IL PIU’ IMPORTANTE DEI MESTIERI: QUELLO DI GENITORE.

Il mondo degli animali ci fa capire l’importanza cruciale dell’attaccamento genitori figli. Gli animali subito dopo il parto leccano il neonato e da questo comportamento di appropriazione dipende la sopravvivenza del piccolo e la sua futura capacità di essere a sua volta genitore competente. La relazione tra bambino e genitori deve iniziare subito dopo la nascita e non si deve interrompere mai per tutta l’infanzia e l’adolescenza. Ogni separazione prolungata ha effetti negativi sul successivo rapporto d’attaccamento. E’ indispensabile l’amore dei genitori verso il bambino, ma non basta. L’amore va saputo dimostrare con gli atteggiamenti e le scelte strategiche giuste. Non è solo questione se prenderlo in braccio tutte le volte che piange, ma anche migliorare il rapporto di coppia in modo da prevenire ogni possibile difficoltà futura. Quel che voglio dire è che si dimostra amore verso il figlio accarezzandolo e tenendolo in braccio ma anche risolvendo l’eiaculazione precoce, la frigidità, l’anorgasmia e qualunque altro problema che in futuro potrebbero minare l’unità della famiglia. Vivere bene noi e i nostri figli è una questione di intelligenza e di sensibilità. Il primo segno di intelligenza è saper riconoscere in tempo i problemi e chiedere lumi a chi ne sa più di noi. Tante famiglie vivono con la testa tra le nuvole, con scale di valori discutibili, salvo poi precipitare drammaticamente a terra quando scoprono che il figlio adolescente vuole lasciare la scuola, si droga, è depresso e pensa al suicidio.
Molti genitori sanno che devono dimostrare tolleranza e comprensione nelle varie fasi della crescita del figlio evitando che la famiglia sia una fonte di litigi, punizioni e disapprovazione. Ma c’è il pericolo di viziarlo. Diciamo subito che con l’amore non si vizia mai un bambino. Una madre non sollecita al pianto del figlio che madre è? Se un genitore è equilibrato e sensibile non può che far crescere figli equilibrati e sensibili. La disciplina applicata rigidamente produce solo squilibri. La disciplina deve contenere libertà e autentico amore. Il vero rischio di viziare il figlio è l’iperprotezione. Qui è la madre che ha problemi per cui sta continuamente addosso al figlio e non lo perde un attimo di vista. Non è che lo protegga dai pericoli, gli impedisce di sviluppare e acquisire una propria individualità. Queste madri davvero bisognose dello psicoterapeuta, continuano a imboccare, vestire e accudire intimamente il bambino che ha già un’età per cui dovrebbe farlo da solo. C’è il terrore che si raffreddi per cui gli si impedisce di uscire a giocare con i coetanei. Quest’amore soffocante è un vero veleno per le sicurezze e per l’autonomia del figlio. L’iperprotezione riguarda entrambi i genitori, soprattutto quando si è atteso a lungo la venuta di un figlio. Ma più spesso è la madre a essere in causa. Essa può aver avuto un’infanzia infelice e essere inappagata nella vita matrimoniale, allora può concentrare sul rapporto con il figlio tutte le proprie carenze affettive. Spesso siamo in presenza di un eccesso di ansia che si manifesta fin dalla gravidanza e si moltiplica allorché la madre confronta le proprie insicurezze con le necessità del bambino. E’ nervosa quando l’allatta al seno; lo pesa continuamente; va a controllare se respira col rischio di interrompergli il sonno; gli dà l’abitudine di dormire nel letto matrimoniale da cui sloggia ben presto il marito; sta continuamente addosso al bambino e non gli permette di godersi un po’ di solitudine; interferisce e sconvolge tutti i ritmi del piccolo dal sonno all’alimentazione, dal gioco all’evacuazione; lo copre troppo; gli impedisce di uscire e di giocare con i coetanei; Perseguita con le telefonate il pediatra ma si guarda bene dal consultare lo psicologo ( lo farà più tardi quando il figlio è in balia dei problemi). In effetti le conseguenze dell’iperprotezione sono spesso pesanti perché il bambino cresce dipendente dalla madre ed è in ritardo rispetto alla tappe dello sviluppo normale. Egli è insicuro, incapace di gestire il rapporto con i coetanei e una volta preso di mira dagli stessi si rifugia piangente dalla madre. Fisicamente è soggetto a tutte le malattie e l’eccessiva attenzione per la salute ne faranno un ipocondriaco per tutta la vita.
