Gli antichi egizi

Gli antichi egizi avevano un rapporto libero e fecondo con la dimensione sessuale. Nel mondo antico gli Egizi riscuotevano il credito degli altri popoli in materia di libertà e abilità erotiche.
Cambise, re di Persia, dichiarò guerra all'Egitto nel VI secolo a.C. poiché il faraone non voleva concedergli una delle sue figlie, che al pari delle altre donne egizie, eccelleva nell'arte dell'erotismo e negli abbracci appassionati.
Il profeta ebreo Ezechiele parlava con disprezzo della prostituzione portata dall'Egitto.
Secondo Svetonio l'imperatore Tiberio teneva nella sua dimora di Capri un manuale sessuale scritto da una cortigiana egizia di nome Elephantis.
Le danzatrici egizie erano così abili nella danza e nei canti erotici da risultare popolari e richiestissime a Roma.
Il dio Min veniva raffigurato con una vistosa erezione e più d'una volta gli egittologi e i curatori di musei nel nostro tempo tenevano per "pruderie" tali reperti "piccanti" in magazzino.
Anche nei confronti dell'incesto la mentalità egizia era notevolmente diversa dalla nostra. Perlomeno nella famiglia reale l'incesto era usuale e i faraoni sposavano regolarmente le sorelle e le sorellastre.
Si sa che il faraone Akhenaten sposò numerose sue figlie.
La monogamia era predominante, ma i nobili e i ricchi possedevano abitualmente degli harem.
Sembra certo che i matrimoni venissero organizzati dai genitori, spesso fin dall'infanzia.
L'adulterio veniva condannato, esprimendo biasimo se a commetterlo erano i maschi, e con pene anche estreme nei confronti delle adultere.
Si concepì un'interessante forma di matrimonio temporaneo accanto a quello permanente. In una incisione del I secolo d.C. si legge: "Make Niké, figlia di Apollomes colpita da amore per Pantus, figlio di Tmesis, per cinque mesi".
La castità prematrimoniale non veniva particolarmente raccomandata, e la "verginità" per le donne assumeva significato solo nel caso di sacerdotesse.
Gli atti sessuali nei Templi erano proibiti, anche se talvolta essi rientravano in alcuni culti, quello delle cosiddette "camere di Bes", il dio dell'amore fisico. Sembra che l'adorazione del dio della virilità e della riproduzione, Min, "il toro che copre le femmine", venisse accompagnata da orge.
Esisteva una prostituzione sacra accanto a una comune. Le posizioni coitali sono rappresentate nei disegni e descritte nella letteratura che concerne gli atti sessuali delle varie divinità.
Non vi sono informazioni in relazione all'omosessualità, anche se si dice che in segreti recessi si custodisca una illustrazione di penetrazione anale omosessuale. Certamente, come in tutta l'antichità, si considerava degradante per un uomo assumere ruoli diversi da quello del maschio.
Masturbazione e "fellatio" appaiono di rado in illustrazioni, avendo entrambe un significato religioso. Si credeva infatti che il mondo fosse stato generato da un atto di divina masturbazione del dio Atum, con l'ausilio della mano della sua sposa celeste.
Il dio della terra Geb viene a volte raffigurato nell'atto di compiere un'autofellatio. Anche il dio Ra si dice che "copulava con se stesso".
Erodoto ci parla di casi di necrofilia sui corpi di belle e nobili donne da parte degli imbalsamatori. Lo stesso Erodoto ci riporta casi di rapporti sessuali con animali. Era stata probabilmente la venerazione religiosa per le capre a spingere una donna a copulare pubblicamente con un maschio di capra. Il significato di tali atti va ricercato nella convinzione che l'esposizione a un maschio di capra consacrato, potenziasse la fecondità della donna.

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