserimento lavorativo costituiscono il corollario in questi casi. L'adulto, che teoricamente dovrebbe possedere maggiori capacità di adattamento agli eventi stressanti, non sempre ha acquisito una maturità che lo abilità a navigare in tutte le acque. La personalità compiuta è competente delle interazioni e delle variazioni delle stesse; ha interessi solidi e vari che consentono la fungibilità comportamentale; ha adottato un'agile filosofia di vita possibilmente priva di ogni dogmatismo. Un uomo compiuto non può avere solo la dimensione sociale (ruoli, patrimonio, tempo libero). In una certa misura deve riuscire ad "essere", senza alcuna finalizzazione. Solo così si potrà vivere positivamente anche l'età senile, che è indubbiamente quella più predisposta agli eventi stressanti. L'umore depresso, le lamentele per gli inevitabili acciacchi, l'attesa della morte non dovrebbero mai costituire il panorama prevalente nella vita dell'anziano.
Di fronte all'evento (dopo aver logicamente fatto il possibile per evitarlo) bisogna sorvegliare la reazione, che non è necessariamente immediata. Nel caso di una separazione coniugale, essendo l'effetto modulato nel tempo, i primi segnali negativi potrebbero palesarsi anche dopo molti mesi. Il vero problema dello stress è che il bilancio va fatto dopo, anche molto dopo la fine dell'evento scatenante. In tante storie umane un accadimento ha lo stesso effetto di un terremoto profondo; lì per lì in superficie sembra che i danni siano limitati ma poi ci si accorge che nulla può essere più come prima. Il disturbo dell'adattamento si manifesta frequentemente con l'umore depresso e con l'ansia accentuata. Ma si possono verificare alterazioni della condotta, che a loro volta costituiscono l'imbocco per nuovi percorsi sconnessi. E' il caso delle fughe dalla famiglia tipiche degli adolescenti. L'abuso di sostanze costituisce un altro enorme, orribile capitolo che tritura una moltitudine di esistenze. La guida pericolosa con i conseguenti disastrosi incidenti stradali sono una voce cospicua da ascrivere ai suicidi camuffati. La devianza di qualunque tipo che abitua l'ìindividuo a "scaricare" in comportamenti violenti, vandalici, insidiosi per la serena convivenza sociale. Prendiamo per esempio il fenomeno degli "ultras" che hanno poca parentela con l'interesse sportivo e con il tifo calcistico. Si tratta di soggetti disadattati che rivestono reale pericolosità sociale per le loro ideologie basate sull'odio e per i loro comportamenti violenti. Sono situazioni che andrebbero represse senza alcuna esitazione da parte dello Stato, eppure assistiamo a un incredibile atteggiamento di tolleranza. E' uno dei tanti disturbi dissociativi della società che consiste nel non dare il giusto valore o nel dimenticare addirittura dei segnali inquietanti.

Domenico Iannetti

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