EIACULAZIONE PRECOCE: NON PUOI IMPARARE ALCUNA TECNICA SE PRIMA NON IMPARI LA CALMA.

Di tutte le idee sbagliate correnti quella delle soluzioni preconfezionate è di certo la più diffusa. Anche in medicina quando non si hanno le idee chiare, o la capacità di approfondire il singolo caso in quella data situazione, si ricorre ai cliché, si vendono (anche a caro prezzo) banalità sicuri del fatto che se non rischia la vita il paziente stesso è quasi predisposto ad accettare di essere preso per il naso. Ora, per tutte le difficoltà sessuali più diffuse normalmente non si rischia la vita. D'altra parte la medicina è nata per ridurre il dolore non per aumentare il godimento. Chi è preoccupato per l'intensità e la tempistica degli orgasmi è fortunato, nel senso che non ha nulla di più grave a cui pensare. Tutto ciò potrebbe favorire nel medico che decide di occuparsi del disagio sessuale, una sorta di levità e spensieratezza, come a dire: non si rischia mai tanto. Infatti che rischio è se l'eiaculatore precoce rimane tale nonostante le abbia provate proprio tutte? I medici che si autoproclamano risolutori delle impotenze sessuali maschili e delle eiaculazioni precoci sono della più varia provenienza: chirurghi generali, urologi, endocrinologi, gastroenterologi e via elencando. Tanto non c'è da scervellarsi sulla diagnosi, si passa immediatamente al cliché della terapia: farmaci (già noti al pubblico) e "focalizzazione sensoriale" che è come dire prendi la camomilla che ti cura tutto, dall'unghia incarnita alla miopia dell'occhio destro.
L'incapacità di un uomo di controllare volontariamente il riflesso dell'eiaculazione in modo da permettere anche alla donna il raggiungimento dell'orgasmo, è condizione molto diffusa. Non si tratta assolutamente di una malattia e in questo senso è del tutto fuori del mondo che si debba spendere anche un solo euro in ricerche diagnostiche. E' verissimo che dal punto di vista filogenetico l'uomo non è stato indotto a imparare una lunga durata del rapporto sessuale essendo stato il fine primario quello della riproduzione. Ma è altrettanto vero che la stabilità della coppia ha avuto tra i suoi fondamenti una lunghezza adeguata del coito. Dunque è bene dichiarare subito come inconsistente la pretesa "naturalità" dell'eiaculazione affrettata. Chi ha i mezzi professionali e la dedizione per valutare attentamente la reattività emotiva di quelli che lamentano l'eiaculazione precoce, si è reso conto perfettamente che è proprio la piccola zona del cervello chiamata "amigdala" la cabina di regia che orchestra quella reazione troppo rapida e dunque indesiderata. Normalmente non ci dovrebbe essere nessuna interferenza emotiva sulla risposta sessuale. Questo poiché la sessualità umana è stata sempre espletata in condizione di assenza di pericolo o di minaccia. Quando il pericolo e la minaccia ci sono o si teme che ci potrebbero essere, la risposta sessuale viene inibita in modo assoluto. Si comprende bene che l'emotivo e l'ansioso in una certa misura si portano sempre inchiodato nella mente un clima di minaccia e di pericolo, che anche se non inibisce del tutto la risposta la condiziona negativamente. Se il medico non ha la preparazione specifica per penetrare la scorza dell'apparenza e prende per oro colato l'autoproclamazione di olimpica freddezza da parte dell'eiaculatore precoce, potrebbe teorizzare che non sempre all'origine del problema c'è il fattore emotivo. D'altra parte la filosofia del luogo comune ritiene che il pazzo deve indossare il cappello a sonagli o proclamare di essere Napoleone, e l'ansioso o l'emotivo deve avere i capelli dritti e gli occhi fuori dalle orbite.
