Le mantenute

Da sempre il bisogno economico è stato l'elemento determinante che ha spinto le donne alla prostituzione. La consapevolezza del bene supremo costituito dal proprio corpo era il punto di partenza per una strategia, più o meno raffinata, tesa a ottenere un vantaggio economico superiore a quello che si poteva ottenere da un normale lavoro o da un sussidio pubblico.
Nella maggioranza dei casi non si assisteva a una scelta decisa e netta verso la prostituzione, ma ci si barcamenava (tra le ondate delle crisi economiche) tra lavoro e trasgressione sessuale.
Prendiamo l'Ottocento, secolo in cui la rivoluzione industriale aveva concentrato tante donne nei laboratori, da una parte emancipandole e dall'altra penalizzandole con salari insufficienti per vivere decentemente.
Le sartine londinesi o le operaie delle fabbriche di tabacco di Louisville guadagnavano troppo poco per non essere costrette a "integrazioni" più o meno palesi. Un inchiesta del 1888 nei poli industriali degli Stati Uniti rivela che su 3866 prostitute professioniste, 1236 avevano iniziato subito il mestiere, 1155 erano state inizialmente occupate in servizi domestici o presso alberghi, 505 erano state sarte o lavoranti in fabbriche di vestiario, 126 commesse o cassiere, e il resto operaie in vari settori. Delle ragazze che avevano avuto precedenti di lavoro, ben 1500 avevano avuto da tali precedenti attività un forte input alla socializzazione, con conseguenti occasioni di rapporti sentimentali superficiali e fuorvianti.
Una volta divenuta una "lavoratrice del sesso" la donna non poteva facilmente aspirare a posizioni "alte" senza spiccate doti di bellezza e di personalità. In più essa doveva essere disposta a lasciare i piccoli centri e a trasferirsi in metropoli come Parigi o Vienna.
Parigi, nel periodo del Secondo Impero, costituiva la favolosa cornice per cortigiane di gran classe. Veniva definita "demi-monde" la società che viveva ai margini della corte imperiale. Lì le cortigiane non incarnavano la bellezza, l'intelligenza e l'educazione delle etere del passato, ma pur sempre avevano le attrattive della brillantezza e della voluttuosità. Non avevano la classe di Madame de Pompadour, ma anticipavano per molti aspetti lo scintillio delle stelline di Hollywood.
E' in quest'ambiente che nasce il fenomeno moderno delle mantenute. Banchieri, finanzieri, aristocratici, ufficiali dell'esercito frequentando i locali alla moda non avevano difficoltà a reclutare la propria "mantenuta" realizzando così l'elemento basilare di uno "status symbol" della classe dominante.
La cortigiana parigina del "demi-monde" sfavillava e dava scandalo nella sua aurea dimora, come Cora Pearl che in una serata del bel mondo danzò nuda su un tappeto d'orchidee e fece il bagno davanti all'elettrizzato pubblico in una vasca d'argento colma di champagne. Uno dei suoi altolocati finanziatori disse: "Se il ristorante Frères Provençaux servisse un'omelette ripiena di diamanti, Cora ci andrebbe tutte le sere".
Fuori di Parigi, nelle altre grandi capitali, c'era qualcosa che poteva ricordare il "demi-monde", ma molto molto alla lontana. Gli affari mercenari di sesso e di cuore si dipanavano sotto la facciata del pudore e della rispettabilità.
Caso a parte è stato New Orleans, che quasi inglobava gli abitanti dell'intera Louisiana. Il mercato del sesso era molto fluente. Nella maggior parte delle ragazze scorreva il sangue "caliente" francese, spagnolo e mulatto. Esse crescevano con la vocazione primaria di diventare mantenute. Ogni uomo in cerca di compagnia presenziava a un ballo dove vedeva le ragazze in azione e poteva scegliere, aprendo poi una trattativa con la madre.
Quelli che non si potevano permettere il lusso di aprire una casa alla ragazza, potevano accordarsi per incontrarla occasionalmente nella camera di costei.
Tali liberi commerci finirono nel 1897, quando l'ebbero definitivamente vinta i moralisti con le loro febbrili crociate.
Le cortigiane che non ce la facevano ad assurgere all'apice del successo, non riuscivano ad acquisire una loro casa di proprietà ed aspiravano in seconda istanza alla casa di appuntamenti di alta classe.
Quella più lussuosa fa certamente "La Fontana" di Amsterdam che oltre alle camere private aveva un ristorante, una sala da ballo, un caffé e una sala da biliardo dove le ragazze giravano nude e distraevano in vario modo i clienti.
Solo una parte progressivamente esigua dell'enorme numero di prostitute poteva avere asilo nelle case di tolleranza, a causa della diuturna lotta dei moralizzatori che riuscivano spesso nell'intento di estirpare il "vizio".
Le campagne "puritane" non solo ridussero i bordelli, ma ottennero anche il non simpatico risultato di ghettizzare le ragazze dentro le case di tolleranza, che divennero così delle vere prigioni deprimendo nelle ospiti quello spirito di indipendenza che aveva reso, in ogni epoca, attraente la carriera della prostituzione.

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