Di tutti gli errori che i genitori possono commettere, il favoritismo e il rifiuto sono molto importanti sia per frequenza che per peso delle conseguenze. I genitori che privilegiano un figlio rispetto all’altro non ammettono mai il loro comportamento discriminatorio ma i fratelli che lo subiscono come uno schiaffo ingiustificato, ne vengono segnati profondamente. I risentimenti verso i genitori, l’avversione tra fratelli hanno spesso come causa atteggiamenti sistematici come rimproverare sempre e comunque il fratello maggiore o portare i regali più belli al piccolo. Quando uno dei figli viene favorito si fa un doppio danno: il favorito viene viziato, e lo sfavorito cresce insicuro e pieno di risentimento. Il rifiuto dei genitori nei confronti di un figlio è spesso motivato dalla gravidanza indesiderata o dalla delusione rispetto al sesso atteso. Il figlio è oggetto sistematico di atteggiamenti ostili, critiche malevole e disconferme continue. Le conseguenze per il bambino possono variare da timidezza, aggressività, disobbedienza, terrore notturno, enuresi, incontinenza fecale, tic, crudeltà verso gli animali, balbuzie, tiranneggiare, mentire, rubare. Non occorre intenzionalità malevola da parte dei genitori perché il bambino si senta rifiutato. Anche il bambino trascurato perché il papà e la mamma sono troppo impegnati col lavoro o peggio con il circolo del bridge, viene gravato da angosce che possono dare ugualmente pesanti manifestazioni.
Quello che saranno i nostri figli dipende in gran parte da quello che siamo noi genitori. Se un genitore è ansioso trasmetterà l’ansia anche al figlio. Ugualmente una depressione di un adulto, oltre a creare dinamiche familiari difficili, si tradurrà in sintomi per i componenti della famiglia. L’amore, la tolleranza, l’affetto, la pacatezza, il parlare con tono moderato, la comprensione fanno crescere i figli equilibrati. L’ira, l’insofferenza, l’irritabilità, il cattivo umore, la litigiosità, la gelosia, la drammatizzazione dei problemi, la vociosità, il turpiloquio non possono non procurare effetti negativi al bambino.
L’atteggiamento dei genitori è molto importante per lo sviluppo sessuale del figlio. La manipolazione dei genitali nel bambino è sempre normale e non va mai repressa. Le osservazioni del bambino circa le differenze anatomiche tra i due sessi non vanno mai mutate in barzelletta da raccontare. Se il bambino chiede bisogna rispondere semplicemente senza reticenze ma anche senza dilungarsi troppo. Nei giochi sessuali tra i bambini piccoli non bisogna interferire. Il naturismo adottato dalla famiglia, ossia stare nudi in casa, non deve mai ovviamente significare la possibilità dei bambini di assistere al rapporto sessuale dei genitori. La privacy va estesa anche all’uso del bagno che non deve mai essere collettivo. La naturalezza dei rapporti familiari non deve mai significare invasione degli spazi individuali. Il bambino e più tardi l’adolescente devono poter manipolare liberamente il proprio corpo, senza interferenza alcuna da parte dell’adulto, e per questo nella casa bisogna adottare il principio di territorialità. La separazione degli spazi di espressione sessuale degli adulti e di quelli dei bambini deve essere ferrea e rigorosa. Vanno abolite nei limiti del possibile situazioni di promiscuità nella famiglia. Il rischio teorico dell’incesto non va mai sottovalutato. E’ opportuno ugualmente guardare con un occhio di sana vigilanza ai parenti assidui della famiglia. Chi l’avrebbe mai detto che proprio lo zio così per bene, il nonno così tanto affettuoso avrebbero fatto quelle cose per cui la nipote ne porta un segno profondo per tutta la vita?
I bambini imparano il 99 per cento da quello che i genitori fanno, e l’uno per cento da quello che i genitori raccomandano. Un padre irascibile, volgare, violento perde ogni credibilità educativa agli occhi dei figli. Un figlio non può non essere disadattato se lo sono i suoi genitori. Gli attriti coniugali producono guasti enormi. La separazione e il divorzio oltre che essere una sciagura per gli innocenti suggeriscono una grande sfiducia sulla possibilità di costruire a loro volta una famiglia stabile. Un padre o una madre spesso ubriachi sconvolgono la vita del figlio, al pari di un genitore cocainomane o schiavo del gioco. Un padre che sistematicamente a sera rientrando a casa scarica sulla famiglia attonita le proprie ansie di fallimento distillando angoscia nella mente di un figlio che divenuto adolescente potrebbe nella sua ansia di evadere trovare l’eroina, si sentirà mai una sorta di spacciatore? Sicuramente no. Eppure anche quel padre ha contribuito a spacciare la droga al figlio. Se i figli stanno male psicologicamente e se si comportano male vuol dire che anche i genitori hanno avuto problemi. Quindi nessuno è colpevole e c’è una sorta di catena deterministica che lega varie generazioni di genitori e di figli. Ma non è così. Il genitore che sbaglia potrà avere tutte le attenuanti del mondo, ma è sempre colpevole.

Domenico Iannetti

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