Valeria Messalina

Tra i nomi che esprimono depravazione quello di Valeria Messalina ha un indubbio rilievo. Aveva appena quindici anni quando conobbe e sposò l’imperatore Claudio e aveva solo ventidue anni quando morì.
Proveniva da una famiglia aristocratica e l’unica cosa che la convinse a sposare un uomo zoppo ormai cinquantenne fu certamente l’ambizione.
Siamo nel 38 d.C. e l’anno successivo Messalina mise al mondo una figlia, Ottavia. Nel 41 d.C., dopo l’assassinio di Caligola, Claudio fu incoronato imperatore e Messalina divenne imperatrice consorte. La nascita di un figlio maschio, Britannico, consolidò il potere dell’imperatrice, sia rispetto al marito, sia rispetto alla sua corte.
Stregato dal fascino della donna, l’imperatore aprì gli occhi tardi sulla natura cupida, sfrontata e crudele della moglie.
Non ci compete entrare nel dettaglio degli intrighi, dei misfatti e degli assassini di cui Messalina si rese protagonista. Ricordiamo solo che costei era priva di ogni minimo principio morale e la lussuria, la cupidigia e il vantaggio egoistico costituivano le sue linee di condotta.
Non c’è dunque nessuna meraviglia se i nemici dell’imperatrice crescevano sempre più di numero, tenuto conto che i Romani erano già esacerbati dalle molteplici atrocità e dissolutezze commesse da Caligola.
La natura vorace e lubrica di Messalina la portava a brigare fino all’inverosimile pur di ottenere i favori sessuali degli uomini che le piacevano, anche quasi sotto gli occhi del marito.
Tacito negli “Annali” ricorda uno dei tanti episodi di scostumatezza. “S’era innamorata di G. Silio, il più avvenente della gioventù romana, a tal punto da indurlo a ripudiare la moglie Junia Silana, donna di famiglia nobile, per impadronirsi dell’amante in piena libertà. Silio certo non era ignaro della colpa e del pericolo, ma certamente sapeva che se l’avesse respinta per lui avrebbe significato la morte; nutriva qualche speranza di cavarsela e poiché dall’adulterio traeva lauti compensi, aspettava il futuro e si consolava con i piaceri del presente. Ella non si recava a casa di lui di soppiatto, ma con un numeroso seguito: gli era al fianco quando usciva, lo colmava di ricchezze e di onori; infine quasi che ormai il potere si fosse trasferito in casa sua, schiavi, liberti, infine tutto l’apparato della corte si vedevano in casa dell’adultero.”
Spesso alla dissolutezza si associa la stupidità. Messalina credette che l’amore di Claudio nei suoi confronti, e dunque lo spirito di sopportazione, fossero inesauribili. Il marito conosceva e tollerava i tradimenti della moglie, ma costei non si poneva più alcun limite ed organizzava abitualmente delle orge, che non erano a lungo sopportabili sul piano politico.
Oggi un sessuologo non avrebbe esitazione ad applicare a Messalina la diagnosi di ninfomania ed ipersessualità. Quindi questa donna era una povera malata e si richiedeva tolleranza. Ma la posizione di Claudio era quella che era e la sua reputazione si posizionava pericolosamente in bilico. Il ridicolo attorno all’imperatore saliva ed era ormai senza argini.
Come era inevitabile Messalina fece un passo oltre l’eccesso, organizzando ed attuando il proprio matrimonio con il suo Gaio Silio. Questa volta tale donna scostumata aveva fatto con ogni evidenza il passo più lungo della gamba.
Claudio fu informato dai suoi fedelissimi di tali misfatti e con essi preparò la completa vendetta. Tutti gli invitati al matrimonio (ossia la dissoluta cerchia dell’imperatrice al completo) furono immediatamente messi a morte. Messalina, tramite i figli, cercò di ottenere da Claudio la salvezza. Ma ci poteva essere perdono?
Alla fine la donna fu scovata in un giardino in cui si era rifugiata e pagò con la vita le sue colpe.

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