Le donne dell'antica Roma

Nell'antica Roma il culto di Iside e della dea Bona, esclusivamente riservati alle donne, dava la stura da parte di queste ultime alla lussuriosa ricerca di una liberazione sessuale "ante litteram".
Giovenale ci ha lasciato un vivido ritratto di donne alla ricerca di una sfrenata libidine in una festa della dea Bona: "...impazzate dal suono e insieme dal vino /di Priapo le Menadi son tratte / a ululare ed a squassar le chiome; / quanta smania d'amplessi allor nei petti, / che strilli allor da quella ridda oscena, /quale fiumana allor di vecchio vino / giù per le gambe madide scorrente! / ... allor schietta si rivela la femmina; e per tutto / l'anno un grido all'unisono rintrona: / 'Ora è permesso, fate entrar dei maschi!' / L'amante dorme? Ed ecco, ella di corsa / fa venire un ragazzo incappucciato. / Non ce ne sono? si ricorre ai servi. / Neppur dei servi c'è speranza? venga, e gli si paghi l'opra, l'acquaiolo. / Se cercarlo bisogna e mancan maschi, non indugi ella tollera, ma sotto / a un asino le natiche sommette!".

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