CHE COSA POSSIAMO REGALARE DI BELLO AI NOSTRI FIGLI?

A questa domanda quasi tutti i genitori hanno la risposta esatta: un clima familiare davvero sereno! Ho detto quasi tutti i genitori... A beneficio di quelli che rischiano di non rientrare in quel "quasi" possiamo riassumere gli elementi principali che costituiscono un clima familiare sereno. Quando l'aria è inquinata i nostri bronchi ne risentono immediatamente, poiché ci viene la tosse che è il tentativo di espellere quello che nuoce ai nostri polmoni. Quando l'aria è pura il respiro è fluido, profondo e armonioso. Se il nostro bambino dà dei segnali di nervosismo, di irritabilità, di ansia faremmo bene a farci delle domande sul clima che respira in famiglia. Forse papà ha un'altra. Forse la mamma si risente con quel suo vecchio fidanzato. Anche quando gli adulti giurano che i figli sono ignari di tutto, la verità è che i piccoli stanno respirando aria inquinata già da un pezzo.
Per essere buoni genitori non è sufficiente evitare di fare cose sbagliate; oltre al fare occorre anche essere. Un genitore ansioso o depresso non può non inquinare il clima della famiglia. Dunque dai genitori si richiede saggezza e l'umiltà di andare a impararla quando ne sono sprovvisti. Mettere le gonadi al posto del cervello è sempre una pessima scelta. Come è una pessima cosa seguire ciecamente la propria feroce propensione a ritenersi sempre nel giusto e a scaricare quindi sistematicamente la colpa sugli altri. Per essere buoni genitori occorre l'umiltà per imparare ad esserlo.
Lo psicologo tedesco Kurt Lewin si è applicato a sottolineare gli elementi costitutivi di un buon clima educativo. In primo luogo bisogna fare di tutto per dare al bambino un senso di sicurezza: una stabilità economica e sociale hanno in tal senso la loro importanza purché si capisca la differenza che passa tra l'essenziale e il superfluo. I figli non hanno bisogno di tutto quello che il mercato del consumismo offre, ma hanno bisogno di autostima.
I genitori devono in ogni momento far passare il messaggio che il loro bambino è amato e desiderato. Non c'è nulla di più sciagurato del riferirsi al concepimento di un figlio come a un "incidente". Salvo poi aggiungere che quel figlio fortuito è amato al pari degli altri. Sarebbe orribile evitare tale aggiunta.
I figli non devono mai avere paura dei genitori. Rispetto non vuol dire mai paura. Le punizioni, quando occorrono, devono essere ragionate e in qualche modo "condivise". La minaccia non è mai una buona strategia, sia se è seguita dai fatti sia se rimane lettera morta. La convinzione è una buona strategia.
Il compito più importante dei genitori è far crescere dei figli indipendenti, in grado di assumersi le proprie responsabilità.
Il messaggio peggiore che possiamo dare ai figli è l'ira e la perdita del controllo emotivo. Conquistare l'atteggiamento della calma ritengo che sia un imperativo di civiltà per qualunque essere umano. Una persona che perde facilmente le staffe vale poco quale che sia il suo spessore intellettivo.
Bisogna fare di tutto per ridurre al minimo le occasioni di conflitto. Esistono dei genitori che hanno pessimi rapporti con i figli poiché hanno la sciagurata propensione ad aprire conflitti per ogni sciocchezza. La tolleranza è tra le virtù civiche certamente la più importante.
Non bisogna mai pensare che lo stato infantile rappresenti una sorta di inferiorità. Non bisogna mai dire ai piccoli: zitti, fate parlare i grandi. Al contrario, bisogna dire ai grandi: zitti, fate parlare i piccoli.
Non bisogna mai mettere il bambino in condizione di difficoltà rispetto alla sua età e al suo stato mentale. Una delle cose più stupide che un genitore possa fare è cercare l'alleanza con il figlio contro l'altro genitore. Certe situazioni che vengo a conoscere nell'esercizio della mia professione mi scuotono un' intima indignazione: il genitore interamente responsabile della crisi famigliare che approfitta delle circostanze a suo vantaggio per screditare il coniuge agli occhi dei figli.
Bisogna sapersi calare nei naturali sentimenti del bambino, anche se ci dobbiamo discostare dal nostro modo di vedere. La pretesa che il bambino debba imparare a comportarsi da "uomo" è tale da vincere tutti i tornei di imbecillità.
Quando il bambino ha una curiosità da soddisfare e chiede bisogna rispondere con semplicità evitando sia gli atteggiamenti evasivi sia lo sciorinare tutto lo scibile umano.
Il genitore deve imparare a seguire quello che il bambino fa evitando la pretesa che il bambino debba seguirlo in tutte le iniziative che l'ottica adulta ritiene di proporre.
Bisogna rispettare le difficoltà del bambino senza fare paragoni con altri coetanei e su questa base pensare che nostro figlio sia un ritardato.
Rispettare i ritmi individuali della crescita di ogni bambino vuole dire anche guardare avanti senza pretendere la perfezione. Non c'è nulla di più patetico di quei genitori che riversano sul figlio le proprie ambizioni fallite per cui lo vorrebbero vedere come idolo negli stadi del calcio o come stella della danza nei grandi teatri del mondo.
Una buona educazione si basa dunque sul rispetto della personalità del figlio, che per il fatto di essere in formazione non è meno investita di grande dignità. Un buon genitore non deve mai avere riluttanza a chiedere la consulenza di un esperto alla minima difficoltà. Un esperto è uno psicologo che davvero è addentro a tale professione, e non un laureato che tutt'al più ha orecchiato quattro cose.

Domenico Iannetti

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