LE DIFFICOLTA' DELL'EREZIONE DERIVANO QUASI SEMPRE DALLE INSICUREZZE RELAZIONALI SIA DEI MASCHI CHE DELLE FEMMINE.

Dice il vangelo che se un cieco guida un altro cieco tutt'e due cadranno nel fosso. E' esattamente quello che succede quando due insicuri si mettono a scalare insieme le sommità dell'Eros. La paura non consiglia la comprensione ma una aggressività malcelata. La ragazza assume l'atteggiamento mentale dell'esaminatrice e il ragazzo costruisce impervi e cervellotici itinerari nel tentativo di cavarsela da quella tagliola che stringe sempre più le sue ganasce. Nei giovani, quando l'erezione bighellona indecisa o francamente è latitante, il rapporto è già in crisi e il risentimento avanza a grandi falcate nella sostituzione dell'amore. Dopo la seconda volta che l'approccio sessuale ha lasciato a desiderare, i due partner non si sopportano più e la tensione si taglia con il coltello. E allora si dà libero corso al gioco dei pretesti: "Non mi vuoi bene perché non mi hai chiamato alle cinque e un quarto come avevi promesso ma alle cinque e ventuno". Di fronte alla difficoltà sessuale l'amore si straluna poiché la paura della solitudine consiglia di resistere alla tentazione di mandare tutto all'aria ma la paura dell'altro sesso cresce minacciosa. L'uomo in preda all'ansia da prestazione comincia ad essere tormentato dalle idee fisse e non riesce più a sorridere e ad essere spensierato. La donna, consigliata da un vecchio armamentario educativo che forse si è incarnato per ultimo nella nonna, decide di nascondere il suo disappunto. E cosi sceglie tra quelli che gli suggerisce l'indole, un copione da recitare mentre l'artificiosità trasuda da tutte le parti. L'ambizione di essere in grado con le proprie attrattive di trarre il meglio dall'apparato genitale del suo uomo, la consiglia a rivestire i panni dell'infermiera che si dedica per amore. Questa donna non capisce che è proprio il suo atteggiamento "falso" che estingue alla radice la reazione erettile. Infatti non capisce che deve stare zitta e non dire: "Non fa nulla, tesoro" quando il pene non vuole sentire ragioni o l'eiaculazione è arrivata dannatamente in fretta. Altro atteggiamento assurdo della donna, che si basa sull'automatismo mentale: "L'erezione è scarsa, dunque non gli piaccio abbastanza", è quello di rinforzare il richiamo dei sensi a furia di biancheria sexi e di gesti provocanti. L'avrà letto sulla apposita rubrica di "Novella 2000" o è tutta farina del suo sacco, la donna certamente si fa un bel autogol nel momento in cui crea le premesse per una propria crisi di identità. L'uomo certamente si sente gravato dalle proprie paure ma spesso lo spettro dell'inadeguatezza lo vede aleggiare nell'ansia della donna che gli sta vicino, e che recita le "parti" come fosse un'attrice continuamente impegnata sulla scena. Infatti un altro copione abbastanza consueto, sempre della serie "me ne faccio carico io", è la disponibilità che è fatta dell'attesa che lui dia un segno di ispirazione. Non capisce, la donna, che quel tipo di disponibilità equivale al veleno per la già precaria serenità del compagno, a cui il semplice concetto dell'attesa rende parossistica l'ansia da prestazione.
Il rapporto di coppia non è (per fortuna o purtroppo, fate voi) l'unica relazione condizionante l'equilibrio di una persona. C'è la famiglia, il lavoro, il tempo libero e gli hobby, la politica, la religione. Come si è sempre detto, per prima cosa bisogna riempire lo stomaco: se c'è la fame il sesso non può avere spazio. Ci deve essere la sicurezza: se si teme per la propria incolumità il sesso non può avere spazio. Ci deve essere la dignità di un adeguato inserimento nel lavoro e negli ambiti sociali: se l'angoscia e il disadattamento sono elevati il sesso non può avere spazio. Nelle situazioni di emergenza, di crisi, di stress l'organismo si predispone a far fronte all'avversità e taglia le risorse fisiologiche e psicologiche normalmente dedicate alla copula. Ogni abbassamento dell'autostima derivante dal fallimento nelle relazioni e negli affetti, nello studio, nel lavoro, e in qualsiasi altra attività a cui si annette importanza può provocare un disinteressamento dal sesso. E' come una sorta di autopunizione nel senso che ci si nega una gratificazione ritenuta immeritata. In tali casi una difficoltà erettile può avere la sua spiegazione. Quando il sentimento di libertà e di padronanza di noi stessi si riduce per qualsiasi circostanza si potrebbe perdere anche la padronanza della nostra reattività sessuale. E' ciò che succede quando il rapporto di coppia è un'invasione spietata non solo del partner possessivo ma di tutta la sua famiglia con la quale si è costretti a convivere. Quando l'esistenza è davvero troppa asservita alla necessità di mettere insieme il pranzo con la cena, la pigione con i quaderni dei bambini l'uomo potrebbe disimparare il sesso e considerare l'erezione un "lusso" che non si può permettere.
