Il bacio nell'arte

Il bacio, si sa, è il gesto che compendia in sé tutta la fenomenologia dell'amore.
Di baci celebri, sia nel campo dell'arte che in quello cinematografico, se ne annoverano tanti. Molto noto è "Il bacio" di Francesco Hayez dipinto nel 1859 e conservato alla Pinacoteca di Brera di Milano. Negli ultimi anni è riapparsa nel mercato antiquario una versione equivalente del famoso dipinto, di cui si erano perse le tracce dall'"Esposizione Universale" di Parigi del 1867. A questo quadro si è probabilmente ispirato Luchino Visconti per la famosa scena di "Senso".
Celeberrima è la scultura "Il bacio" di Auguste Rodin del 1886. Anche quest'opera costituisce una svolta nella storia della scultura, poiché ha dato un senso di libertà e di pienezza all'atto di baciarsi dei due amanti nudi. Ispirata a Dante, l'opera fu descritta da Rodin come "in sé compiuta, deliberatamente isolata dal mondo circostante".
Il film che annovera più baci è la versione del "Don Giovanni" interpretata da John Barrymore e girato nel 1926 negli studi della Warner Brothers. Il celebre seduttore dispensa ben centonovantuno baci a una serie di incantevoli ragazze.
Il bacio cinematografico di più lunga durata è quello tra Jane Wyman e Regis Tromey nel film "Benvenuti al reggimento" del 1941. Girato anche con la finalità di proiettarlo alle truppe per risollevarne l'umore, presenta un lunghissimo bacio della durata di tre minuti e cinque secondi.
Il bacio omosessuale del film "Domenica, maledetta domenica" del 1971 destò molto scalpore. Il film racconta la storia di un giovane designer che divide i suoi favori sessuali tra una donna divorziata in carriera e un medico ebreo, finché li abbandona entrambi. Si tratta di un film molto bello di John Schlesinger che con acuta introspezione psicologica e grande precisione sociologica rappresenta una situazione esistenziale con struggente tristezza.
A proposito di baci cinematografici mi piace ricordare il bellissimo film di Giuseppe Tornatore "Nuovo cinema Paradiso" del 1988. Il colpo di genio del regista di concludere il film con la proiezione di tutti gli spezzoni dei baci tagliati dalla censura del parroco, costituisce una bella quota del valore dell'opera.

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