COPPIA : E' UN MIRACOLO RESTARE INSIEME O E' UN'ASSURDITA' SEPARARSI?

La coppia che negli anni continua ad essere felicemente unita è una benedizione del cielo che però non ha nulla di miracoloso. Dovrebbe essere semplicemente la normalità, come è normale che uno più uno faccia due. C'è un'unica condizione sulla presenza o meno della quale si può fondare il pronostico della stabilità positiva della coppia: l'equilibrio psicologico dei singoli partner. Quando tale equilibrio è insufficiente la coppia non regge e se regge è a causa di puntelli esterni quali la convenienza materiale o la dipendenza economica. Certamente si può restare insieme per amore dei figli o per non dare dispiaceri ai genitori, ma questa lodevole scelta deve costituire anche il punto di partenza per risolvere ciò che non va. Tante volte si resta insieme solo per paura della solitudine o per una sostanziale codipendenza.
Fortunatamente tante coppie restano insieme perché sono soddisfatte della convivenza, in cui c'è spirito di tolleranza per i difetti dell'altra parte e per le difficoltà generali. Poi l'aver vissuto insieme esperienze anche dure accomuna soprattutto per quel meccanismo fondamentale della mente che è la memoria. Il conseguente spirito di adattamento che determina la giusta formulazione delle aspettative favorisce l'accettazione dell'altro per quello che è e non per quello che si è favoleggiato nella fase dell'innamoramento. Le coppie soddisfatte sono quelle che si potenziano con una scelta continua. Quel che voglio dire è che non c'è nulla di peggio di credere che si possa acquisire il rapporto una volta per tutte, come succede quando compriamo la casa. La complementarietà, che racchiude anche il concetto di diversità, non deve mai porsi come un meccanismo rigido per cui i ruoli sono obbligati dalla limitatezza o dalla dipendenza dell'altro. La coppia forte è formata da due persone forti. E le ferite che ognuno può portare alla cura dell'altro non devono mai essere bisognose di un cronicario.
La domanda connessa al motore più intimo della coppia: restare insieme o separarsi? ha bisogno della premessa che la solitudine è uno spettro intollerabile per tutti. Quando la paura di perdere e di non poter più ritrovare è un vero terrore, probabilmente si è disposti a fare carte false pur di conservare quel poco che si ha. E si può perfino arrivare all'illusione di poter tenere in vita un cadavere. Dunque ci deve essere un limite al masochismo più o meno determinato dall'ideologia del sacrificio, ma ovviamente ci deve essere un limite anche alla convinzione che sempre e comunque si ha diritto alla felicità. Il detto "per prima cosa non nuocere" dovrebbe consigliare anche i partner scontenti di stare insieme: se non ci sono figli e l'unico dispiacere potrebbe essere quello della zia Maria, perché esitare ad andare ognuno per la propria strada (magari facendosi aiutare dallo psicologo)? Quando separandosi si nuoce e si nuoce molto, allora attenzione! Considera che c'è molto da correggere in te e nel tuo partner ed è per fortuna possibile farlo senza mandare all'aria la famiglia.
Poniamoci la domanda: che cosa è lecito attendersi dal matrimonio? La trasfigurazione della vita? La scomparsa di tutte le difficoltà? Oppure più realisticamente una maggiore soddisfazione emotiva rispetto allo stato di single? Certo nessuno accetterebbe di accoppiarsi per andare peggio. Ci si accoppia del tutto ovviamente per andare meglio. Ma occorre che l'aspettativa del meglio sia realistica soprattutto in relazione a quello che noi come singoli portiamo alla comunione di coppia. Se i nostri problemi psicologici sono piuttosto cospicui è irrealistico aspettarsi il prodigio di un menage che scorre fluido e sereno. La buona armonia col partner è certamente fondamentale ma siamo davvero in grado di fare la nostra parte perché ciò avvenga? Non è che tante volte pretendiamo troppo dal partner e troppo poco da noi stessi? La tentazione di assolversi facilmente e di buttare la croce sempre sull'altro, è troppo diffusa per escludere immediatamente che ci possa riguardare. Portare in banca moneta falsa e intascare quella buona, è operazione scorretta da tutti i punti di vista.
I ruoli sessuali devono sempre presupporre piena dignità. L'emancipazione della donna non deve mai avvenire a spese di quella dell'uomo, e viceversa. Tante donne obiettivamente modeste sia come equilibrio psicologico che per capacità intellettive, si arrogano il diritto di fare l'esame al compagno attribuendogli i voti soprattutto per le performance sessuali. Se sono nervose o se l'orgasmo non ha coronato in pieno le aspettative non concedono di più di uno stiracchiato "benino". L'onestà, unita sempre a una sufficiente dose d'intelligenza, è caratteristica fondamentale per la vita di coppia. La tentazione di intorbidare le acque per camuffare o minimizzare le proprie responsabilità, ancorché sempre presente va respinta con attenzione. Meglio aver torto giocando a carte scoperte che aver ragione prolungando all'infinito il bluff.