Diciamo subito che il controllo sul riflesso eiaculatorio si può e si deve acquisire. Tale controllo è naturale ed agevole in coloro che presentano una bassa reattività emotiva, ed è alquanto disagevole negli emotivi. Gli uomini che hanno sempre avuto una risposta rapida potrebbero non afferrare neppure il concetto di controllo, essendo abituati a una inopinata conclusione quale fulmine a ciel sereno. Ed ancor più si allontanano, questi uomini, dalla corretta impostazione qualora adottino sulla scorta di assurdi consigli dei tentativi di "distrazione mentale" basata su fantasie spiacevoli o esercizi di tipo ossessivo. Rimedi non maggiormente intelligenti sono l'uso di preservativi e l'applicazione di pomate anestetiche. Non è certo mortificando la sensibilità e il piacere che ci si avvicina realmente alla possibilità del controllo, che deve significare tolleranza a periodi prolungati di eccitamento e la capacità di eiaculare quando davvero lo si desidera. Imparare a concentrarsi sulle sensazioni (imparando in primo luogo a riconoscerle) costituisce la direzione giusta verso la continenza eiaculatoria, ma tutto potrebbe rivelarsi difficile, complicato ed illusorio se preliminarmente non si risolve l'emotività alterata. E' qui che si palesa l'assoluta necessità che il medico sessuologo sia anche un vero professionista della mente. Non si può fare assolutamente di tutt'erba un fascio. Bisogna saper valutare tutte le implicazioni in ogni singolo caso. Bisogna cogliere correttamente ed esattamente tutte le implicazioni mentali e psicologiche e muoversi di conseguenza. Non esiste nessuna evidenza che può giustificare l'adozione di un solo schema terapeutico per la risoluzione dell'eiaculazione precoce. E' vero che tale problema oltre a costituire un'angoscia per gli uomini è una spada nel fianco anche per le loro partner, ma è del tutto paradossale la tendenza a scegliere la terapia di coppia. A parte che è tuttaltro che scontata la collaborazione della partner, anche nel caso di una coppia stabile, ma ritenere che tutto si possa risolvere con degli esercizi nell'ambito del rapporto sessuale significa minimizzare il ruolo degli stati mentali e psicologici del maschio. Pensiamo al caso di un ragazzo in difficoltà per il non controllo dell'eiaculazione e perciò stesso in crisi con la ragazza (che sta pensando di virare verso altre direzioni), che si senta proporre dallo specialista gli esercizi di "stop e start" da fare beatamente tranquilli in intimità con lei. E' lo stesso caso in cui l'arguto medico consiglia al depresso di farsi ogni tanto una bella risata.
La difficoltà del controllo eiaculatorio, come del resto la difficoltà dell'erezione, non avviene mai senza una causa psicologica ed emotiva importante. Ciò significa che i vestiti "pret-à-porter" vanno bene per i grandi magazzini ma non per l'ambulatorio del sessuologo. Bisogna prima di tutto apprendere la calma. Ciò vuol dire risolvere davvero l'ansia e il terapeuta lo deve saper fare. Fermare davvero la corsa e l'ansimare interno non è alla portata di qualunque psicoterapeuta. Adagiarsi, ascoltare se stessi può essere il risultato di un breve cammino, ma non tutte le direzioni portano alla meta. Dimenticare le preoccupazioni: non può essere sufficiente raccomandarlo. Ci vuole una mente allenata ed esperta per insegnare il segreto di lasciare fuori dall'uscio le preoccupazioni. Non è cosa di poco conto l'intuizione che l'esistenza è qui ed ora. Occorre abbandonare il passato al passato e il futuro al futuro. Occorre imparare ad ascoltare i palpiti e il lieve fremito del proprio corpo mentre la mente tace anch'essa in ascolto. Dunque non bisogna imparare nulla nel vano agitarsi di voler cancellare il disagio. Bisogna imparare davvero a far tacere l'allarme.

Domenico Iannetti

SONO POSSIBILI CONSULENZE TELEFONICHE CON IL DOTT. IANNETTI PER I PROBLEMI DI EIACULAZIONE PRECOCE. PER INFORMAZIONI: info@studioiannetti.it

Per informazioni sui week-end terapeutici presso il B&B "Villa Oasi" di Perugia, visitare il sito: www.villaoasiperugia.it

RICHESTA INFORMAZIONI: EIACULAZIONE PRECOCE: NON PUOI IMPARARE ALCUNA TECNICA SE PRIMA NON IMPARI LA CALMA.


security code
Privacy* Art. 13, D.Lgs. 196/2003.
Iscriviti alla Newsletter.