Canto arabo dell'amore.

Dal mondo arabo medioevale ci giunge questo canto d'amore, scritto sulla base di una tradizione orale di un popolo sulle rive del Mar Nero: "Abbiamo cominciato insieme / Partendo dalla nuca, / Lei mi ha fatto impazzire / Con i movimenti sinuosi del suo collo. / Io le ho tolto dal volto / Il velo ricamato / E con la mano le ho afferrato / La cintura sfrangiata. / Le ho sbottonato la giacchetta / E gliel'ho tolta. / Lei si è girata e contro la mia spalla / Ha poggiato la schiena. / Il suo piedino è uscito / Dalla scarpa imbullettata / Quando lei ha girato il tallone / Che poggiava sul suolo. / Mi sono spogliato, / Ho steso sull'erba verde / La giacchetta come guanciale / Per la mia Fatima. / E poi si sono aperte / Le falde della sua veste / E all'improvviso sono apparsi / I pomi del Profeta. / Mi sono appeso al suo collo / Io tutto agitato, turbato / Io che non ti lascerò più, nemmeno / Se l'Angelo della morte mi prendesse l'anima! / E quando le ho tolto / I pantaloni arabescati / Di bianco cotone, mi colpirono gli occhi / Le rocce della foresta. / Il mondo, il mondo ingannatore / Non è che un cimitero di miscredenti, / Ciò che si chiama vita / E' esitare su una cordicella di pantaloni. / Ben avvinghiato a Fatima / E' cominciata la nostra festa, / Come brucia una foresta / Ci siamo infiammati. / Non c'è nessuna come Fatima / per farvi prendere fuoco. / Noi ci siamo stretti l'un l'altra / Come un emblema circasso. / Ah! Così, così! Ah! Di là, di là, / Vado giù, più giù, / La sua gamba è sulla mia spalla. / Se qualcuno ci vedesse direbbe: 'Una rondine!' / D'un sol colpo la mia Fatima / Ha perduto il respiro. / Alle mie orecchie è giunta / La voce delle canne. / Me ne sono successe di cose, / Le ginocchia non mi reggevano più / Menttre la mia Fatima sull'erba / Si dimenava come un serpente. / Ho mordicchiato l'uno dopo l'altro / I pomi del paradiso. / Nemmeno il serpente è capace / Di contorcersi come lei. / I suoi capelli biondi, biondissimi / Sparsi sull'erba. / Non mordermi più, mi dice, / Il sangue mi è montato ai seni."

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