GELOSIA: NON SENTITEVI MAI LUSINGATI SE NE SIETE L’OGGETTO.

Otello non è solo il tragico emblema della gelosia che il genio shakespeariano ci ha reso in tutto il suo irrefrenabile impatto; è anche uno specchio in cui chiunque può ravvisare la propria fisionomia interiore. Per il solo fatto che qualcuno ci ha amato la nostra mente è stata toccata dalla paura di poter perdere quell’amore. Siamo fortunati se nostra madre ci ha dato pochi motivi per alimentare l’inquietudine della possibilità della perdita e ci ha rinforzato sempre più la sicurezza del possesso. Ma onestamente nessuno può dire di essere esente da quel fremito più o meno coinvolgente che ti porta a temere il furto della sostanza vitale da parte di concorrenti a loro volta affamati.
Il discorso sulla gelosia è perfettamente assimilabile a un discorso sulla fame. Se c’è fame vuol dire che c’è scarsità, e se c’è scarsità non puoi concedere nulla agli altri e sei condannato ad essere guardingo tutto il tempo e a non poterti rilassare mai.
Quando parliamo di gelosia non ci riferiamo alla normale accortezza di proteggere quello che è nostro. Non marcare il proprio potrebbe essere un segno preoccupante di disorganizzazione mentale. Ma marcare troppo è palesemente indice di qualcosa che non va. Temere che l’altro possa mangiare nel tuo piatto potrebbe essere un timore immotivato in un’ epoca di diffuso benessere in cui ognuno ha di che sfamarsi in proprio. Allora chiediamoci: chi è geloso, per quale motivo lo si è, fino a che punto bisogna tollerarne i comportamenti?
La psicologia sa da tempo immemorabile che essere gelosi vuol dire avere forti sentimenti di insicurezza e una scarsa stima di sé. Non c’è dubbio che il comportamento del partner è decisivo per individuare una gelosia davvero patologica. Nessuno può accusare di gelosia il coniuge che è vigile e pensante di fronte a piccole variazioni del comportamento abituale del sodale. Bisogna avere il massimo di fiducia nei confronti di tutti ma bisogna sapere anche che, come ci insegnano i romanzi gialli, l’assassino può essere il più insospettabile dei personaggi. Dunque se ci sono motivi si deve andare a fondo e verificare davvero le situazioni. Ma se non ci sono motivi reali va bandito ogni andirivieni mentale che tende a dare pastura ai sospetti.
Nella coppia in cui la gelosia la fa da padrone, l’infedeltà finisce per essere l’esito più probabile. Spesso è lo stesso geloso che nel timore che il partner possa tradirlo, lo tradisce per primo.
Ci sono casi non rari in cui la gelosia è una sorta di alibi per la propria infedeltà, nel senso che diviene tanto più forte quanto più è acuta la necessità di mettere a tacere i sentimenti di colpa. E poi ovviamente in una sostanziale insicurezza del rapporto affettivo anche il partner “tartassato” non rinuncia a sfruttare l’occasione per dare effettiva realizzazione ai sospetti deliranti.
Il segno caratteristico di una gelosia patologica è l’infelicità della persona gelosa. Intanto è inutile che il partner cerchi di rassicurarla in qualsiasi maniera.
La gelosia non è estinta né dalle parole, né dalla clausura, né dalla cintura di castità con l’aggiunta di museruola.
Il geloso è incapace di trarre gioia dal rapporto, anche perché il rapporto non può essere sano in presenza della gelosia. Il forte legame che il geloso avverte nei confronti del proprio compagno è sostanzialmente una folle paura di essere abbandonato che rimane anche quando si è percorso insieme tutta l’esistenza. Certamente i più giovani avvertono questo sentimento in maniera più dirompente essendoci la consapevolezza della carica ormonale in rapporto all’attrattiva dei corpi.
Nel meccanismo che dà esito alla gelosia l’elemento della dipendenza affettiva è spesso presente poiché non ci si attribuisce alcuna capacità di favorire un nuovo legame.
Così il timore che l’altro voglia porre fine al rapporto convoglia alti livelli di angoscia di abbandono. Naturalmente l’enorme vuoto interiore non può non tradursi nella spiacevole consapevolezza di non essere all’altezza della persona amata, ed allora qualunque altro soggetto “idoneo” si profili all’orizzonte diviene un temibile rivale. Il timore della fragilità del legame diviene così fragilità effettiva, difficilmente sanabile in presenza della sospettosità mal celata.
