LA DONNA DI FRONTE ALLA DISAFFEZIONE ALL'AMORE.

Chi da piccolo ha sofferto la fame da grande potrebbe essere con qualche chilo di troppo. Il peso dell'ambiente negli anni dell'infanzia è importante anche per il rapporto che ciascuno di noi ha con la sessualità. Una educazione troppo rigida potrebbe rendere martellante il pensiero e la ricerca del sesso, come una educazione troppo liberale potrebbe favorire una certa svalutazione degli atti e dei pensieri relativi alla sessualità. Quello che ovviamente è più importante è il contenuto delle paure e dell'allarme che invariabilmente la società allega alla dimensione sessuale. Non c'è dubbio che una storia millenaria ha caricato la sessualità femminile di troppi fardelli e ha fatto perdere all'amore fisico quella levità che sarebbe bello avesse. Per millenni il piacere della donna è stato negato come concetto e nessuno si è mai preoccupato del verificarsi o meno delle sensazioni e degli orgasmi femminili. La donna così ha dovuto imparare a difendersi dalle "promesse" non mantenute per le quali la si faceva entrare nel vestibolo ma le si impediva di visitare il resto della casa. Ha scelto il sistema della finzione. Ha imparato a fingere l'orgasmo e ha imparato a fingere i mal di testa. Gli orgasmi no ma a poco a poco i mal di testa sono divenuti veri. I coniugi che non sono riusciti a raggranellare nei depositi della memoria sufficienti gratificazioni tendono a evitare il rapporto con una grande inventiva di strategie. A sera la stanchezza può essere reale ma desta legittimi sospetti l'eccessivo potere ipnotico della poltrona o del materasso. Il letto, divenuto sinonimo di rapporto sessuale, ha oggettivamente un contenuto castrante in quanto determina ripetitività e pigrizia mentale. Non c'è dubbio che gli altri primati si accoppiano in contesti più liberi e meno prevedibili. D'altra parte i giovani sognano il letto come si sogna l'eldorado essendo l'abitacolo di una vettura indubbiamente più spoetizzante e a rischio di stiramenti muscolari.
Troppe giovani donne confessano al terapeuta che fanno l'amore soprattutto per fare piacere a lui. In questo caso il sesso è l'offerta sacrificale allo spettro angoscioso della paura dell'abbandono. Ci sono tante donne che, anche dopo anni di matrimonio, non conoscono l'orgasmo ed hanno la confusa nostalgia dei montanari che non hanno mai visto il mare. Frequentemente la donna è sola di fronte alla propria diffficoltà del desiderio e alla inafferrabilità del piacere. Il compagno, spesso con la coscienza rigonfia di sentimenti di colpa, se ne guarda bene dal condividere il problema. D'altra parte non si può continuare a buttare la croce sul maschio che sebbene abbia la sua brava porzione di responsabilità è a sua volta vittima di tante contingenze non fortunate. E poi il dover essere di necessità il "creativo" poiché si sa che è la routine il tossico dell'orgasmo femminile, non è facile per chi poverino ha imparato a malapena i primi rudimenti. E' come chiedere a un semi-analfabeta di tenere una prolusione inaugurale dell'anno accademico. La verità è che in materia di relazioni sessuali viviamo tutti al di sopra delle nostre possibilità come lo scroccone che paga il ristorante con degli assegni a vuoto e che da un momento all'altro viene preso a calcioni e messo a lavare i piatti per pagare il debito. L'uomo all'inizio avrà pure uno straccio di piano sulla base dell'informazione che è la clitoride il centro su cui manovrare, ma le cose presto si mettono di traverso e poi si sa che le donne sono dannatamente complicate. Raggiungere la lubrificazione vaginale può risultare molto più difficile della semplice enunciazione del concetto, e il ripetersi che è l'amore il miglior afrodisiaco e che bisogna bandire tensioni e preoccupazioni potrebbe lasciare il tempo che trova. La verità è che in tanti casi l'unica mossa intelligente è quella di parlarne con uno specialista. Ma non è semplice poiché nella testa di ciascuno di noi c'è l'imperativo categorico del "io sono normale". Nessuno discute la normalità ma non è logico che in materia sessuale si consulti il medico solo se si ha la peste bubbonica o la febbre malarica.
Per la donna non essendoci l'automatismo dell'erezione sono meno ravvisabili le vie senza uscita in cui possono andare ad incastrarsi il desiderio, il piacere e l'appagamento. La donna non riesce a convogliare tutto nella centralità del pene come ha imparato a fare il maschio. La verità è che la donna è un crogiolo endocrino molto più complesso del maschio e questo dà la falsa impressione di una maggiore complessità anche psicologica e mentale. Un disturbo come l'anoressia, che interessa in prevalenza le donne, dà la misura della maggiore vulnerabilità della bilancia (che deve restare sempre in equilibrio) tra il soma e la psiche.