Quando per qualunque motivo si perde la fiducia nel partner la risposta sessuale ne risente. E' il caso della paura che il partner possa avere qualche malattia sessualmente trasmessa. Oggi un uomo e una donna quasi non si mettono insieme se prima non si mostrano reciprocamente il responso negativo per l'HIV. Anche l'herpes genitale costituisce un discreto spauracchio, e direi anche giustamente non per la gravità ma per la fastidiosità dell'affezione. La sifilide è in ribasso ma i livelli di attenzione per l'epatite devono restare alti. Anche la candida, nonostante sia compagna abituale nel percorso di molti amanti, determina un raffreddamento degli slanci erotici. Quando in un rapporto sessuale la privasy non è sufficiente non bisogna meravigliarsi se la risposta è carente. Non parliamo di sovraffollamento e di promiscuità abitativa il cui effetto distorcente sulla sessualità è intuitivo. Frequentemente il problema risiede nella difficoltà della coppia di regolare in senso logistico e temporale l'interazione con i figli (piccoli, soprattutto). Ne consegue una certa "indisponibilità" della donna e la necessità che l'uomo abbia la sua erezione "a comando".
Tutte le ideologie politiche, religiose, etiche che tendono a prescrivere, a delimitare, a proibire le modalità dell'espletamento sessuale, hanno un pesante condizionamento sull'intimo meccanismo dell'erotizzazione della quotidianità. Nella nostra giornata la sessualità deve avere un suo spazio caratterizzato dalla libertà. Infatti lo spazio dell'erotismo non si può comprimere troppo in nessun senso, sia da parte della durezza della vita che da parte della "tirannia" della nostra stessa mente. La religione non dovrebbe avere alcuna interferenza nello spazio dell'eros. La moralità, il pudore, la misura in tutte le cose non dipendono in alcun modo dalle nostre convinzioni religiose. Una brava persona può essere religiosa o non esserlo affatto. La "scorrettezza" personale dipende dagli stati della mente mai dalle convinzioni. Le convinzioni dipendono anch'esse dagli stati mentali, e meno sono rigide più esprimono una mente equilibrata. In materia di sessualità, come per ogni altro aspetto sociale e relazionale, bisogna abbattere la tirannia dei dettami derivati dalle paure e proporci il compito di crescere come persone.
Per rendersi conto all'ingrosso del perché si possa verificare una difficoltà dell'erezione teniamo presente cosa avviene al momento dell'eccitazione. I contenuti psichici (libidici, cognitivi, situazionali) si traducono in impulsi nervosi che promuovono un grande afflusso di sangue nei corpi cavernosi del pene. La repentinità del riempimento dei corpi cavernosi produce, tramite compressione, la chiusura delle vene di deflusso e ciò assicura la durata dell'erezione e la sua congruità. Dunque possiamo dire che per quello che riguarda l'afflusso e l'intrappolamento del sangue nel pene il meccanismo è di tipo idraulico. Da questo versante se non ci sono malattie e malformazioni facilmente identificabili, non possono venire problemi. Stessa cosa va detta per le vie nervose anatomicamente intese. Questo significa che nei maschi privi di malattie organiche e che non assumono farmaci e sostanze, è del tutto ovvio pensare a una causa psicologica quando si è in presenza di difficoltà erettili. Da quando la specializzazione medica dell'andrologia si è affermata le ipotesi organiche quali causa di impotenza sono state ingiustamente sopravvalutate e sovrastimate. Ciò ha portato molti pazienti a compiere iter diagnostici che perlopiù si concludono con la totale esclusione di problemi organici. Certamente era più ragionevole porre subito l'ipotesi psicogena (se non altro ne avrebbe guadagnato il portafogli del cliente). Quel che voglio dire è che nella stragrande maggioranza dei casi, in assenza di evidenze di tipo organico, basta un colloquio con il sessuologo che sia anche specialista del mentale, per chiarirsi sulle cause e sulle soluzioni. Lo stress è una parola che ha anche molteplici implicazioni psicologiche e ambientali. Se c'è stress bisogna aspettarsi come quasi conseguente una difficoltà sessuale. Una volta che si è verificata la "défaillance" è logico aspettarsi ancora tanto altro stress e paura. E così si viene proiettati nel bel mezzo di un circolo vizioso la cui uscita è tuttaltro che a portata di mano. Bisogna ricordare anche che la difficoltà innesca sempre dei sentimenti di colpa che riportano a galla antiche diffidenze relativamente alla sessualità. Nessuno di noi (e forse sarebbe utopistico attenderselo) ha ricevuto una educazione del tutto serena per ciò che riguarda il proprio essere maschio o femmina. Nel vederci alle prese con l'altro sesso è inevitabile l'incidenza e l'interferenza delle figure dei nostri genitori, che per primi ci hanno insegnato a relazionarci. L'intima risposta, che dobbiamo solo a noi stessi, del "chi siamo" costituisce sempre la porta d'accesso inevitabile all'azione sessuale di cui il nostro corpo è capace.

Domenico Iannetti

SONO POSSIBILI CONSULENZE TELEFONICHE CON IL DOTT. IANNETTI PER I PROBLEMI DI DIFFICOLTA' DELL'EREZIONE. PER INFORMAZIONI: info@studioiannetti.it

Per informazioni sui week-end terapeutici presso il B&B "Villa Oasi" di Perugia, visitare il sito: www.villaoasiperugia.it

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