QUANDO SI HANNO PROBLEMI DI ANSIA, DI DEPRESSIONE, DIFFICOLTA' SESSUALI E' INDISPENSABILE PRENDERE I FARMACI?

Tutti noi, direttamente o indirettamente, abbiamo avuto l'esperienza di un disagio mentale e psicologico. Un giorno, più o meno improvvisamente, abbiamo avuto il terrore di attraversare una piazza, di passare sotto una galleria, di essere chiusi tra la folla. Oppure siamo stati assaliti dall'angoscia di avere una grave malattia pur in assenza di qualunque prova diagnostica. Oppure improvvisamente un pensiero martellante e ineliminabile ci configura il disastro totale perché i nostri capelli sono in procinto di cadere, il naso o il viso sono inguardabili, il pene è piccolo, il seno è cascante. O un giono il mondo ci crolla addosso e non siamo più noi: la voglia di vivere è sparita, tutto ci pesa, non c'è più alcuna via di scampo e forse si affaccia il desiderio di cancellare la realtà e di morire.
Di fronte a un qualcosa che palesemente non va dentro di noi ci viene il pensiero che forse abbiamo bisogno di aiuto. Ne parliamo con il nostro medico che indubbiamente adotta provvedimenti saggi. Ma se si ravvisa l'opportunità di consultare uno specialista è meglio rivolgersi a chi ci darà solo dei farmaci o a chi fa solo la psicoterapia? Credo che la cosa migliore sia rivolgersi allo specialista in grado di valutare se e in che misura prescrivere farmaci unitamente a una appropriata psicoterapia.
In tutti i distrurbi derivati o riconducibili all'ansia è bene valutare attentamente se è proprio necessario ricorrere ai farmaci. Molte volte se ne può fare benissimo a meno tenuto conto che gli ansiolitici o gli antidepressivi non tolgono mai l'ansia, l'emotività, le insicurezze che stanno alla base del problema contrariamente a un corretto e specifico intervento psicoterapeutico.
Quando ci troviamo ad affrontare una depressione è ugualmente indispensabile avere una percezione esatta del problema. Se si tratta di una depressione che chiamiamo endogena, che è abbastanza grave e derivata da una caratteristica ereditaria, i farmaci, in particolare gli antidepressivi, ci vogliono assolutamente. Ugualmente l'approccio farmacologico è indispensabile nelle forme gravi del disturbo bipolare, in cui si ha l'alternanza di stati depressivi e stati maniacali. Quando invece la depressione è reattiva, ossia derivata da fatti e da difficoltà esistenziali, da lutti o da stress ambientali a lungo protratti, l'indicazione è per la psicoterapia. Starà allo specialista valutare l'opportunità di associare piccole dosi farmacologiche.
Stiamo parlando di disturbi di natura mentale e psicologica. Va precisato che le malattie mentali propriamente dette, ossia le psicosi, in tutte le sue forme, vanno trattate con i farmaci anche se spesso l'associazione della psicoterapia può essere più che opportuna.
Affrontiamo ora il ruolo dei farmaci nelle difficoltà sessuali. Diciamo subito che non è opportuno contrastare con gli ansiolitici l'ansia, che è alla base di tanti problemi sessuali sia nel maschio che nella femmina. Infatti le benzodiazepine anche se danno la sensazione di attenuare alcuni sintomi dell'ansia, hanno spiacevoli effetti collaterali alcuni dei quali concorrono a determinare un peggior afflusso di sangue a livello genitale con conseguenti difficoltà a mantenere la congestione. Quindi il sessuologo adotterà altre terapie non farmacologiche per ridurre e superare definitivamente l'ansia.
Nelle difficoltà dell'erezione si eviteranno in linea di massima gli psicofarmaci. Di eventuali eccezioni è inutile parlare in questa sede. I problemi relativi all'erezione vanno affrontati rendendosi conto in modo puntuale delle cause e adottando gli specifici adatti provvedimenti. Tra questi indubbiamente hanno un ruolo importante la classe di farmaci vasoattivi di recente introduzione. Sono farmaci benemeriti che hanno ridato una vita sessuale a chi l'aveva perduta per sempre. Però essi vanno usati bene: quando il problema non ha una causa organica inguaribile si ha il dovere di risolverlo con i mezzi opportuni evitando un'assurda dipendenza farmacologica che tra l'altro è assai costosa. Quindi questi farmaci vanno usati con molta saggezza per i periodi di tempo strettamente necessari.
Il discorso dell'impiego dei farmaci nella eiaculazione precoce potrebbe apparire con una implicazione polemica verso quegli specialisti che hanno l'unico strumento farmacologico per affrontare questo disagio. C'è da ricordare che l'eiaculazione precoce è una condizione essenzialmente psicosomatica e che sarebbe da pignoli richiamare la rarissima possibilità di una causa organica. Sono convinto che l'impostazione terapeutica richieda molte frecce nella faretra. Lo specialista deve fare un quadro psicologico preciso di chi soffre di eiaculazione precoce e adattare i procedimenti giusti al singolo caso. In questo senso è ingiustificabile la procedura standardizzata di prescrivere farmaci, anche a chi potrebbe avere una difficoltà dell'erezione. Infatti i farmaci potrebbero sì allungare i tempi prima dell'eiaculazione, ma tante volte a discapito della libido e dell'intensità dell'erezione.

Domenico Iannetti

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