La donna, come l'uomo, è soggetta alle interferenze negative dello stress e dell'ansia che possono condizionare pesantemente la disponibilità all'incontro, la fantasmazione erotica e la risposta orgasmica. Ma è la relazione col partner che più frequentemente può essere alla base della difficoltà di provare piacere. E' esperienza molto comune nelle donne il blocco orgasmico in relazione a una difficoltà transitoria nella comunicazione nella coppia. Se la difficoltà persiste anche l'anorgasmia diviene abituale, e ciò potrebbe consigliare la donna a "recitare il piacere" a beneficio della di lui rassicurazione. Se vive la difficoltà sessuale soprattutto come disagio affettivo, la donna potrebbe guardarsi attorno e innamorarsi di un altro, ma non è garantito che perciò stesso ritrovi sfavillanti risposte orgasmiche. Tante volte il senso di colpa per il tradimento la penalizza ancor più sul piano della responsività libidica. La donna non deve mai sottovalutare questo genere di difficoltà, magari consigliata dalla propria versatilità dissimulativa. I disturbi che a buon diritto occupano il settore della psicosomatica, sono tuttaltro che scongiurati. Spesse volte, se non si adotta qualcosa di efficace al momento opportuno, si rischia di entrare in quel circolo vizioso in cui il bisogno dell'attenta sintonia con l'altro cede il passo alla sistematica scarica aggressiva verso colui che viene visto come l'origine di tutti i propri mali.
I possibili nodi della psiche si intrecciano alla continua evoluzione dei ruoli di coppia. Un tempo il maschio e la femmina sapevano esattamente quali erano le regole del gioco affettivo e sessuale. Oggi le cose sono meno scontate e dunque più difficili da interpretare. Le unioni tendono sempre più a diventare contratti personalizzati, anziché un modello rigido buono per chiunque. La donna, che ha lottato tanto per la parità, si trova a dover combattere su più fronti, e il lavoro nel bene e nel male ha una incidenza notevole sulla sua vita. La stanchezza è tuttaltro che benefica sul desiderio sessuale, e la necessità di essere assertiva e direttiva sia fuori che dentro casa, forse non è il massimo della realizzazione per la psicologia femminile. La donna deve essere "al top" come lavoratrice e come madre; difficile che riesca ad essere anche seduttiva e piena di sacro furore erotico. Le preoccupazioni quotidiane la donna non le può scaricare su nessun "negro" né su nessun "cavalier servente". I mariti e i fidanzati sono sempre più indisponibili per tali ruoli. I problemi logistici da ragionevolmente conciliare con le esigenze dell'intimità condivisa, sono tuttaltro che di ordinaria amministrazione soprattutto in presenza di figli piccoli. Oggi, soprattuto con l'insidiosa crisi economica con cui bisogna fare i conti, il menage della coppia potrebbe assomigliare a dei giri forzati di giostra sotto la sferza di un "dovere" poco alleviato dal "piacere". La sferza del "dovere" portroppo qualche volta tende a coinvolgere anche quello che "dovere" non dovrebbe mai essere: il rapporto sessuale. Conscia del fatto che "se viene meno quello, che diavolo ci tiene ancora insieme?", la coppia fa carte false pur di continuare ad alimentare il fuocherello della relazione sessuale. Ma tante volte i margini di manovra potrebbero essere oggettivamente risicati.
Per una buona sessualità la donna deve rivolgersi necessariamente al partner, ma non deve fare mai l'errore di considerarlo "il deus ex machina" che risolve tutto. La donna, per essere con i piedi per terra, deve partire dall'assunto che il suo compagno è un vero e proprio disinformato. Agli albori dell'approccio potrebbe sbagliare praticamente tutto. Potrebbe essere troppo brusco e voler andare subito "al sodo". Potrebbe essere frettoloso e con l'idea di voler riempire i ritagli di tempo con palpeggiamenti insensati. Potrebbe avere i paraocchi e una sola ed unica parte anatomica inchiodata nel cervello. Potrebbe credere che essere virile vuole dire essere ruvido e spietato, come i pistoleri dei film di Sergio Leone. La donna deve capire che crescere vuol dire anche far crescere. Abolito i seguenti vizi: a) Penso a tutto io; b) Pensa a tutto lui; c) Vedrai che batti e ribatti ce la faremo da soli; d) La natura farà il suo corso; e) Non mi devo far accorgere di nulla se no lo perdo; f) Lo devo stimolare con la critica o viceversa minimizzare sempre e comunque; forse si può cominciare davvero a crescere e avviarsi insieme verso una sessualità positiva. Come per ogni altra cosa dell'esistenza non bisogna mai volere la luna; ma è indispensabile badare alla propria e all'altrui dignità.

Domenico Iannetti

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