Tutti noi abbiamo la vocazione ad essere felici. Ma è assurdo caricarne tutte le aspettative sulla sessualità e sulla vita di coppia. Un orgasmo condiviso ancorché molto coinvolgente non rappresenta il passaporto per alcuna felicità. E' il tuo essere persona che ti può aprire i significati più autentici nella vita. Dunque è inutile guardarti attorno per stabilire se hai abbastanza dalla tua vita di coppia, devi imparare a guardarti dentro. Comincia col ripeterti spesso che nascendo non hai diritto a nulla altro se non a quello che deriva dall'amore che ti hanno dato e dall'amore che a tua volta sei stato capace di dare. Poi imprimiti bene il concetto che la perfezione non è di questo mondo ed è del tutto naturale imparare a convivere con le imperfezioni della vita. Gli obiettivi, come i successi, spesso non possono che essere parziali. Dunque, senza mai credere che la vita è una valle di lacrime, attrezzati per portare senza eccessivi lamenti i tuoi ragionevoli fardelli. La tua crescita, infatti, è legata alla capacità di camminare sorreggendo ragionevoli pesi. E la tua gratificazione effettiva è legata esattamente alla stessa cosa.
Negli ultimi decenni molte riflessioni sociologiche constatando l'ampiezza del fenomeno hanno teorizzato per adulti e bambini la necessità di imparare a convivere con il divorzio. C'era la tendenza a considerare la separazione della coppia come una cura inevitabile. Purtroppo separarsi nella maggior parte dei casi vuol dire cosa opposta all'andare verso il meglio. Molti studi confermano una cosa ben nota: gli uomini e le donne separati corrono maggiori rischi di incappare nell'alcolismo e nelle altre dipendenze, di suicidarsi, di subire incidenti, di ammalarsi di più di malattie fisiche e psichiche. La vita dei divorziati è più corta e certamente meno felice. Si dirà che anche le infelici situazioni matrimoniali non giovano alla qualità e alla quantità della vita. Rispondo che le infelici situazioni matrimoniali andrebbero corrette lavorando a un maggior equilibrio psicologico dei partner, e che il fatto di essersi separati tante volte costituisce un problema ancor più grave di quelli originari. L'esperienza di terapeuta mi dice che la separazione comporta frequentemente una carica distruttiva che non può non nuocere alla salute. Certamente ci sono alcuni soggetti che hanno scarsa attitudine alla vita coniugale: ma il problema è quello del perché nella nostra società bisogna ancora sbattere il muso per comprendere le attitudini relazionali dei singoli. Se si bussasse alla porta dello psicologo prima e non dopo, quante sofferenze inutili si eviterebbero! Molto spesso si tende a vedere l'infelicità della separazione come transitoria, uno scotto da pagare al cambiamento che poi vuole dire andare verso il meglio. Del tutto falso. Perlopiù tutto si gioca sul prendere sistematicamente lucciole per lanterne: non si capisce perché le cose non vanno, non si capisce perché ci si separa, non si capisce con chi ci si rimette insieme. Insomma lo scenario è di tanti poveri pellegrini che fuggono da una parrocchia e si vanno a rintanare in un'altra, ed è solo esercizio di ingiustificata euforia il credere di essersi lasciati l'inferno alle spalle. La verità è che per troppi si cade dalla padella nella brace, ed è solo comprensibile pudore il bavaglio che si mette al rimpianto.
La separazione spesso lascia nei partner ferite profonde lente a rimarginarsi. Nei figli ovviamente le lacerazioni sono davvero storpianti e gli effetti pesantissimi riecheggiano tante volte per tutta la vita. Si dice: piuttosto che far assistere i figli al disaccordo quotidiano è meglio separarsi. E' una delle frasi più stupide e più false mai sentite! Infatti tutti sanno che il vero disaccordo e il vero conflitto si accendono dopo la separazione. Il divorzio infatti è un lungo saccheggio della serenità dei figli che non infrequentemente divengono il terreno di guerre feroci sul diritto di vederli e sul mantenimento da corrispondere. Per lo stupido egoismo di uno dei genitori che si vuole liberare, il bambino viene schiacciato da un peso enorme e rinchiuso in una prigione senza vie di fuga. Lo stupido egoista dice per mettersi in pace la coscienza: mio figlio a cui ho spiegato che papà e mamma non si amano più, ha capito. E' uno dei casi più penosi di pigrizia mentale: sottrarre ai figli la famiglia e pretendere che loro capiscano. Magari un giorno i figli massacrati prenderanno consapevolezza che il loro sacrificio ha procurato a mamma un orgasmo migliore o a papà una partner più disposta alla fellatio.

Domenico Iannetti

SONO POSSIBILI CONSULENZE TELEFONICHE CON IL DOTT. IANNETTI PER I PROBLEMI DI COPPIA. PER INFORMAZIONI: info@studioiannetti.it

Per informazioni sui week-end terapeutici presso il B&B "Villa Oasi" di Perugia, visitare il sito: www.villaoasiperugia.it

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