ANCHE IN TRE SI DEVE ESSERE IN DUE

Di fronte alla prospettiva della maternità o della paternità gli interrogativi e le paure si affollano nella mente del futuro genitore. Mettere al mondo un figlio oggi muove riflessioni molto più profonde che in altre epoche, e spesso prevale il pessimismo in relazione a fattori economici e sociali. Diciamo la verità: sotto tanti aspetti il mondo è brutto a causa degli egoismi, dei fanatismi, della ferocia aggressiva dell'uomo. Ciò spiega perché nel mondo occidentale i tassi di natalità sono crollati ed oggi una coppia ha in media un solo figlio. Ma tante paure riguardano la persistenza del sentimento d'amore che ha cementato la coppia. "Quando nascerà il figlio ci vorremo bene allo stesso modo di prima?"
Diciamo subito che la nascita di un figlio cambia molte cose ed è probabile che muterà anche il modo di amarsi dei due coniugi. In particolare la vita sessuale. Molto facilmente non sarà più la stessa di prima. Spesso capita che il bambino non vuole dormire da solo e si rifugia nel letto matrimoniale tra papà e mamma. Tale abitudine può diventare molto radicata e difficile da estirpare anche quando il figlio si avvia ad essere un adolescente. Spesso lo psicologo viene investito di problemi del genere e a volte c'è da chiedersi se nel figlio non ci sia il disegno determinato di impedire il rapporto sessuale tra i genitori. Qualche volta sono i genitori stessi che sabotano gli incontri intimi proprio perché precedentemente alla nascita della prole non hanno mai sperimentato rapporti coinvolgenti e pieni di passione.
Le conseguenze della disaffezione al sesso dopo la nascita di un figlio non sono di poco conto. Molte donne non affinano un'identità femminile capace di far convivere seduttività ed erotismo con la maternità. Spessissimo gli uomini perdono attrazione verso la partner già dall'inizio della gravidanza. Si tratta di soggetti in cui è forte l'opposizione tra donna-madre e donna-amante. Del resto in molte donne scatta dopo il parto l'esclusione dei rapporti con il maschio finché il figlio non superi la dipendenza. Spesso la dipendenza dura molto, molto a lungo e cosi il figlio diviene il pretesto per rinunciare a una sessualità mal vissuta e tutto sommato sgradita.
Intendiamoci, un figlio venendo al mondo non può non essere primario per i genitori. La preoccupazione del benessere e della felicità di quella nostra emanazione è all'origine del perpetuarsi della specie. L'atteggiamento di dedizione viscerale della madre è stato imitato (fortunatamente!) dai padri che nelle ultime generazioni divengono sempre più teneri, emotivi, casalinghi e puericoltori. E' certamente un bene che al pari delle madri, i padri siano estasiati dalla paternità. Ma in tutto questo c'è il pericolo che l'essere maschi e femmine si stemperi troppo nell'essere genitori.
A ciascuno il suo. E non dobbiamo mai dare a uno togliendo all'altro. Il ruolo di genitore non deve essere vissuto a discapito del ruolo di marito o di moglie. Uscire dall'egocentrismo e favorire l'unione profonda con il figlio non deve mai voler dire negazione di se stessi e del proprio piacere. Quei genitori che sanno continuare ad essere amanti risultano migliori genitori di quelli che si votano all'astinenza. Se non si è pienamente felici non si può dare felicità ad alcuno. Quando una donna paventa nella gravidanza il rischio della malattia, della fine della bellezza, della seduzione e del fascino, sicuramente c'è qualcosa che non va in lei e nel suo rapporto di coppia. La donna deve vedere nella futura maternità una grande opportunità di realizzazione anche per il pieno appagamento sessuale. Ugualmente i maschi non devono accettare di barattare una quota di libido con il ruolo di tranquillo capofamiglia. Peggio ancora se favoriscono il progressivo spostamento dell'oggetto del desiderio dalla moglie, vista come manipolatrice di biberon e di pannolini, a un'altra donna vista come manipolatrice di cose sessuali.
