L'imperatore Carlomagno

L'imperatore Carlomagno era dotato di straripante affettività che giustifica l'accusa, tutt'altro che infondata, di essere stato poligamo e incestuoso.
Il poema che segue, tratto da "Carmina", di Teodulfo di Orléans (750-821), vescovo di Orléans e abate di Fleury, mette in scena alcune donne della cerchia familiare del sovrano: "Che il re volga i suoi sguardi di fuoco verso i suoi figli, poi verso il doppio coro delle giovani figlie, verso questo stuolo di giovani figlie la cui bellezza non ha uguali, bellezza degli ornamenti, dei modi, dell'aspetto, del corpo, del cuore, della fede; verso Berta e Rotrude accompagnata anche da Gisella, una delle più belle, sua sorella, e seguita da un gruppo di tre figlie più giovani. Loro compagna è Liutgarda, una maschia bellezza che brilla per intelligenza unita alla devozione.
Quando egli siede, le sue incomparabili figlie gli offrono i loro doni nel mezzo di ardenti abbracci, e così dia anche lui l'oggetto della sua tenerezza e del suo amore. Berta gli offra delle rose, Rotrude delle violette e Gisella dei figli. Ognuna gli porti i suoi regali di nettare e ambrosia, Rotrude dei pomi, Iltrude i doni di Cecere, Teoderada quelli di Bacco. Quanti diversi aspetti, ma è un'unica bellezza in tutte! E' lo sfavillio delle pietre preziose nell'una, lo splendore dell'oro e della porpora nell'altra, in questa i fuochi di una pietra verde, in quella di una pietra rossa. E' il modo di disporre una fibula o di ornare i capelli. E' l'ornamento dei braccialetti, o l'abbellimento di una collana. L'una indossa una veste grigio-ferro, l'altra un abito giallo zafferano; questa porta un reggiseno bianco come il latte, quella uno rosso. Che esse accordino al re il favore di tenere parole, o delle loro risate, che esse incantino il padre con le movenze, o con le burle. Se la santissima sorella del re si trova lì, dia al fratello dolci baci e ne accetti da lui. Ma resti calma e moderi queste gioie per conservare nel cuore le gioie che le dona lo sposo eterno. Su sua richiesta le vie della Scrittura gli siano aperte come bisogna, e il re sia suo padrone dopo aver ricevuto le lezioni di Dio".

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