La gelosia può attanagliare in ugual misura entrambi i sessi anche se ho l’impressione di qualche differenza tra l’uomo e la donna. La donna potrebbe essere più frequentemente vittima della gelosia del partner che tende a concedere a se stesso quel che nega alla compagna. Per il fatto che il maschio, fin dai primordi, è stato più a contatto con le “occasioni” esterne di quanto lo sia stato la femmina, il tradimento ha una diversa valenza. Forse la donna interrompe più difficilmente un rapporto sentimentale a seguito di un tradimento (reale o presunto), in quanto è più portata ad anteporre la conservazione dell’habitat affettivo per l’eventuale prole che a lenire la ferita narcisistica.
L’uomo di fronte al tradimento della compagna potrebbe sentire maggiormente il peso dell’attentato alla propria autostima, che cerca di ricostituire ottenendo consenso da una nuova partner. In un certo qual modo l’uomo tende a conservare il suo prestigio, anche in vista della concorrenzialità di un rivale, cercando il successo in altre relazioni.
La donna sa che il suo forte non può essere assolutamente la pluralità delle relazioni ed è dunque più portata a cercare di ripristinare l’amore entrato in un travaglio forse terminale.
Anche la scarsa autostima che invariabilmente è alla base della gelosia ha una diversa espressione nei due sessi. Le donne avvertono prima il sentimento di inadeguatezza e poi la reazione di gelosia. L’uomo più facilmente avverte per prima la gelosia e solo successivamente può essere roso dal dubbio di non essere in grado di rendere felice la compagna.
Tutto il meccanismo della gelosia ruota intorno al meccanismo del possesso. Il possesso implica la realtà oggettuale. L’orologio è un oggetto e quando dico: il mio orologio, esprimo compiutamente la realtà del possesso.
Cosa diversa è quando dico: la mia ragazza. E’ tutt’altro che assodata la realtà del possesso di un’altra persona. L’orologio è mio perché l’ho comprato nel mese di agosto in una gioielleria del centro. La ragazza è mia perché nello stesso mese di agosto l’ho conosciuta al mare e dopo un breve corteggiamento abbiamo fatto l’amore in spiaggia di notte. Ma il tempo passa. Il possesso dell’orologio, dopo averlo pagato all’inizio, non te lo contesta più nessuno. Il possesso della ragazza dopo quella notte in spiaggia è ben lungi dall’essere acquisito; devi continuare a pagare (è come un mutuo interminabile) e può darsi che un bel giorno scopri che la ragazza non è più tua.
E’ qui che la gelosia comincia a battagliare con i suoi propri fantasmi. Compri un catenaccio più grosso e attenui la paura che i ladri ti sottraggano il gruzzolo. Ma se hai paura che il sorriso dell’amato si spenga per te per riaccendersi per un essere più guarnito di te, e non puoi fare appello a risorse che non riesci a scorgere in te, cosa fai? Compri un catenaccio più grosso, ma dopo aver blindato la gabbia ti accorgi che l’amato non è più lì ed ha guadagnato lidi più respirabili.
Chi è geloso eccessivamente potrebbe non capire mai che la tessitura del gioco si svolge in punta di fioretto. La donna potrebbe cercare la rassicurazione circa l’amore dell’amato facendolo ingelosire con delle accorte messinscene poiché guai se lui si accorge che la domanda di mercato volge allo zero. Nessuno investirebbe nella custodia di una cosa completamente insignificante per l’altrui bramosia.
E’ questa diffusa consapevolezza che fa la crescente fortuna dei chirurghi estetici.
Il corpo effettivamente può avvicinarsi alle caratteristiche di un oggetto semplice da possedere. La mente no.
La mente difficilmente può essere totalmente posseduta da un’altra persona. E’ questo che fa paura. E’ qui che il geloso dà di matto di brutto.
E se il geloso entra nella cronaca nera dei giornali è perché non ha accettato il fatto che dopo essersi dannato la vita ad agguantare il corpo, la mente dell’essere amato abbia preso beffarda altre direzioni.
Il geloso patologico è un pigmeo come persona. Il giorno che l’altro, inizialmente lusingato di essere al centro della mente di questa persona adorante, intuisce l’inghippo, può esserci pericolo.
Poichè smantellare la facciata può essere terribilmente sconvolgente quando dietro la facciata non c’è nulla.

Domenico Iannetti

SONO POSSIBILI CONSULENZE TELEFONICHE CON IL DOTT. IANNETTI PER I PROBLEMI DI COPPIA. PER INFORMAZIONI: info@studioiannetti.it

Per informazioni sui week-end terapeutici presso il B&B "Villa Oasi" di Perugia, visitare il sito: www.villaoasiperugia.it

 

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