Come si vede, i genitori davvero forti sono quelli che riescono a restare buoni amanti, poiché risultano previdenti e scongiurano la probabilità di future crisi della coppia. Due genitori che restano amanti si assicurano contro il logoramento dell'attrazione e del desiderio e scongiurano così crisi e dissapori altrimenti inevitabili. La serenità del clima familiare per il bambino, ha bisogno della precondizione che i genitori facciano l'amore spesso e con soddisfazione. Certo, si potrebbe osservare che il bambino che non ne vuol sapere di dormire nel suo lettino si dia la zappa sui piedi, ma il vero colpo autolesionistico se lo danno i genitori quando non si pongono serie domande sullo stato dell'equilibrio di coppia.
La gravidanza è spesso il punto di partenza di situazioni problematiche striscianti che poi si paleseranno in seguito. In nessun caso bisogna aprire una pausa e una stasi nell'intimità della coppia. L'attività sessuale in genere non deve essere diminuità, comunque in nessun caso devono attenuarsi la tenerezza e i contatti. In presenza di un decorso normale della gravidanza non c'è alcuna ragione di limitare i rapporti sessuali. Certo, il nuovo assetto ormonale può modificare nella donna il desiderio e la soddisfazione erotica. Ciò tante volte si traduce in un vantaggio per esempio circa la facilità con cui la donna raggiunge l'orgasmo. Alcune volte il desiderio nella donna può diminuire, soprattutto nel primo trimestre, in relazione alla nausea, alla fatica, ai disturbi del sonno. Ciò richiama ancor più la necessità della tenerezza e della collaborazione da parte del partner.
Circa le modalità del rapporto sessuale non c'è motivo di cambiare le pratiche abitualmente adottate in precedenza. A mano a mano che l'addome della donna cresce di volume si adegueranno ovviamente le posizioni. La posizione dell'uomo sopra faccia a faccia dopo il quarto mese va evitata a favore di quella della donna sopra seduta. Nell'ultimo trimestre le posizioni fianco a fianco con l'uomo a tergo sono da preferire.
Dopo il parto bisogna ovviamente smaltire la gioia per il nuovo venuto. Per alcune settimane l'uomo ha timore di avvicinarsi, e la donna per motivi ormonali è presa quasi completamente dall'allattamento e non pensa al sesso. Dopo tre mesi dal parto il 50 per cento delle donne non ha ancora ripreso una regolare attività sessuale. Questa lunga pausa determinata da motivi fisiologici e anche psicologici, non deve esimere dall'impegno di una ripresa graduale. Infatti il rischio di una disaffezione protratta al rapporto sessuale è tuttaltro che rara, con conseguenze preoccupanti per la serenità della coppia.
Il parto dà inizio a importanti modificazioni della vita dei due partner, e non infrequentemente si possono palesare crisi non agevoli da affrontare. Lo scombussolamento ormonale può favorire malessere e malumore nella donna, che si possono manifestare fin dalla gravidanza. La neomamma più facilmente può essere soggetta all'ansia; la condizione insolita, soprattutto per la primipara, alimenta a sua volta dubbi e instabilità. In questo periodo una conflittualità di coppia è vissuta dalla donna con molta difficoltà essendo essa proiettata più dentro se stessa che nelle dinamiche della polemica. Per le interferenze ormonali si ha una riduzione della serotonina e ciò fa capire il motivo della facilità alla depressione. Ovviamente tutte le condizioni disturbanti unitamente con l'ansia pregressa e col senso di inadeguatezza di fronte al cambiamento di ruolo, costituiscono elementi favorenti. E' questo il motivo per cui si richiama cautela, in tale importante passaggio esistanziale; bisogna far di tutto per prevenire ciò che poi potrebbe risultare pesante e drammatico per tutti i componenti della famiglia.

Domenico Iannetti

SONO POSSIBILI CONSULENZE TELEFONICHE CON IL DOTT. IANNETTI PER I PROBLEMI DI COPPIA. PER INFORMAZIONI: info@studioiannetti.it

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